DA SETTIMANE INTESA VICINA MA NIENTE FUMATA BIANCA. BOCCHE CUCITE TRA I PROTAGONISTI. UNICO A PARLARE IL SALVINIANO DE SANTIS CHE IL 16 LUGLIO AVEVA INNESCATO LA LITE FDI-LEGA: “STIAMO LAVORANDO TUTTI INSIEME IN UN MOMENTO COSI’ DIFFICILE, MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE”

COMUNE L’AQUILA: 4 MESI DI CRISI CENTRODESTRA PANDEMIA E ZONA ROSSA NON BASTANO PER ‘PACE’

16 Novembre 2020 08:08

L’AQUILA – La città dell’Aquila, insieme al territorio provinciale, si ritrova a contrastare una devastante seconda ondata coronavirus con la imminente istituzione in Abruzzo di una zona rossa ancora più restrittiva di quella nazionale. Ma in questa drammatica emergenza caratterizzata da una impennata di contagi che sembra inarrestabile e che ha seminato preoccupazione e paura tra i cittadini, non è ancora rientrata la lunga ed irresponsabile crisi politica in seno al centrodestra che amministra L’Aquila dal giugno del 2017: a quattro mesi esatti dal divampare della ennesima lite tra Fdi, il partito del sindaco, Pierluigi Biondi, e la Lega, la città e il suo esteso territorio affrontano il drammatico passaggio senza un governo coeso, anzi zoppo, per l’assenza da alcune settimane dei tre assessori salviniani, defenestrati dal sindaco e non sostituiti forse proprio per lasciare uno spiraglio al componimento della crisi.

Che fino ad ora, non c’è stato. Il tutto in assenza di prese di posizione e comunicati dei protagonisti nei confronti della collettività, come se la vicenda fosse un fatto privato e circoscritto ai soli protagonisti eletti e nominati. In tal senso, le anticipazioni di una fumata bianca di qualche giorno fa pubblicata da Abruzzoweb non ha avuto conferme dirette, nonostante i molti esponenti contattati da questa testata: eppure negli ambienti politici si dà per certa la svolta che avrebbe come soluzione, addirittura, il ritorno, nell’esecutivo, di tutti e tre gli ex assessori leghisti cacciati dal sindaco in reazione all’attacco alla maggioranza da parte del capogruppo salviniano, Francesco De Santis, nel corso della seduta del consiglio comunale del 16 luglio scorso.

Proprio quattro mesi fa. Il ripristino dell’esecutivo con il rientro dei tre esponenti del carroccio arriverebbe dopo il serrato braccio di ferro tra la Lega e il resto della maggioranza di centrodestra, in particolare Fdi, che aveva proposto due soli posti in giunta. L’unico a commentare con una breve, singolare ma poco rassicurante dichiarazione è stato proprio lo stesso De Santis, protagonista del “fattaccio”: “stiamo lavorando tutti insieme per un momento così difficile per la città. Sia maggioranza che opposizione e, al momento, la crisi in Comune è solo l’ultimo dei nostri pensieri” ha spiegato De Santis, per il quale evidentemente un esecutivo zoppo e spaccato ha la stessa efficacia.

Lo stesso De Santis quattro mesi fa aveva contestato l’operato del centrodestra aquilano, bocciandolo su tutta la linea e decretando così, la crisi in seno alla maggioranza. Nessuno degli altri uomini forti del centrodestra ha inteso rispondere e chiarire: a cominciare dal coordinatore regionale salviniano, il deputato aquilano Luigi D’Eramo, ex assessore comunale dimessosi dopo la elezione in parlamento nel marzo del 2018, che ha ingaggiato un duro scontro con il sindaco Biondi.

Ma andiamo con ordine. Il tutto ha inizio il 16 luglio scorso, con il consiglio riunito in seduta straordinaria e per la prima volta in presenza dalla fine del lockdown. All’ordine del giorno la discussione sulle “Misure di sostegno per il periodo emergenza Covid, in favore del settore commercio, riguardanti l’intero territorio comunale”. A illustrare il nuovo piano commerciale, il vicesindaco Raffaele Daniele, contro cui, nel corso della seduta, si era appunto scagliato De Santis.

“Promettiamo grandi impianti urbanistici ma qui nessuno ci crede più – aveva detto -. Stamattina non c’era niente di cui discutere. Abbiamo offerto uno spettacolo che imbarazza tutti, in primis noi della Lega”.




Parole che non erano piaciute al sindaco Pierluigi Biondi che, a distanza di 48 ore dall’attacco da parte del capogruppo della Lega, “non avendo ottenuto dal partito alcun cenno di smentita rispetto alla dichiarazione di ‘mancanza di fiducia’” aveva quindi firmato l’atto di ritiro delle deleghe degli assessori Daniele Ferella (Urbanistica), Fabrizio Taranta (Ambiente, Rifiuti e Protezione civile) e Fabrizia Aquilio (Turismo). Deleghe che ha tenuto per sé.

Uno strappo che in realtà era già nell’aria da qualche tempo e che, dopo la mancata candidatura unitaria delle amministrative di Avezzano e la querelle in consiglio comunale tra il capogruppo De Santis e il sindaco, aveva finito solo per aprirsi del tutto, prolungandosi fino a oggi, con una giunta azzoppata da quattro mesi e troppe deleghe riunite nelle sole mani del primo cittadino.

Contatti e trattative tra le parti, però, non si sono mai fermate e, almeno in base a quanto è filtrato negli ultimi giorni, l’accordo tra Fratelli d’Italia e il gruppo della Lega sarebbe stato trovato anche a seguito del ritorno del gruppo consiliare del carroccio a quattro, con l’ingresso di Roberto Junior Silveri. Resta ora da capire come, visto che gli assetti comunali nel frattempo sono mutati e che il sindaco Biondi ha bisogno di rispettare gli equilibri consiliari che si sono venuti a creare tra le forze di maggioranza.

Tra le ipotesi, all’inizio, c’era quella della rimozione di almeno un assessore del Carroccio. Un taglio che però, dopo la ‘pace’ annunciata in concomitanza della campagna elettorale per le comunali di settembre, il coordinatore D’Eramo aveva rinviato al mittente in maniera ferma. Dall’altra parte, però, l’adesione a Fratelli d’Italia di Elisabetta De Blasis e Tiziana Del Beato ha portato i consiglieri meloniani a 7 (8 con il sindaco) quindi il gruppo più forte: e con il primo cittadino che comunque deve comunque affrontare la fronda interna al suo partito, in particolare con la componente di “Insieme per L’Aquila”, vicino all’assessore regionale al Bilancio Guido Liris, ex vice sindaco passato da Fi a Fdi una settimana prima delle elezioni regionali del febbraio 2017 dopo le quali è stato eletto in Consiglio regionale e poi nominato in Giunta. Il gruppo chiede la nomina nell’esecutivo dell’ex presidente del Consiglio comunale, Vito Colonna.

Quel che sembrerebbe comunque sicuro ad oggi è che nell’esecutivo rientreranno Ferella e Taranta, che altrimenti sarebbero fuori dall’istituzione comunale per essersi dimessi da consiglieri proprio per diventare assessori. Ci sono però buone probabilità che anche la Aquilio torni a far parte della Giunta, ma se così fosse, quasi sicuramente salterebbe un assessore legato a FdI e al sindaco. Una bella gatta da pelare per Biondi, ancora in quarantena per un contatto diretto con un positivo, e per tutta l’amministrazione, soprattutto alla luce dei drammatici sviluppi della pandemia causata dal virus Covid 19.

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