COMUNALI PESCARA: SCONTRO IN M5S DI PILLO CONTRO CANDIDATURA ALESSANDRINI, E SISTEMA ROUSSEAU

10 Marzo 2019 11:53

PESCARA – E' maretta nel Movimento 5 stelle a Pescara, dopo la conferma che a candidarsi a sindaco sarà Erika Alessandrini, consigliere comunale, socia dell'associazione Rousseau, fedelissima di Luigi Di Maio e di Davide Casaleggio. E che già ha avviato la campagna elettorale.

Il consigliere comunale pentastellato Massimiliano Di Pillo, accusa infatti il movimento di aver escluso la sua lista “alternativa” per le prossime elezioni comunali, iscritta nella piattaforma Open Comuni di Rousseau, e che candidava a primo cittadino l'attivista Gianluca Travaglini. Senza “nemmeno prenderla in esame”.

Di Pillo aveva già preso le distanze, sette giorni fa, dall’iniziativa della collega Alessandrini che all’Aurum aveva annunciato la sua candidatura a sindaco di Pescara insieme, anche, a diversi big del Movimento.

A provocare l'ira di Di Pillo la mail che ha ricevuto dallo staff del Movimento 5 stelle venerdi sera, che lo informava che la sua proposta di lista elettorale non potev essere presa in considerazione, perchè era stata già scelta e certificata la lista di Alessandrini, dichiarata ufficialmente candidato sindaco.






Scelta duramente contestata da Di Pillo, che arriva a paralre di “azzeramento del sistema democratico”.

“Non è la prima volta che lo staff di Rousseau agisce in barba ai principi di trasparenza e al rispetto degli individui – ha aggiunto in conferenza stampa, – e di fatto è stata negata la possibilità per 32 liberi cittadini, professionisti, attivisti storici del Movimento 5 stelle di mettersi in gioco per dare un fattivo contributo all'amministrazione della loro città”.

Di Pillo denuncia infatti che “nonostante il caricamento sulla piattaforma della lista, di cui fa parte il sottoscritto, sia avvenuta entro i termini previsti dal regolamento, cioè il 26 marzo, nella serata venerdì, una mail di un non meglio specificato staff ci avvertiva dell'impossibilità di procedere all'accoglienza dell'istanza, essendo già stata certificata un'altra lista”. Quella appunto di Alessandrini.

“Come può uno strumento creato per favorire decisioni partecipate e condivise divenire esso stesso un decisore arbitrario? Chiediamo spiegazioni al movimento, in particolare al capo politico Luigi Di Maio. Abbiamo già informato deputati e senatori di questa questione e credo che ci siano altri casi del genere in Italia”, ha concluso Di Pillo. 

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