ELEZIONI: ASTENSIONISMO RECORD, VOTA IL 43.9 PER CENTO. “CENTRODESTRA ESCE SCONFITTO, DEBACLE M5S”

18 Ottobre 2021 18:38

Italia: ELEZIONI 2021

ROMA – L’astensionismo più alto di sempre ha caratterizzato questa tornata elettorale autunnale e i ballottaggi che si sono svolti ieri e oggi hanno confermato la forte disaffezione alle urne che generalmente non sfiora l’elezione dei sindaci.

Stavolta, invece, alla chiusura dei seggi, ha votato solo il 43,94% nei 63 Comuni chiamati a scegliere il primo cittadino: al primo turno era andato a votare il 52,67%. Dunque ha votato molto meno della metà degli elettori, con un calo di circa 9 punti percentuali rispetto all’affluenza, pur già esigua, di due settimane fa.

Non proprio un “cappotto”, ma il centrosinistra ci va molto vicino. Solo la conferma di Trieste evita a Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia di restare a mani vuote, ma è disfatta e Giorgia Meloni non lo nega, pur rifiutando il termine “debacle”. Mentre Matteo Salvini rifiuta questa lettura e, comunque, per il leader leghista si tratta di sindaci votati “dalla minoranza della minoranza”.

Con i ballottaggi si chiude la tornata elettorale delle amministrative, urne che decretano la vittoria del centrosinistra, che si aggiudica 15 comuni capoluogo (contro i 4 del centrodestra) tra cui Roma e Torino, città che si vanno ad aggiungere a Milano, Bologna e Napoli.

“È un trionfo”, esulta Enrico Letta, ma “senza trionfalismo”. Il segretario dem vede nell’unità e nell’allargamento del campo del centrosinistra le ragioni della vittoria (“gli elettori si sono saldati”), ma è stata soprattutto la “coerenza” del suo partito sulla gestione della pandemia e delle misure per contenere il contagio, premiare il Pd. Infine, il leader Pd ribadisce, concetto già
espresso dopo il primo turno, che dal voto il governo Draghi esce rafforzato. E, pur rinviando a gennaio il discorso sul Quirinale, spiega che i dem lavoreranno per costruire una “larga
maggioranza” per eleggere il successore di Mattarella. Per Matteo Renzi – che parla di “debacle” e “clamorosa sconfitta del centrodestra” – i ballottaggi decretano la “fine del tempo dei
5 stelle” e dimostrano che “il sovranismo non paga, il populismo grillino e destrorso si può sconfiggere”.

“Diplomatico” il commento di Luigi Di Maio: “I cittadini hanno scelto e ai neo sindaci va un grosso in bocca al lupo per l’impegno che li aspetta da qui ai prossimi anni”, si limita a dire il ministro
degli Esteri e esponente pentastellato. Giuseppe Conte affida ai social le sue riflessioni: “Il vero protagonista di questa tornata di ballottaggi è in modo drammatico l’astensionismo”,
osserva l’ex premier, convinto che ci sia “poco da parlare e molto da fare. A partire dalla nostra immediata riorganizzazione, dalla nostra rinnovata capacità di saper rispondere ai territori, al cuore del nostro Paese”.

Nel centrodestra affiorano le prime crepe, evidenziate da differenti letture delle urne. Parte da una non sconfitta Salvini, nell’analisi a caldo del voto.

“Il centrodestra ha più sindaci” di prima, esordisce. Quindi, il leader leghista riconosce che avrebbe “preferito vincere a Roma”, ma comunque il vero dato su cui riflettere è l’astensionismo, e i sindaci che hanno vinto lo hanno fatto con i voti della “minoranza della minoranza”.

Detto questo, per Salvini a penalizzare il centrodestra è stata una “campagna surreale, passata a inseguire i fascisti che sono solo sui libri di scuola”. L’ex titolare del Viminale prerferisce guardare oltre, e puntare al vero obiettivo, cioè “vincere l elezioni politiche”. Archiviato il capitolo ballottaggi, Salvini torna a “picconare” la ministra Lamorgese, “rea” a suo dire di non sapere gestire le piazze, ultima prova è quanto sta accadendo a Trieste con lo sciopero dei portuali contro il green pass.

Silvio Berlusconi fa sentire la sua voce per far sapere di aver fatto i complimenti al riconfermato sindaco azzurro di Trieste. E Antonio Tajani segue la linea, preferendo guardare il
bicchiere mezzo pieno e concentrarsi sul risultato di Forza Italia, che ha vinto con Occhiuto in Calabria e ha confermato Dipiazza nel capoluogo friulano.

Chi non nasconde la sconfitta è la leader di FdI: “Credo che si debba riconoscere che il centrodestra esca sconfitto da queste elezioni amministrative. Credo che ne siamo tutti consapevoli, ma non è una debacle”, esordisce Meloni, secondo la quale il Pd “festeggia sulle spoglie del Movimento 5 stelle”. Meloni punta il dito contro una campagna elettorale “diventata una lotta nel fango” e una
sinistra che “ha criminalizzato l’opposizione”. Ma anche se non si tratta di debacle, le urne rendono urgente “una valutazione approfondita” nel centrodestra, spiega. Anzi, Meloni parla
proprio di necessità di “fare chiarezza”, perché coesistono “tre posizioni diverse” che hanno penalizzato il centrodestra.

Serve quindi un vertice a tre: “Ho già parlato con Silvio Berlusconi”, rivela, “mi sono scritta con Matteo Salvini. Ci sentiamo a breve. Credo ci si debba vedere questa settimana”.

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