CONSIGLIO REGIONALE: APPROVATA SEMPLIFICAZIONE URBANISTICA, “RIPARTENZA EDILIZIA E COMMERCIO”

29 Settembre 2020 22:21

L’AQUILA – Il Consiglio regionale ha approvato nel pomeriggio il progetto di legge sulle “Modifiche ed integrazioni alle leggi regionali in materia urbanistica”.

Il testo, di iniziativa della maggioranza regionale, modifica la precedente normativa regionale risalente al 1983 (legge regionale 18/83) e ad alcune parti della normativa del 1999.

Nel testo sono inserite anche misure straordinarie e temporanee di semplificazione urbanistica al fine di agevolare la ripresa economica e produttiva regionale dovuta alla pandemia del covid-19.

Il testo originario è stata approvato a maggioranza dopo la votazione di numerosi emendamenti discussi in aula.

Il progetto di legge è approdato in Consiglio regionale nei giorni già ad alta conflittualità, perché concomitanti con la campagna elettorale dei ballottaggi del 4 e 5 ottobre a Chieti ed Avezzano.

Punto contestato dalle opposizioni di centrosinistra e Movimento 5 stelle il cambio di destinazione d’uso degli immobili esistenti per un tempo massimo di due anni, per utilizzarli anche per aprire un’attività commerciale.

Inoltre si consente l’occupazione del suolo pubblico o privato in favore dei gestori di esercizi anche in deroga ai vigenti regolamenti edilizi e strumenti urbanistici comunali, nel rispetto ovviamente dei requisiti igienico-sanitari e di sicurezza. Si comprime da 120 a 30 giorni il lasso di tempo per provincia e comuni per esprimersi sui vari piani di lottizzazione.

Per il centrodestra del presidente Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, che ha difeso a spada tratta le misure, tutto ciò rappresenta una semplificazione normativa e una sburocratizzazione provvidenziale in momento di crisi economica determinata dal coronavirus, per le attività economiche ed edilizie, e senza consumo di suolo.

“Procedure semplificate per snellire la burocrazia che oggi ruota attorno alla materia urbanistica, ma che affidano ai Comuni e, soprattutto, ai Consigli comunali, una maggiore responsabilità nell’approvare o meno Varianti al Piano regolatore, Piani Particolareggiati o Piani di lottizzazione, fissando tempi certi, 30 giorni per la risposta, trascorsi i quali entra in corsa la Regione che può commissariare le pratiche”.





Così il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri.

“Il Consiglio regionale ha approvato con la consapevolezza di dover far ripartire due settori, quello dell’edilizia e quello del commercio, che sono il motore del nostro Abruzzo. Non solo: cambia finalmente la norma che agevola la realizzazione dei canili sul territorio, abrogando la distanza minima di 300 metri dal centro abitato, al fine di dare una mano concreta alla realizzazione di Oasi per gli amici a quattrozampe”.

“Innanzitutto parliamo di una legge che poggia su tre fondamenta: chiarezza, rigore e velocizzazione delle pratiche, in nome di quella sburocratizzazione amministrativa alla quale vogliamo dare forma e concretezza – ha spiegato Sospiri – al fine di agevolare la ripresa economica e produttiva della regione Abruzzo, anche in seguito allo stato di emergenza generato dal Covid-19. Partiamo con i Piani particolareggiati di iniziativa pubblica che con la nuova legge verranno direttamente approvati dalla giunta comunale di turno, tagliando il passaggio dell’adozione e controdeduzione tramite le osservazioni. Sui Piani attuativi cambia il ruolo delle Province le quali, sino a oggi, hanno 120 giorni a disposizione, ovvero 4 mesi, per l’approvazione: da questo momento le Province non dovranno più approvare i Piani, ma solo effettuare la ‘verifica di conformità con la pianificazione territoriale provinciale’, da eseguire entro un mese, ossia appena 30 giorni, dall’invio del progetto da parte del Comune”.

“Sui Piani di lottizzazione si stringono i tempi per gli uffici comunali: entro 30 giorni le amministrazioni comunali devono assumere i relativi provvedimenti, oltre i quali i richiedenti possono inoltrare un atto di diffida ai Comuni, inviandone copia alla Regione che, se il Comune non delibera entro i successivi 30 giorni, provvede con la nomina di un Commissario ad acta che ha un mese per procedere. Questa previsione richiama al senso di responsabilità le amministrazioni municipali e gli uffici, ai quali la Regione fornisce sicuramente maggiore autonomia e determinazione, ma anche tempi stretti prima di esercitare poteri sostitutivi. Poi con la nuova legge abbiamo specificato 11 casi di modificazioni ai Piani regolatori vigenti che però non possono considerarsi delle vere ‘varianti’ in quanto non incidono sugli aspetti dimensionali degli stessi piani, ossia non introducono nuovi carichi urbanistici o previsioni di nuovi insediamenti, dunque non comprendono variazioni di cubatura e si tratta, tra esse, delle correzioni di errori materiali; adeguamenti minimi di aree destinate a infrastrutture o spazi per servizi sociali; adeguamenti perimetrali limitati per le aree sottoposte a Piano attuativo; interventi per assoggettare porzioni di territorio a Piani attuativi di iniziativa pubblica o privata se finalizzati a interventi di riqualificazione urbana; modifiche al patrimonio edilizio esistente purchè non riguardi edifici o aree individuate tra i beni culturali o paesaggistici; cambi di destinazione d’uso nei limiti delle destinazioni compatibili o complementari. In tutti questi casi, comunque l’ultima parola per l’approvazione di tali modifiche spetta al Consiglio comunale che dunque mantiene, ovviamente, il pieno potere di disciplina della materia urbanistica e del controllo del territorio”.

“Tempi più veloci – ha aggiunto Sospiri – anche per lo svolgimento della Vas, la Valutazione Ambientale Strategica, che camminerà parallelamente alle procedure urbanistiche. Poi, abbiamo cassato gli articoli che attribuiscono alle Province il compito di approvazione dei Piani regolatori generali, dei Piani regolatori esecutivi e il nullaosta per il rilascio delle concessioni edilizie, in quanto in contrasto con le funzioni di vigilanza in materia urbanistica esercitate dalle Regioni. Infine, chiusa la parentesi della semplificazione urbanistica, apriamo quella delle norme a sostegno del lavoro e dell’economia per superare la crisi del Covid-19: in sostanza – ha ancora spiegato il Presidente Sospiri – la legge introduce la possibilità di consentire nuove occupazioni di suolo pubblico, o di aree private a uso pubblico o anche di aree verdi, a favore dei gestori degli esercizi per il posizionamento di opere contingenti e rimovibili, a servizio dell’allestimento di spazi all’aperto attrezzati per il consumo di bevande e alimenti, disciplinando l’installazione di manufatti leggeri come pensiline, pergolati, gazebo, dehors, in deroga alle norme urbanistiche ed edilizie vigenti, per non più di due anni”.

“La legge prevede anche l’utilizzo di immobili, per usi diversi da quelli consentiti, per favorire il rilancio delle iniziative economiche, sociali e culturali, utilizzo che può riguardare sia manufatti pubblici che privati, senza determinare un mutamento della destinazione d’uso e non richiede il rilascio di un titolo edilizio. C’è però una norma di salvaguardia a tutela degli immobili sottoposti a vincolo o tutela, il cui utilizzo va autorizzato dall’amministrazione comunale”.

“Arriva poi la modifica normativa sostanziale che da questo momento agevola la realizzazione di nuovi canili e Oasi per animali, abolendo la distanza minima di 300 metri dai centri abitati, un cavillo che sino a oggi ha impedito la realizzazione di tali strutture. Si tratta di norme semplici, trasparenti, che non nascondono alcuna cortesia amministrativa al mondo imprenditoriale, e che, senza appesantire ulteriormente il carico di lavoro posto in capo agli uffici pubblici, piuttosto snelliscono l’iter amministrativo delle procedure, conservando ai Consigli comunali la responsabilità di approvazione di quegli interventi che incidono sul territorio, pretendendo il rispetto delle regole, ma assicurando anche il rispetto di chi ha bisogno di risposte rapide per poter lavorare. Ritengo che il voto odierno del Consiglio regionale sia significativo, giunto peraltro dopo settimane di approfondimento della norma in Commissione e ascoltando anche le proposte dei partiti di opposizione”.

Di diverso avviso il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Silvio Paolucci: “nonostante alcuni emendamenti siano stati accolti o complessivamente questa norma non risponde alla esigenza di una vera e propria riforma ma per alcuni aspetti la riteniamo una sveltina perché determina alcune deroghe e limita trasparenza e controlli e su alcuni punti è a rischio impugnativa”.

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