COMUNE L’AQUILA, OPPOSIZIONI: “CITTA’ OSTAGGIO DEL CERCHIO MAGICO DEL SINDACO”

23 Aprile 2021 17:29

Siamo arrivati ad assistere una nuova tappa nel Risiko consiliare di questa maggioranza al governo. Sono lontane oramai le spaccature tra partiti, gruppi, gruppetti e portatori di interesse vario: oggi, complice una presidenza dell’assise per nulla avvezza al ruolo che ricopre, si è palesata la nuova fase dell’era Biondi dove solo chi fa parte del Cerchio magico del sindaco può intervenire sulle decisioni da prendere per la città”.

L’affondo è dei consiglieri di opposizione Paolo Romano, Giustino Masciocco, Lelio De Santis, Edlira Banushaj, Elisabetta Vicini, Stefano Palumbo, Stefano Albano, Carla Cimoroni, Angelo Mancini e del gruppo del Passo Possibile.

“Il Cerchio decide e nessuno del Consiglio comunale, sia esso maggioranza o opposizione, può fiatare. Anche in caso di loro assenza dalla seduta, basta una telefonata e cade qualunque prerogativa consiliare, cessa qualunque anelito vitale, fosse anche, come oggi, una mozione per allargare il raggio visivo, dunque di attenzione e intervento, dalla sicurezza stradale del cantiere tra le due statali, alle decine e decine di arterie potenzialmente pericolose che sono presenti in città”.

Strade che oggi sopportano un traffico veicolare maggiore proprio in virtù dei lavori sull’anello da realizzare e che meriterebbero una riqualificazione non più rinviabile o strade, più periferiche, che non hanno mai beneficiato di sistemi di dissuasione alla velocità e che servono intere frazioni. “Non si può più rubricare quello che succede in Consiglio solo con una spaccatura tra Lega e Fratelli d’Italia; oggi abbiamo avuto la prova che la città è in mano a un gruppetto di eletti che prendono decisioni spesso sbagliate e sempre insindacabili delle quali si assumeranno ogni responsabilità”, ribadiscono i consiglieri di opposizione.

Intanto le criticità aumentano, “le problematiche si cercano di risolvere solo quando estremizzate, la programmazione continua a essere tralasciata a logiche di consenso, la visione continua a essere assente”.

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