INDAGINE OPENPOLIS SU POSTE IN BILANCIO A FAVORE SETTORE DURAMENTE COLPITO DA LOCKDOWN E CRISI ECONOMICA COVID; NON PERVENUTA L'AQUILA, DATI NON DISPONIBILI

COMUNI CHE INVESTONO PER IL COMMERCIO, IN ABRUZZO SPICCANO SANT’OMERO E PESCARA

22 Ottobre 2020 17:37

L’AQUILA – Il comune che in Abruzzo che più di tutti ha destinato risorse a bilancio per il settore del commercio è Sant’Omero, in provincia di Teramo, 1.723.669 euro pari a 109 euro pro capite.

Tra le città capoluogo è Pescara, con uno stanziamento di 1.314.055 pari a 11 euro pro capite.

Il dato emerge da una ricerca effettuata dalla fondazione Open polis, che ha confrontato in ciascuna regione italiana i bilanci consuntivi consolidati di ciascun comune del 2018.

Indagine e che consente di fare luce sull’attenzione degli enti locali di un comparto che in buona parte ora subisce una situazione di grave crisi a causa della pandemia del coronavirus. Tanto che il 2020, ricorda la ricerca “è stato un anno nero per le imprese.

A causa dell’emergenza sanitaria, nei primi mesi dell’anno sono stati costretti ad abbassare le serrande bar, ristoranti, negozi al dettaglio e tutte le attività non giudicate essenziali, solo per citare alcuni comparti non industriali che hanno importanza vitale nel tessuto economico e sociale delle città italiane”.

Da qui riveste una importanza non secondaria la voce nel bilancio “Commercio, reti distributive e tutela dei consumatori” e comprende l’amministrazione e funzionamento delle attività e dei servizi relativi al settore della distribuzione, conservazione e magazzinaggio, e per la programmazione di interventi e progetti di sostegno e di sviluppo del commercio locale, e ancora l’organizzazione, la costruzione e la gestione dei mercati rionali e delle fiere cittadine, le campagne di informazione agli operatori commerciali e ai consumatori sui prezzi, le spese per sovvenzioni, prestiti o sussidi a sostegno del settore della distribuzione commerciale e in generale allo sviluppo di questo ambito sul territorio.




Tra le maggiori città italiane Trieste è quella a spendere di più per il sostegno al commercio: 24,31 euro pro capite. Si tratta di una cifra doppia rispetto a tutte le altre città di dimensioni simili. Genova, seconda in classifica, investe infatti 12,64 euro pro capite, seguita da Firenze (11,58) e Venezia (9,23). Napoli è il fanalino di coda, con 2,70 euro pro capite.

Venendo all’Abruzzo, a svettare è Pescara, con uno stanziamento di 1.314.055 pari a 11 euro pro capite, seguita da Chieti,  378.538 euro, 7,4 euro e Teramo 301.513 euro pari a 5,5 euro. Non pervenuta L’Aquila, e si legge nello studio che “non sono disponibili i dati di alcuni comuni perché alla data di pubblicazione non risultano accessibili i rispettivi bilanci consuntivi 2018”.

Nella classifica generale di tutti i Comuni, dopo la capolista Sant’Omero con uno stanziamento di 734.197 euro pari a 138 euro pro capite, seguono Silvi (Teramo), 1.723.669 euro pari a 109 euro pro capite, Roio del Sangro, in provincia di Chieti, 10.500 euro (103), Cugnoli (Pescara), 134.920 euro (92), Monteferrante (Chieti) 3.000 euro (24) e Barrea (L’Aquila), 15.859 euro pari a 22 euro pro capite. Francavilla al Mare (Chieti), 502.306 euro (19,5), Ortona (Chieti), 410.100 euro (17.7) Abbateggio (Pescara), 6.000 euro (16,1), Moscufo (Pescara), 45.994 euro (14,5), Manoppello (Pescara) 96.558 euro, 13,9 euro pro capite.

Va infine sottolineato che per un gran numero di comuni risulta 0 euro alla voce di bilancio. “Commercio, reti distributive e tutela dei consumatori” .

Da notare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa.

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