CONSIGLIO COMUNALE L’AQUILA, POLEMICHE SU NUMERO LEGALE: TINARI CONVOCA UFFICIO PRESIDENZA

17 Giugno 2021 20:00

L’AQUILA – “In riferimento a quanto riportato da alcuni organi di informazione sul Consiglio comunale di oggi, smentisco categoricamente che io avrei annullato la votazione sulla delibera di approvazione dello schema di protocollo di intesa Comune-Ater per la permuta di immobili ai fini della realizzazione di un parcheggio nei pressi dell’area di San Bernardino”.

Così il presidente del Consiglio comunale dell’Aquila, Roberto Tinari, che dopo le polemiche sul numero legale sul progetto del parcheggio di Porta Leoni, pur smentendo di aver annullato la votazione, annuncia una riunione del consiglio di presidenza per domani mattina, assicurando che “se dovessero emergere situazioni che metterebbero a repentaglio la regolarità del voto, non avrò nessun problema a riconvocare la seduta”.

Il Consiglio comunale si è riunito questa mattina in modalità mista, tra i punti all’ordine del giorno lo schema di protocollo d’intesa tra il Comune dell’Aquila e l’Ater, finalizzato alla permuta del complesso residenziale di Porta Leoni e dell’edificio di via dei Verzieri (nella frazione di Preturo), che passerebbero alla Municipalità, con 55 alloggi acquisiti dall’ente con il meccanismo post sisma del riacquisto dell’abitazione equivalente, che saranno attribuiti all’Ater.

Al momento della votazione erano presenti 16 consiglieri su 33, da qui l’accesa discussione sul numero legale che ha portato i consiglieri di opposizione ad abbandonare l’aula.

“Il presidente del Consiglio, Roberto Tinari, a mio avviso supportato da un segretario generale molto incerto, ha proceduto con la presenza di soli 16 consiglieri sui 33 assegnati e, quindi, secondo il mio punto di vista, senza la  maggioranza di legge”, le parole del capogruppo Cambiare Insieme-Idv.

“La mancanza di cultura amministrativa unita alla scarsa capacità di programmazione e soluzione dei problemi sono le cifre stilistiche di questa Giunta e di questa maggioranza. Del resto basta guardare la comunicazione del sindaco che aumenta di pari passo alle criticità che aspettano di essere affrontate”, scrivono in una nota Stefano Palumbo, Paolo Romano, Elia Serpetti, Giustino Masciocco, Annalucia Bonanni, Angelo Mancini, Americo Di Benedetto, Stefano Albano, Emanuela Iorio, Antonio Nardantonio, Elisabetta Vicini, Edlira Banushaj.

Ma Tinari ribadisce: “La volontà della massima Assemblea democratica cittadina è stata espressa pubblicamente e non è dato a nessuno – men che meno al suo presidente – di invalidarla. Nel dichiarare legittima la prosecuzione dei lavori consiliari dopo l’appello che ha fatto seguito a una pausa e prima del voto in questione, ci siamo attenuti a pronunciamenti di organismi istituzionali e a criteri ben specifici. Pertanto, tutto quanto è accaduto successivamente è, al momento, da ritenere perfettamente valido”.

“Tuttavia, in osservanza della massima correttezza e a tutela delle decisioni consiliari e dunque dell’interesse della cittadinanza, domattina riunirò il consiglio di presidenza per approfondire la questione, norme alla mano e soprattutto verificando con la registrazione della seduta chi ha effettivamente partecipato alla seduta in occasione dell’appello per la ripresa del Consiglio. Il fatto che l’Aula si riunisca parte in presenza e parte in videoconferenza potrebbe aver determinato qualche problema quanto all’effettiva partecipazione di consiglieri che, per difetto di connessione, non sono riusciti a far registrare la loro presenza”.

“Se, nel corso della riunione del consiglio di presidenza, dovessero emergere situazioni che metterebbero a repentaglio la regolarità del voto, non avrò nessun problema a riconvocare la seduta – assicura Tinari – Ma può darsi anche che la disamina capillare che verrà svolta fornirà risposte positive sulla regolarità della seduta. In conclusione, soltanto seguendo questi percorsi, all’insegna della trasparenza e della correttezza, che si potranno prendere decisioni serene, oggettive ed efficaci, e non certo con impossibili e inesistenti azioni di imperio che, peraltro, non mi appartengono a nessun livello”.

I consiglieri di minoranza però tornano a contestare: “Sarebbe bastato avere il coraggio di aprire una discussione franca per evitare la figuraccia di oggi: purtroppo hanno prevalso arroganza e superficialità, nel tentativo mal riuscito di ridurre il tutto a una fredda ratifica di un atto amministrativo da tenere al riparo dai chiarimenti richiesti nel corso delle due commissioni consiliari tenute sull’argomento e mai pervenuti. Nessuna spiegazione su come la valutazione economica dell’operazione sia passata dai 7 milioni e 400 mila euro del 2017 ai quasi 11 milioni di euro oggetto della delibera odierna, nessuna giustificazione sulla volontà di separare l’intervento di demolizione dal resto dei lavori con evidente elusione delle norme previste dal codice degli appalti, nessuna garanzia sull’intervento complessivo di riqualificazione dell’intera area, ma solo una misera operazione politica in vista delle elezioni comunali per provare a dare alla città, dopo 4 anni di colpevole inerzia, una piccolissima risposta all’enorme problema della carenza di parcheggi in centro storico”.

“Far coincidere gli interessi della città con quelli di una maggioranza di governo dovrebbe essere scontato, eppure quasi mai lo è stato nel corso di questa consiliatura. Noi vogliamo invece che la realizzazione del parcheggio non sia alternativa alla riqualificazione dell’intera area previsto dal progetto strategico di Porta Leoni, non ci pieghiamo alla mediocre propaganda di questa maggioranza ma pretendiamo, nell’interesse degli aquilani, certezze e qualità per un intervento che ha l’ambizione di riqualificare un’area importante della nostra città”.

 

 

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