“CON PNRR RIQUALIFICAZIONE E OCCUPAZIONE”, PARIS, “APPALTI DIRETTI NON PREMIANO SEMPRE MERITO”

  INTERVISTA AD INGEGNERE ESPERTO DI LIVELLO NAZIONALE E FONDATORE, NEL 2016, DELLO STUDIO PARIS ENGINEERING DI AVEZZANO, CHE HA COMMESSE IN TUTTA ITALIA: "TANTI INTERVENTI SU SCUOLE, CASE POPOLARI E EDIFICI STRATEGICI NON SAREBBERO STATI POSSIBILI"; "NOSTRO PUNTO DI FORZA LE COMPETENZE ACQUISITE SUL CAMPO IN SICUREZZA SISMICA A SEGUITO DEL TERREMOTO 2009"

5 Novembre 2025 07:17

L'Aquila - Economia

L’AQUILA – “Volendo tracciare un primo bilancio del Pnrr si può affermare che esso ha finora rappresentato un potente volano per l’economia italiana, e in particolare per l’edilizia, con una riqualificazione strutturale ed energetica del nostro patrimonio, dalle scuole alle case popolari, insieme ad importanti interventi di rigenerazione urbana, che mai sarebbe stato possibile”.

Una opinione informata, da un addetto ai lavori che ha un respiro nazionale, su una misura che ha messo a disposizione dell’ Italia ben 194,4 miliardi di euro di fondi europei, di cui 122,6 di prestiti, da spendere presto e bene entro marzo e agosto 2026, a seconda delle misure: a formularla nell’intervista ad Abruzzoweb ​​è l’ingegnere 46enne di Avezzano, Livio Paris.

Un professionista che, per la verità un po’ controcorrente ma interpretando un pensiero piuttosto diffuso, arriva anche a sostenere che l’eccessiva semplificazione e sburocratizzazione degli appalti in nome della velocità, non sono stati necessariamente è sempre un bene. Perché spiega: “non sempre con gli affidamenti diretti si premia il migliore, chi ha maggiori competenze tecniche e realizzative”.





Paris nel 2016 ha fondato, poi creato e portato ad un livello importante, lo Studio Paris Engineering, con sedi nella sua Avezzano e a Perugia, oggi con ben 40 dipendenti e collaboratori, in grado di coprire tutti gli ambiti del settore, dalla progettazione all’impiantistica fino alla direzione dei lavori con opere pubbliche un po’ in tutta Italia, molte delle quali, nell’ultimo periodo, finanziate dal Pnrr.

Tra le opere più importanti e prestigiose affidate allo studio di ingegneria, basti citare la riqualificazione e la rigenerazione urbana del complesso polifunzionale Amatori Ricciardi a Taranto nell’ambito dei Giochi del Mediterraneo 2026, la palazzina Comando Nato a Firenze, un polo scolastico a Trieste, la messa in sicurezza della sede dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato di Roma, la riqualificazione del castello Piccolomini di Capestrano. Infine, giocando in casa, il realizzando il nuovo municipio di Avezzano. Il tutto per un portafoglio lavori superiore ai 150 milioni di euro.

“Nostro punto di forza – spiega Paris – è l’essere una struttura indipendente, con un organico di persone giovani e motivate di cui, tengo a sottolinearlo per metà uomini e metà donne, riuscendo a coprire in house, minimizzando il ricorso a consulenze esterne, tutto ciò che è la parte architettonica, strutturale, impiantistica e geologica”.

Inoltre, tiene a sottolineare: “siamo riusciti a stare al passo con i tempi, facendo tesoro di tutte le nuove tecnologie, con una formazione costante, come pure con l’utilizzo dei nuovi materiali e modalità costruttive volte a massimizzare la sicurezza sismica messe a punto a seguito del terremoto del 2009, e che anche noi stiamo per così dire esportando in Italia”.





Entrando dunque nel tema portante dell’interlocuzione, Paris sottolinea che “il Pnrr è stata una misura che ha innovato e incentivato il mondo dell’edilizia, in particolare quella pubblica, rispetto alla situazione precedente, aggravata dalla pandemia del covid 19. Noi viaggiamo oramai alla media di circa trenta cantieri l’anno finanziati dal Pnrr e lo dico con un pizzico d’orgoglio, tutti saranno terminati e rendicontati entro i termini stringenti stabilità dall’Unione europea, a marzo, giugno ed agosto 2026, a seconda degli assi di intervento ai quali essi appartengono”.

Vero è, come accennato, che buona parte delle risorse del Pnrr sono prestiti, che andranno prima o poi restituiti, seppure a tassi agevolati, ma sottolinea l’ingegnere: “hanno in ogni caso consentito la realizzazione di infrastrutture strategiche, la riqualificazione anche dal punto di vista tecnologico di tanti immobili pubblici sui quali i Comuni, le Regioni e nemmeno lo Stato non avrebbero mai avuto la possibilità di intervenire, si pensi anche all’edilizia residenziale pubblica, alle case popolari. Alla fine dei giochi ci ritroveremo edifici più prestanti a livello energetico e tecnologico e non va poi dimenticato il moltiplicatore a livello occupazionale. E basta citare come esempio il fatto che il nostro studio di ingegneria, nel quale prima del 2020 eravamo una ventina, ora abbiamo raddoppiato l’organico”.

C’è infine una sottolineatura, fatta ad inizio chiacchierata, che Paris vuole precisare ancora di più, quella che riguarda l’eccessivo snellimento delle procedure: e qui, da tecnico di rilievo e profondo conoscitore del comparto, si scopre così che i tanto vituperati lacci e laccioli della burocrazia in realtà una loro utilità ce l’hanno.

“Con il Pnrr, al fine di accorciare le tempistiche di realizzazione delle opere, e stato per così dire snellito il nuovo codice degli appalti, in particolare per l’iter di affidamento degli interventi che ad oggi per la maggior parte sono diretti, ad invito e con comparazione delle offerte, con gare europee solo sopra la soglia dei cinque milioni di euro. Per la accresciuta discrezionalità del Comitato pubblico, questo non è necessariamente un aspetto positivo, potrebbe infatti rappresentare un vulnus alla sana concorrenza, rischiando di penalizzare chi ha maggiori competenze tecniche e capacità realizzative, date dall’esperienza e dal portafoglio lavori, naturalmente, questo mio è un pensiero che naturalmente riguarda una piccola casistica perché il Pnrr è una misura che sta funzionando molto bene e che cambierà il volto del Paese”, conclude Paris.

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