CONCESSIONI BALNEARI, SOSPIRI: “DURO COLPO AL TURISMO E ALL’ECONOMIA ABRUZZESI”

10 Novembre 2021 18:17

Regione: Cronaca

L’AQUILA – “Il pronunciamento del Consiglio di Stato sulle concessioni balneari, che andrebbero tutte in scadenza il 31 dicembre 2023, rappresenta un duro colpo non solo all’intero comparto, ma alla stessa economia abruzzese, alla nostra vocazione turistica, alla nostra tradizione e soprattutto a centinaia di famiglie che negli anni hanno investito su quelle concessioni che sono oggi una nostra peculiarità e tipicità”.

Così il presidente del Consiglio della Regione Abruzzo, Lorenzo Sospiri, commentando la notizia inerente la sentenza del Consiglio di Stato.

Secondo Sospiri il provvedimento contribuirebbe a “snaturare la nostra stessa identità, oltre che assestare un colpo mortale a tanti operatori turistici che da oggi hanno iniziato un conto alla rovescia drammatico, vedendo svanire investimenti e progetti. L’Italia rischia di lottare da sola, in quanto l’organizzazione della spiaggia in concessioni è una prassi tipica della nostra penisola”.

“È una caratteristica che ci consente di muovere ogni anno flussi turistici invidiabili e invidiati ovunque, ma proprio questa consapevolezza ci deve indurre ad alzare l’asticella dell’attenzione e a prepararci a tutelare non l’interesse di una categoria, ma di una ampia fetta del nostro sistema produttivo”.

“Mettere sul mercato quelle concessioni – ha spiegato Sospiri – significa comunque favorire l’ingresso di soggetti esteri che potrebbero non determinare ricadute sul nostro territorio depauperando la nostra storia. A fronte della sentenza vanno allora studiate misure di prelazione da riservare agli operatori turistici che da decenni operano nel settore, oltre che misure di ristoro per chi ha investito in migliorie obbligatorie nelle proprie concessioni e che in qualche modo va supportato anche attraverso l’individuazione di un equo indennizzo”.

“In altre parole – ha continuato Sospiri – vanno sostenuti quegli imprenditori che sono l’ossatura del nostro sistema economico e che non possono oggi essere semplicemente accantonati a fronte di una normativa europea difficile e che presenta non poche criticità”.

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