COMUNE CHIETI NEL BARATRO, BUCO DA 56 MILIONI:
SERVE PIANO DI RIENTRO LACRIME E SANGUE

12 Dicembre 2020 15:34

CHIETI – Tagli al personale, e decurtazione dei benefit nello stipendio, sforbiciata consistente   a spese e servizi. E soprattutto nel momento più difficili per il paese la città ricetta più amara alzare al massimo le tasse comunali.

Una luna di miele amara al comune di Chieti per il neo sindaco del centrosinistra Diego Ferrara. Le casse dell’erario hanno infatti ereditato dal decennio del centrodestra di Umberto Di Primio la cifra mostre di 56 milioni di euro di disavanzo.

Cruda verità è contenuta in una relazione di 28 pagine firmata da Franco Rispoli che è il dirigente del settore finanze il comune.

In essa si scopre che molti dei debiti sono legati a contenziosi giudiziari:  8,6 milione di euro sono relativi al mancato pagamento delle forniture idriche all’Aca, che ha fatto causa Ben cinque contenziosi sono con la Panoramica, la società che gestisce il trasporto pubblico, anche qui per mancato pagamento dei contributi di esercizio, per 3,7 milioni di euro. Pesano anche i mancati incassi di Teateservizi.




Si sta arrivando invece ad una conciliazione con il Consorzio di bonifica centro relativa all’utilizzo dei depuratori, servizio anche questo non pagato, per un valore di 2 milioni di euro.

I conti del Comune, Ferrara: “Abbiamo trovato un disavanzo di 56 milioni di euro, una cifra mozzafiato”

“Sapevamo di essere in una situazione finanziariamente difficile, ma mai avremmo immaginato una cifra di queste proporzioni – spiega Ferrara. Gli altri numeri emersi e le azioni che metteremo in campo saranno presto illustrate alla nostra comunità, con la quale ci confronteremo come più volte abbiamo dichiarato che avremmo fatto. Ma sia chiaro sempre che, essendo responsabilmente alla guida della città, impiegheremo tutte le nostre energie per intraprendere iniziative e attività opportune per evitare ulteriori sacrifici per i cittadini, nonché per scongiurare il dissesto che, allo stato attuale, sembra un’ipotesi verosimile, vista anche la mancanza di rimedi avviati per cambiare le cose”.“

L’unica strada alternativa alla dichiarazione di fallimento e relativo commissariamento dell’ente è quella del pre-dissesto, è però l’applicazione di un Piano di riequilibrio finanziario pluriennale con accesso a un fondo di rotazione. A seguire una politica lacrime e sangue per ridurre il debito nei prossimi anni, sotto il rigido monitoraggio della Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti.

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