COMUNE L’AQUILA, ANCHE CENTROSINISTRA SPACCATO: L’OPPOSIZIONE CONCILIANTE DI PASSO POSSIBILE

10 Gennaio 2021 07:40

L’AQUILA – Se il centrodestra fatica ad uscire dalla crisi, a causa della spaccatura profonda risalente a sei mesi fa, tra il sindaco di Fratelli d’Italia, Pierluigi Biondi, e il gruppo della Lega, non si può certo affermare che l’opposizione del centrosinistra sia unita e compatta.

A recitare infatti sempre più il ruolo di battitori liberi, con il sospetto, fondato in più di una occasione, di “intelligenza con il nemico”, e  di “stampella del sindaco”, sono quelli di Passo Possibile, gruppo che fa capo ad Americo di Benedetto, già candidato primo cittadino battuto da Biondi a giugno 2017, ora consigliere regionale di Legnini presidente, e composto dai consiglieri comunali Emanuela IorioElia Serpetti e Antonio Nardantonio.

Gli stessi che sono stati accusati di aver salvato il sindaco, garantendo il numero legale per l’approvazione del bilancio di previsione nel dicembre 2019, compensando così la clamorosa defezione della Lega, spina nella maggioranza di centrodestra, primo episodio di una crisi che covava già sotto la cenere e che si protrae ancora oggi.

E lo stesso Passo possibile ha poi mantenuto costantemente una posizione di alterità rispetto al resto della minoranza, in nome dell’”opposizione responsabile” e “costruttiva”.

Ultimi due episodi sintomi della spaccatura si sono verificati in occasione della debacle della maggioranza andata sotto in aula il 30 dicembre, ancora una volta per la defezione della Lega, con Passo Possibile che ha avuto un atteggiamento molto più morbido rispetto il resto dell’opposizione, guardandosi bene dal chiedere le dimissioni di Biondi e il ritorno al voto.

E poi il 4 gennaio, non firmando una nota della minoranza sulla vicenda dell’acquisto senza gara di 60 giacche per oltre 17mila euro.

C’è chi pertanto ritiene oramai evidente il disegno di Passo Possibile è quello di costituire in vista del ritorno alle urne previste per la primavera del 2022, un polo moderato, che guarda a destra e sinistra, e con probabile ricandidatura a sindaco dello stesso Di Benedetto, in cerca di una rivincita personale non solo nei confronti di Biondi, ma innanzitutto con il Partito democratico e la sinistra aquilana, che non lo avrebbe sostenuto come si sarebbe atteso al ballottaggio del giugno 2017, dopo che i rapporti si erano incrinati a seguito della vittoria di Di Benedetto alle primarie contro l’ora consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci.

Tornando dunque alla seduta del 30 dicembre: la maggioranza è andata ancora una volta sotto in occasione del voto su un provvedimento di natura tecnica sulla razionalizzazione delle partecipate. E a disertare il voto, manco a dirlo, innanzitutto i quattro consiglieri della Lega, Francesco De SantisLuigi Di Luzio, Laura Cucchiarella e Roberto Jr Silveri, e il “federato” dei salviniani Luciano Bontempo, e Daniele D’Angelo di Cambiamo.




Un messaggio forte e chiaro dei salviniani al sindaco che non riapre le porte della sua giunta ai loro tre  assessori Daniele FerellaFabrizio Taranta e Fabrizia Aquilio, a cui il sindaco aveva tolto le deleghe a luglio, inferocito per le parole di De Santis  che in aula durante una seduta del Consiglio regionale del 16 luglio scorso, era arrivato a sostenere: “avevamo regalato un sogno all’Aquila, vincendo le elezioni in modo inaspettato e, direi, rivoluzionario, cavalcando un’onda che avrebbe dovuto portarci a rinnovare la città. Ci siamo ritrovati imbrigliati e di questo mi vergogno”.

Il 30 dicembre, va detto, non è arrivato l’appoggio esterno da parte di Passo Possibile, come avvenuto l’anno prima, significativo però è che i suoi consiglieri hanno firmato un comunicato stampa distinto da quello di tutto il resto dell’opposizione e dai toni ben più morbidi,  rifiutandosi di appellarsi alle dimissioni e al voto subito.

Paolo Romano e Elisabetta Vicini di Italia Viva,  Stefano Palumbo Stefano Albano del Partito Democratico, Lelio De Santis dell’Italia dei Valori, Giustino Masciocco di Articolo Articolo 1, Angelo Mancini di L’Aquila Sicurezza Lavoro e Carla Cimoroni di L’Aquila chiama chi ama L’Aquila, nella loro nota di fuoco non hanno infatti lesinato bordate: “Biondi mostri il coraggio di fare un passo indietro lasciando così alla città la possibilità di tornare al voto in primavera e di scegliere un governo, di qualsiasi colore esso sia, capace di affrontare al meglio delle possibilità le difficilissime sfide che ci attendono – hanno scritto -. La criticità del momento è tale da non consentire di continuare ancora per un anno e mezzo a vivacchiare in queste condizioni in attesa che il quadro politico, e l’incasellarsi degli appuntamenti elettorali, sia finalmente favorevole alle ambizioni tanto di chi vorrebbe lasciare lo scranno comunale verso lidi romani tanto di chi ambirebbe ancora a conquistarlo. La città ha bisogno di risposte adesso e non merita di rimanere ostaggio di spregiudicati personalismi”.

Di ben diverso tenore, la nota a firma di Passo Possibile, che se da una parte rivendica “una posizione politico-amministrativa alternativa, di ferma opposizione e concentrato a dare risposte concrete e immediate ai cittadini”, dall’altra sottolinea che “il confronto per il futuro della città si farà tra un anno e mezzo, si farà alle elezioni”, e nel frattempo “è arrivato il momento in cui il Sindaco eserciti il ruolo di garante della vita pubblica cittadina ed esterni il suo pensiero”, “oggi c’è una città da difendere: ognuno faccia la sua parte, che sia in maggioranza o all’opposizione”, hanno aggiunto.

Infine l’ultimo episodio: l’assenza delle firme dei consiglieri di Passo Possibile in una nota, firmata da tutti gli altri esponenti di minoranza, che pure aveva gioco facile, dal punto di vista comunicativo, nel vibrare un duro colpo a Biondi, per la vicenda delle sessanta giacche di una nota marca di abbigliamento da montagna per il personale dipendente impegnato nello screening di massa covid-19 effettuato a inizi dicembre. Acquisto per un importo pari a 17.600 euro, circa 300 euro a giacca, imputato e fatto gravare sul capitolo di spesa “Interventi utili a far fronte all’emergenza Covid-19″.

“E’ vergognoso sapere che l’amministrazione abbia speso risorse pubbliche per l’acquisto velleitario di giacche di marca. Si tratta di un’azione sconsiderata che restituisce plasticamente la lontananza dell’amministrazione comunale dai problemi dei cittadini, un’azione che soprattutto in questo momento doveva essere assolutamente evitata soprattutto se consideriamo che l’acquisto nulla ha a che vedere con l’emergenza covid”, hanno tuonato gli esponenti della minoranza.

Silenzio sulla vicenda invece da parte di Passo Possibile.

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