CONFINDUSTRIA: SEDE DALL’AQUILA A PESCARA, LEVATA DI SCUDI BIPARTISAN

12 Febbraio 2024 17:46

L'Aquila - Cronaca, Politica

L’AQUILA – Levata di scudi bipartisan nel capoluogo regionale dopo che il Consiglio generale di Presidenza di Confindustria Abruzzo ha inserito all’ordine del giorno dell’assemblea fissata per il prossimo 16 febbraio, la modifica statutaria e il cambio della sede centrale e legale dell’ associazione di categoria dall’Aquila a Pescara.

Dal Pd a Fratelli d’Italia, passando per il Movimento 5 Stelle, i principali rappresentanti della politica aquilana insorgono contro la modifica statuaria e il tema irrompe nel bel mezzo della campagna elettorale in vista delle regionali in programma il 10 marzo in Abruzzo.

La vicenda, anticipata da AbruzzoWeb, con il consigliere regionale Pd Pierpaolo Pietrucci primo ad intervenire sul caso, si infiamma dopo giorni di silenzio ed è scontro anche all’interno di Confindustria Abruzzo, guidata dal presidente Silvano Pagliuca, suo predecessore l’avezzanese Marco Fracassi, per due mandati presidente di Confindustria L’Aquila.

E l’ex sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, del Partito democratico, che ha come bersaglio il presidente della Regione, e ricandidato del centrodestra, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, che ha usato come slogan l’aquilanissimo Jemo ‘nnanzi, durante la presentazione della sua lista alle regionali del 10 marzo, sottolinea: “Lo afferma mentre il 16 febbraio ci scipperano la sede regionale di Confindustria con la copertura del centrodestra regionale e la vigliacca passività del centrodestra aquilano. Vergogna… Queste affermazioni nel momento in cui il 16 febbraio L’Aquila perderà la Sede regionale di Confindustria a favore di Pescara – si accalora Cialente -. Dopo la truffa del Covid hospital? Ma davvero pensa di poter raccontare queste sciocchezze? Il fatto è che non riconosco più gli aquilani rispetto a quelli degli anni ’70…”.

Ma anche da Fratelli d’italia il consigliere regionale Massimo Verrecchia, candidato alle regionali, commenta: “La notizia ci lascia particolarmente perplessi perché c’è il concreto rischio che il centro di interesse della prima organizzazione datoriale della nostra regione si sposti definitivamente sulla costa abruzzese, dimenticando le esigenze delle aree interne dell’Abruzzo. Argomento delicato che, considerati tempi e metodi scelti da Confindustria Abruzzo proprio nell’imminenza del rinnovo del Consiglio regionale, strumentalizzano enormemente il dibattito politico in corso”.

“Lo spostamento della sede – prosegue l’esponente FdI – non è funzionale ad alcuna reale esigenza e non risponde ad alcuna logica di coesione territoriale sia dal punto di vista storico – istituzionale in quanto L’Aquila è e rimane il capoluogo di Regione, sia dal punto di vista dell’opportunità politica di Confindustria poiché, da ciò che mi risulta, la non coincidenza del capoluogo con la sede legale della Confindustria regionale, rappresenterebbe un unicum nel panorama nazionale che sta già generando ripercussioni all’interno del nostro tessuto imprenditoriale. Fratelli d’Italia – aggiunge – si adopera per la massima coesione regionale e per il dialogo tra i diversi territori che compongono la nostra splendida regione: aree interne ed aree costiere assolutamente complementari sotto ogni punto di vista, ognuna con le proprie particolarità, criticità ed eccellenze”.

“Dimenticare e cancellare oltre 50 anni di storia e tradizione per delle futili battaglie campanilistiche rende l’intera regione più debole. Auspico un sincero ripensamento da parte del presidente Silvano Pagliuca e di tutti gli organi direttivi di Confindustria Abruzzo e mi faccio, altresì, promotore di un tavolo di incontro per agevolare il dialogo e trovare una soluzione che sia soddisfacente per tutti, in primis per gli imprenditori abruzzesi”, conclude Verrecchia.





Interviene anche Giorgio Fedele, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle: “Anche la sede legale di Confindustria verrà spostata dall’Aquila a Pescara. Tra meno di una settimana, infatti, la provincia dell’Aquila subirà l’ennesimo scippo ai danni dei suoi cittadini e ancora una volta in favore delle aree costiere dell’Abruzzo. Il tutto sta avvenendo in questi giorni, nel gravissimo silenzio delle istituzioni. Il 16 febbraio il Consiglio generale di Presidenza di Confindustria Abruzzo procederà alla modifica statutaria e al cambiamento della sede legale che passerà dall’Aquila a Pescara senza che sia stato minimamente aperto un confronto o un dialogo con gli imprenditori industriali del nostro territorio. Oltre allo spostamento della sede legale sarebbe prevista un’altra novità: l’alternanza alla presidenza che verrebbe affidata per sei anni a Confindustria Medio Adriatico e per soli due anni a Confindustria L’Aquila, andando così a depotenziare di non poco il peso politico e la rappresentanza del nostro territorio per rafforzare, invece, quello dell’area pescarese”.

“Una disparità di trattamento troppo netta e grave per tacere, che non può essere in alcun modo presa in considerazione e quindi accettata né dagli imprenditori industriali né dalle istituzioni locali. Altresì assurda e inopportuna è la scelta di Silvano Pagliuca, presidente di Confindustria Abruzzo, che non ha aperto un tavolo di confronto e dialogo prima di mettere al voto una decisione così importante e dal notevole impatto sugli imprenditori industriali della provincia aquilana. Se adottata, lo spostamento della sede legale rappresenterebbe un unicum in Italia, essendo che in tutte le altre regioni la Confindustria regionale ha la sua sede legale nel capoluogo che in questo caso sarebbe, appunto, L’Aquila. Tutto ciò sarebbe illogico. Prima del 16 marzo va assolutamente aperta una valutazione di merito poiché queste due modifiche andrebbero a incidere considerevolmente sul peso politico e di rappresentanza di Confindustria L’Aquila sul territorio abruzzese. Tutto ciò non può accadere”.

Prosegue Fedele: “Il silenzio del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, è inaccettabile e incomprensibile, così come quello del Presidente Marsilio, leader della coalizione di centrodestra. A questo punto chiariscano immediatamente le loro intenzioni poiché questa vicenda coinvolge direttamente, ma non solo, il tessuto imprenditoriale del nostro territorio. In questi cinque anni la provincia dell’Aquila è sempre stata relegata all’ultimo posto degli interessi del governo regionale uscente, evidentemente perché qui si sentono padroni e non servitori dei cittadini. Se pensano, poi, di poterci usare e sacrificare per avvantaggiarsi elettoralmente su Pescara ed il pescarese si sbagliano di grosso. Va difeso con decisione e determinazione il tessuto imprenditoriale della nostra provincia che, qualora passassero queste modifiche, resterebbe fuori dalle decisioni importanti non avendo più peso politico all’interno di Confindustria per come la vorrebbe configurare il presidente Pagliuca. Mi farò sentire in tutte le sedi e porterò ovunque la voce e le testimonianze degli imprenditori industriali. Sono e sarò al loro fianco in questa battaglia”.

Intanto il presidente di Confindustria L’Aquila Abruzzo Interno, Riccardo Podda, ha inviato, nei giorni scorsi, una lettera al vice presidente nazionale di Confindustria, Alberto Marenghi: “Siamo sempre stati disponibili ad aprire un confronto serio e concreto sulla regionalizzazione di Confindustria Abruzzo e fin dal 2016, ma oggi ci vediamo costretti a richiedere la presenza di Confindustria nazionale al tavolo di lavoro, quale garante del corretto processo di revisione organizzativa. In un eventuale nuovo assetto organizzativo, infatti, il territorio aquilano ha assoluta necessità di essere tutelato anche solo per la concretizzazione delle opere post sisma e per gli investimenti Pnrr”.

“Nel massimo rispetto istituzionale”, evidenzia Podda, “ho inteso porre l’attenzione su uno statuto che, così com’è stato predisposto, risulta per i miei associati e per il territorio da noi rappresentato irricevibile e sul quale non c’è stata alcuna preventiva analisi congiunta e soprattutto condivisione. Nei fatti Confindustria L’Aquila Abruzzo Interno è stata sempre favorevole ad arrivare ad una configurazione unica regionale, e siamo in attesa di una convocazione, ma è necessario ripristinare subito il giusto percorso di dialogo e confronto sul nuovo Statuto di Confindustria Abruzzo, che porti ad un risultato finale soddisfacente per tutti e non di una parte solamente come oggi facilmente leggibile”.

Secondo la bozza di testo statutario si prevede, tra l’altro, lo spostamento della sede legale di Confindustria Abruzzo dall’Aquila a Pescara.

“Dopo oltre 50 anni di storia e tradizione, la sede legale di Confindustria Abruzzo verrebbe trasferita dal capoluogo di Regione, a Pescara”, prosegue Podda, “così venendo a mancare la direzione e la presenza concreta della rappresentanza confindustriale dove sono allocati i centri decisionali del territorio regionale. Altro elemento che ci è stato proposto è la connessione della ‘governance’ con la ‘consistenza organizzativa’ delle organizzazioni territoriali la quale stranamente, non è mai stata fondamento per giustificare una sede legale diversa da quella del capoluogo di Regione. Se, infatti, fosse realizzata, costituirebbe un caso unico nel panorama nazionale di Confindustria, teso alla marginalizzazione sia del capoluogo che delle aree interne abruzzesi”.





Ulteriore elemento presente nella bozza di Statuto è il meccanismo di rotazione della Presidenza regionale, che verrebbe affidata per ben sei anni consecutivi a Confindustria Medio Adriatico e soli due anni a Confindustria L’Aquila Abruzzo Interno, “rendendo irrilevante questa presenza nella sua azione progettuale a lungo termine da connettere, invece, ai tempi della consiliatura regionale”, prosegue Podda, “come è di assoluta evidenza, il documento proposto umilia il fondamento stesso dello spirito associativo che proprio in Confindustria tende ad armonizzare le ricchezze territoriali, combinando insieme l’esperienza delle grandi aziende con quelle di dimensioni più contenute in una virtuosa collaborazione di filiera”.

“Pur considerando quindi la maggiore consistenza organizzativa espressa da Confindustria Abruzzo Medio Adriatico”, conclude Podda, “è indispensabile creare le condizioni affinché Confindustria Abruzzo, animata oggi da sole due associazioni, sia in grado di operare correttamente e di valorizzare, con equilibrio, contesti territoriali oggettivamente differenti, quali le aree interne da un lato e le aree costiere dall’altro, garantendone comunque la rispettiva rappresentanza ed efficacia”.

Sulla questione è intervenuta anche l’Ance L’Aquila, tramite il suo presidente Gianni Frattale: “Il colpo di mano per lo spostamento a Pescara della sede di Confindustria regionale, da sempre presente a L’Aquila nella iconica sede storica a righe di Pile, fa indignare Ance L’Aquila, costola autonoma degli edili dentro l’associazione degli industriali, che tramite la sua rappresentanza regionale prende parte al Consiglio di Presidenza confindustriale che dovrà esprimersi sul voto il prossimo 16 febbraio.

Frattale parla di “assoluto affronto alla dignità del capoluogo di regione che per vocazione è deputato ad ospitare enti ed organizzazioni, garantendo così neutralità di azione a garanzia di tutti i territori,  in una logica di rispetto e riconoscimento reciproco. Una prassi questa dal forte contenuto simbolico, oltre che di funzione, che oggi viene tradita per eccesso di arroganza e che si rivela sbagliata sotto l’aspetto del metodo, del merito e dello scopo. Maldestra nel metodo perché lo spostamento della sede viene inserita senza alcun ragionamento e condivisione preliminari tra le modifiche dello Statuto da approvare tra quattro giorni, senza aver meritato nemmeno un punto all’ordine del giorno di precedenti Consigli di Presidenza”.

“Il metodo è lo stesso con cui nei mesi scorsi si è presentata al nostro sistema la fusione delle confindustrie di Chieti, Pescara e Teramo, avvenuta con metodi carbonari e mai condivisa o preannunciata. Offensiva nel merito perché umilia ancora una volta L’Aquila nel suo ruolo di capoluogo, scelta elettiva in tutta Italia per le sedi della rappresentanza regionale di Confindustria. Il grido allo scippo ormai è macchiettistico, come lo è il mai sopito istinto di prevaricazione territoriale della costa sulle zone interne che evoca i tempi sbiaditi dei sampietrini. E’ ridicolo che ancora oggi i territori si affrontino a colpi di sgarbi istituzionali senza capire che o l’Abruzzo si immagina come potenziale unitario di risorse per lo sviluppo o è destinato a restare sud nelle impegnative sfide economiche delle macro-aree”.

“Infine è insensata e gratuita nello scopo, a meno che non si voglia immaginare che l’iniziativa punti in futuro a ‘conquistare’, parola che rientra nella logica predatoria finora adottata, la nostra Camera di Commercio Gran Sasso d’Italia di recente costituita tra L’Aquila e Teramo. Mi viene il dubbio, mai abbastanza macchinoso a questo punto, dato l’arrivismo sconsiderato della dirigenza che ha ordito questo disegno machiavellico, che la prossima rappresentanza di Confindustria Medio Adriatico dentro l’istituto camerale possa essere incarnata da un rappresentante di Pescara, magari anche eletto alla presidenza. I sogni egemonici della costa sarebbero finalmente realtà e L’Aquila e le zone interne il feudo di montagna”, conclude Frattale.

 

Commenti da Facebook

RIPRODUZIONE RISERVATA
Download in PDF©






    Pubblicità Elettorale

    Pubblicità Elettorale

    Pubblicità Elettorale

    Pubblicità Elettorale

    Pubblicità Elettorale

    Pubblicità Elettorale

    Pubblicità Elettorale

    Pubblicità Elettorale





    Commenti da Facebook

    RIPRODUZIONE RISERVATA
    Download in PDF©


      Ti potrebbe interessare:

      ARTICOLI PIÙ VISTI:


      Abruzzo Web