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CONSIGLIO COMUNALE L’AQUILA-TERAMO: CHIESTA DEROGA DECRETO LORENZIN

18 Novembre 2019 09:44

L'AQUILA – Siglare un'intesa tra il Comune dell'Aquila e quello di Teramo sulla questione dell'ospedale Dea di II livello tra i presidi sanitari dei due centri abruzzesi da presentare nelle sedi istituzionali.

La Sanità è al centro del Consiglio comunale congiunto tra i due Comuni abruzzesi in corso di svolgimento alla sala consiliare “S. Spagnoli” del Consiglio regionale d'Abruzzo in via Michele Iacobucci, all'Aquila.

L'iniziativa parte proprio con l'obiettivo di arrivare all'approvazione di un documento congiunto tra le due amministrazioni comunali, guidate da Pierluigi Biondi, primo cittadino dell'Aquila di Fratelli d'Italia Giaguido D'Alberto, sindaco teramano del Pd, con cui dichiarare “il venir meno di campanilismi e rivendicazioni territoriali di bandiera”, e chiedere modifiche al decreto Lorenzin per realizzare un Dea di II livello tra i due presidi ospedalieri.

Secondo il sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto, infatti, la necessità “di riequilibrare il rapporto di forze tra il comprensorio Chieti-Pescara e quello L'Aquila-Teramo” deve essere prioritario nel nuovo piano sanitario regionale.

Una “giornata che ha una valenza storica” per D’Alberto che nel suo intervento ha spiegato: “La Regione è sempre stata caratterizzata da divisioni e campanilismi, da una competitività interna tra territori, ma il diritto alla salute deve essere garantito in modo uguale su un territorio di riferimento. Siamo in una sede che non è un luogo geografico, ma in un luogo istituzionale. Una scelta precisa, nella sede della massima decisione della Regione, dell’organo che dovrà decidere il futuro della Sanità abruzzese”. 

“La nostra presenza ha un valore alto e significativo. La mancata presenza dell’assessore al ramo Nicoletta Verì preoccupa, oggi era un’occasione fondamentale per ascoltare non tanto i sindaci, ma la voce dei territori che portiamo in questa sede”, ha aggiunto. 

Anche per il sindaco dell’Aquila oggi è una data “molto importante per la storia dell’Abruzzo”. 

“Questa convocazione congiunta al di là dell’esito che avrà, è un atto politico importante. Per la prima volta due territori decisivi per la nostra regione, che rappresentano oltre il sessanta per cento dell’intero Abruzzo, si mettono d’accordo, superano campanilismi e problematiche e lanciano un messaggio preciso: le aree interne non possono essere compresse e mortificate, devono recuperare il diritto ai servizi essenziali che ne costituiscono fondamento e fonte di sopravvivenza”, ha detto Biondi nel suo intervento. 

Maurizio Di Giosia, dg facente funzione alla Asl teramana ha sottolineato che “questa è una simbiosi importante tra territori”. 

“Siamo colpiti dalla mobilità passiva, la regione Marche ci insidia tanto e soprattutto non abbiamo privati accreditati; attendiamo dei risultati da questo consesso. Il Mazzini non è più adeguato, sta arrivando un'importante finanziamento nazionale per riqualificare la sanità teramana, alle prese con il problema della carenza di personale e una sofferenza economica. La nostra Asl è la più penalizzata dai contributi che arrivano dalla Regione e riusciamo a portare avanti la rete ospedaliera con molta difficoltà”, ha spiegato Di Giosia. 

Il direttore della Asl dell'Aquila, Roberto Testa ha annunciato che presenterà “un documento programmatico al Comitato ristretto dei sindaci. Questo comporta un cambio di paradigma: serve una maggiore attenzione sul territorio. Significa non fare arrivare in strutture ospedaliere lo tsunami grigio, ovvero i pazienti con cronicità. Il decreto Lorenzin ci dà le regole del gioco, so che esisteva una commissione L’Aquila-Teramo per la fattibilità, il decreto va anche analizzato su tutto quello che riguarda le reti ictus, infarto e politraumaoltolgia. Il gruppo di lavoro va ravvivato e integrato con altre figure – ha aggiunto – Le due strutture colloquiano già ora, con sinergia e collaborazione; alcune alte specialità già ci sono, de facto, si tratta ora di capire, attraverso il discorso delle reti, come approfondire”. 




INTERVENTO SINDACO DI TERAMO

Una “giornata che ha una valenza storica” per D’Alberto che nel suo intervento ha spiegato: “La Regione è sempre stata caratterizzata da divisioni e campanilismi, da una competitività interna tra territori, ma il diritto alla salute deve essere garantito in modo uguale su un territorio di riferimento. Siamo in una sede che non è un luogo geografico, ma in un luogo istituzionale. Una scelta precisa, nella sede della massima decisione della Regione, dell’organo che dovrà decidere il futuro della Sanità abruzzese”. 

“La nostra presenza ha un valore alto e significativo. La mancata presenza dell’assessore al ramo Nicoletta Verì preoccupa, oggi era un’occasione fondamentale per ascoltare non tanto i sindaci, ma la voce dei territori che portiamo in questa sede”, ha aggiunto. 

“Sono certo che la Verì farà tesoro di questo dibattito, per portarlo in tutte le sedi istituzionali. Il 22 abbiamo un incontro con i comitati ristretti dei sindaci. Vogliamo dare un segnale forte di pariteticità, questa non è una partita competitiva, vogliamo far sentire la voce congiunta di due territori: nessuno si pone in posizione di supremazia, la forza ce la dà la capacità di arrivare insieme a un obiettivo – ha proseguito il sindaco di Teramo –  Dobbiamo interrompere in modo netto e radicale la costruzione e la realizzazione di un Abruzzo a due velocità, in cui l’area Teatino-Pescarese, con scelte del passato, e oggi in continuità, va avanti in modo non sostenibile perché penalizzano territori che hanno un’altissima dignità, anche e soprattutto in materia di sanità, e che vengono lasciati colpevolmente indietro”. 

“La nostra voce dovrà essere condizionante in un momento delicato, mentre in Parlamento si discute il decreto sisma: questo dà centralità ai nostri territori. Qui c’è uno stallo che rischia di bloccare le spese e penalizzare ancora le scelte sul personale. Anche l’Asl di Teramo in questi anni è stata fortemente penalizzata, pagando per un principio di solidarietà – ha sottolineato ancora D’Alberto – Si deve procedere per una deroga al decreto Lorenzin. Oggi siamo in regime di proroga, che è importante in fase di transizione, ma che ora rischia di far proseguire la fase di stallo. È il momento di valutare la rimessa in discussione di quei numeri. Oggi la situazione è diversa dal 2015, quando è uscito il decreto: troppe norme declinate sui numeri, dimenticando la centralità dei diritti dei pazienti. Una visione calata in ambito nazionale in modo indistinto”. 

“La deroga può essere sostenuta. Abbiamo letto dal piano presentato dalla Verì che si va verso una situazione di congelamento dell’attuale quadro. Chiediamo una deroga affinché si possa arrivare anche a due ospedali di secondo livello per L’Aquila e Teramo. La nostra proposta avrà la credibilità dei dati, senza scopi propagandistici. È stata costituita una commissione di studio mai partita, che non ha prodotto alcun tipo di risultato. Chiediamo che ci sia l’ingresso dei rappresentanti istituzionali, subordinata l’idea di una connessione istituzionale tra i due presidi”, ha concluso. 

INTERVENTO DEL SINDACO DELL’AQUILA 

“Questa convocazione congiunta al di là dell’esito che avrà, è un atto politico importante. Per la prima volta due territori decisivi per la nostra regione, che rappresentano oltre il sessanta per cento dell’intero Abruzzo, si mettono d’accordo, superano campanilismi e problematiche e lanciano un messaggio preciso: le aree interne non possono essere compresse e mortificate, devono recuperare il diritto ai servizi essenziali che ne costituiscono fondamento e fonte di sopravvivenza”, ha detto Biondi. 

“Tra questi c’è prioritariamente quello alla Sanità. Non è una battaglia difensiva, non giochiamo di rimessa, giochiamo all’attacco. Le eccellenze specialistiche sono riconoscibili e fondamentali per la regione che nell’ultimo anno preso in esame perde 80 milioni saldo mobilità attiva e passiva – ha aggiunto – La maggiore mobilità attiva si fa verso il Lazio. Significa che siamo una sorta di frontiera che non solo serve ai cittadini, ma può diventare anche un elemento attrattivo”, ha spiegato.

“L’ultima volta che io e sindaco di Teramo siamo stati dietro lo stesso tavolo si paventava la chiusura traforo, in quell’occasione abbiamo fatto una battaglia per il territorio e abbiamo impedito che L’Aquila e Teramo fossero divise – ha ricordato il primo cittadino del capoluogo abruzzese – La Asl dell’Aquila ha pagato la scure imposta dalla ‘Regione canaglia’ e anni di commissariamento. Se da un lato, infatti, si è rimesso in carreggiata l’Abruzzo, almeno formalmente, dall’altro ha compèortato scelte molto dolorose, per esempio con il turnover”. 

“Oggi la sanità aquilana, per il turnover, la legge 161, orari del personale e per gli effetti di Quota 100”, ha una carenza organico di circa 700 persone, solo parzialmente colmata dal lavoro a somministrazione – ha aggiunto ancora – I territori devono marciare uniti, non dobbiamo farci assoggettare dalla logica delle divisioni di campanile. Siamo complementari. Ancora non conosciamo nel dettaglio i documenti presentati. Certo è che venerdì porteremo sul tavolo il documento per il rispetto dei territori e il rispetto del dualismo che ha caratterizzato nostra regione”.

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