FEBBO TORNA IN CONSIGLIO, D'AMARIO IN GIUNTA, SOSPIRI ANNUNCIA NUOVI AIUTI PER CRISI COVID; PAOLUCCI, "PENSATE A LOTTE DI POTERE MENTRE ABRUZZO E' IN GINOCCHIO", MARCOZZI, "STALLO ALLA MESSICANA", SCOCCIA VS D'ERAMO, "PRATICA POLITICA DEL MANGANELLO PER NASCONDERE SUO FALLIMENTO POLITICO", REPLICA BOCCHINO, "E' VOLPE CHE NON ARRIVA ALL'UVA"

CONSIGLIO REGIONALE : OK A RIMPASTO DI GIUNTA, BORDATE STREAMING DELLE OPPOSIZIONI

27 Ottobre 2020 14:54

L’AQUILA – Una seduta del consiglio regionale a distanza, segnata da ripetuti problemi tecnici nel collegamento con i consiglieri, e conseguenti veementi polemiche, ha approvato la delibera che reintegra Mauro Febbo nel ruolo di consigliere, e revoca la supplenza di Daniele D’Amario.

In una parola l’ok alla staffetta in giunta tra l’oramai ex assessore regionale ad Attività produttive, Cultura e Turismo, che a va a fare il capogruppo di Forza Italia, e il consigliere capogruppo di Francavilla, che era subentrato proprio a Febbo come primo dei non eletti.

“Si tratta di una grande responsabilità alla quale dedicherò il mio massimo impegno, indispensabile anche per dare continuità all’ottimo lavoro svolto finora da Mauro Febbo che andrò a sostituire. Ringrazio per la solidarietà i miei colleghi e amici consiglieri regionali di Forza Italia, il presidente Lorenzo Sospiri e sottosegretario Umberto D’Annuntiis con i quali intendo condividere le mie responsabilità di governo” , ha detto D’Amario.

Ieri sera il presidente della Regione, Marco Marsilio ha completato il mini-rimpasto, nominando assessore anche il capogruppo della Lega Pietro Quaresimale, al posto del salviniano Piero Fioretti, che ha dovuto lasciare il posto, e pure la Regione,  in quanto è previsto un solo assessorato esterno, ora ad appannaggio di D’Amario.

Soluzione che ha lasciato l’amaro in bocca al sottosegretario Umberto D’Annuntiis, che ambiva a quel posto ad appannaggio di Forza Italia. Ma che per ora tace e ha votato anzi il documento, incassando l’apertura di credito del neo assessore D’Amario.

Febbo è caduto vittima della vendetta della Lega, che ha ottenuto la sua cacciata dalla giunta, in quanto “reo” per non aver appoggiato a Chieti, sua città e feudo politico, il candidato sindaco salviniano Fabrizio Di Stefano, alle ultime amministrative, vinte poi dal centrosinistra di Diego Ferrara.

Il documento è oggi passato con 17 voti favorevoli; hanno votato contro i consiglieri del Gruppo 5 stelle, mentre il centro sinistra non ha partecipato al voto. Gli effetti della delibera consiliare saranno esecutivi dalla giornata di domani.

SCONTRO AL CALOR BIANCO IN SMART WORKING

La seduta è stata però segnata dai durissimi attacchi dell’opposizione, e altrettanto veementi repliche della maggioranza.

Il capogruppo Pd Silvio Paolucci ha lanciato strali contro il malfunzionamento dei collegamento, che non constava di comprendere le voci a causa di una insopportabile eco,  tra i consiglieri e palazzo dell’Emiciclo, dove a presiedere c’erano solo il presidente Lorenzo Sospiri, Forza Italia, e i componenti dell’ufficio di presidenza Dino Pepe, Partito democratico e Sabrina Bocchino, Lega.

Ha poi affondato: “Pensavamo che con il siluramento dell’assessore Febbo, richiesto dal partito di maggioranza dopo la sconfitta registrata alle ultime amministrative, si fosse consumata la crisi di maggioranza nel centrodestra regionale, ma dalle sostituzioni in giunta fatte ieri non possiamo che constatare invece che le contraddizioni interne sono addirittura aumentate. La sconfitta elettorale detta ancora l’agenda regionale, forse perché è figlia di due assenze sostanziali di leadership nel centrodestra: quella del presidente Marsilio, sempre più estraneo e distante dalla Regione che amministra e quella della Lega che non riesce ad esercitare il ruolo di partito leader. Insomma, una Giunta regionale da provvedimenti paradossali, come la sostituzione dell’assessore al Turismo non per il suo operato in questi mesi di governo, bensì perché ritenuto reo di non ha fatto vincere un candidato sindaco con il paracadute. Pazzesco. Tutto ciò mentre centinaia di persone fanno file assurde per i tamponi, mentre non si trovano i vaccini in farmacia, mentre le strutture sanitarie si riempiono di nuovi pazienti, lasciando drammaticamente fuori chi soffre di altre patologie. Senza una governance l’Abruzzo affonderà e nessuno, né chi governa oggi, né i cittadini, né chi li rappresenta, può permetterselo”.

Durissima Sara Marcozzi, capogruppo del Movimento 5 stelle.

“Il rimpasto di Giunta è arrivato senza che il Presidente Marsilio abbia fornito alcuna spiegazione di tale decisione, nonostante da settimane i lavori in Regione Abruzzo siano di fatto bloccati da questo stallo alla messicana. Possiamo però immaginare benissimo cosa sia successo: un regolamento di conti a suon di Assessorati e Sottosegretariati dopo le sconfitte delle amministrative, segno che l’Abruzzo sia in balia di una maggioranza fuori dalla realtà, più impegnata a parlare di poltrone e a fare propaganda che a lavorare per i cittadini. Il tutto nel mezzo, purtroppo, della seconda ondata del Covid, con i contagi che aumentano insieme ai decessi. Per questo non è accettabile assistere a questi teatrini vergognosi”.

A replicare a Marcozzi è Guerino Testa, capogruppo di Fratelli d’Italia

“Alla consigliera Marcozzi ultimamente – molto più che in passato – piace collezionare figuracce adeguandosi al trend della governance nazionale. E, nel mal celato tentativo di distogliere l’attenzione dalle scelte disonorevoli che il Governo Conte sta propinando agli italiani e agli abruzzesi, attacca per non essere attaccata, detto in modo molto papale. Peccato però che gli attacchi della capogruppo Marcozzi siano privi di una concretezza e di una programmazione legislativa; al contrario, pesa  il malcontento delle persone: si sarà resa conto anche lei di quanto, da nord a sud dell’Italia, stiano montando proteste sempre più infuocate contro l’ultimo Dpcm. E mentre nell’aula del Parlamento arriva in discussione la legge sull’omotransfobia – come se la pandemia e la crisi economica fossero questioni che non ci riguardassero da vicino – la Consigliera cosa fa? Invece di distinguersi rispetto alla maggioranza nazionale, schierandosi al fianco degli abruzzesi, offrendo alternative alla “mancanza di idee” del sottoscritto e della maggioranza del governo regionale, fa esercitazioni di accanimento vuoto. Alla faccia della collaborazione tanto proclamata. E’ fortemente raccomandato alla Marcozzi di godersi quanto di più bello e importante nella vita: l’arrivo del bebè che le consentirà di tornare più carica e con nuova linfa politica. Sarà la benvenuta”, conclude Testa .

“Le critiche dei 5 stelle sono prive di una progettualità politica e quindi valgono zero, tentano invano di salvare la faccia agli occhi degli attivisti e le poltrone”.




Incalza Vincenzo D’Incecco, della Lega, presidente della Commissione Bilancio  “A livello umano – prosegue D’Incecco – a me spiace dover replicare ma qui siamo di fronte al classico accanimento terapeutico, non c’è nulla da fare se non si capisce la normale dialettica politica con i tempi che ne conseguono ma, giustamente, i 5S non possono saperlo perchè non governeranno mai. Ai duri e puri d’Abruzzo con il dito sempre pronto a bacchettare, consapevoli della loro debacle viste le numerose disaffezioni sui territori, chiedo se il protocollo sanitario adottato dal ministro Speranza sia stato corretto e se, tutti i decessi della passata primavera, non siano dipesi da qualche errore vista la loro preoccupazione per la sanità lombarda che vanta l’Ospedale Fiera a Milano (a disposizione dell’intero Paese), fatto costruire da Guido Bertolaso in un batter d’occhio e con fondi privati”

Bordate contro la Lega, azionista di maggioranza con 10 consiglieri e 4 assessori da parte di Marianna Scoccia, dell’Udc, ex compente della maggioranza, poi uscita anche per l’”ostracismo” da parte dei salviniani, che non hanno condiviso la sua candidatura in quanto moglie dell’ex assessore della giunta di centrosinistra di Luciano D’Alfonso.

“La ricreazione è finita: state portando nel baratro una regione intera. Febbo ha pagato la superbia di un signore, con la ‘S’ maiuscola,  che attua una politica del manganello, dopo essere stato ripescato come parlamentare, mi riferisco al segretario regionale della Lega Luigi D’Eramo, che ora ha bisogno di un capro espiatorio, trovato in Febbo, per nascondere tutto il suo fallimento politico e per le sconfitte di  Chieti e Avezzano”.

Ha poi aggiunto in una nota:  “Avezzano e Chieti rappresentano lo specchio della assoluta inadeguatezza di una classe dirigente che è nata casualmente e, come tutte le cose casuali, è destinata a scomparire altrettanto velocemente. Se si votasse oggi la Lega passerebbe da 10 a 4 Consiglieri Regionali certificando un disastro senza precedenti. Se non ci fosse stato il senso di responsabilità di Fratelli d’Italia, del Presidente Marsilio e la grande esperienza del mio amico Lorenzo Sospiri questa Legislatura sarebbe già terminata. Agli amici della Lega, ai quali mi rivolgo con simpatia e tenerezza, dico che la ricreazione è terminata. Stanno  conducendo una regione al baratro. Hanno deciso di togliere un Assessore come Mauro Febbo semplicemente perché avevano bisogno di un capro espiatorio al fine di nascondere i disastri amministrativi ed elettorali di cui la Lega risulta l’unica colpevole. Spero che Mauro Febbo, uomo di destra che come me ha pagato l’arroganza, l’incompetenza e la protervia di un signore che in modo del tutto casuale è diventato parlamentare, un signore e che è riuscito a lasciare il segno perfino in una Regione come la Puglia, suoni la sveglia”.

Veemente e sarcastica la replica della leghista Bocchino, a difesa di D’Eramo.

” L’intervento della collega Marianna Scoccia potrebbe quasi apparire come la volpe che non arriva all’uva: Andremo tutti a lezione dalla  Scoccia che, oltre a sedere in Consiglio regionale e ad essere primo cittadino del comune di Prezza, fa la maga: eh si, appare chiaro, col senno di poi, che la suddetta sia stata costretta a candidarsi, inizialmente, col centrodestra per poter sedere sulle nobili poltrone dell’Assise regionale per poi passare, con la massima nonchalance e con pretesti futili, tra i banchi dell’opposizione, un’impresa impossibile da raggiungere se si fosse candidata con la coalizione in cui il marito è stato assessore per 4 anni. Se è riuscita, in precedenza, nel suo intento, sappia però che non tutte le ciambelle riescono col buco”.

Il presidente  Sospiri, che ha avuto il suo bel da fare per calmare gli animi, ha augurato un buon lavoro ai nuovi assessori Daniele D’Amario e Pietro Quaresimale, ha voluto ringraziare per l’attività svolta Piero Fioretti e Mauro Febbo.

Sospiri ha poi sottolineato come la Regione Abruzzo stia “impattando in maniera egregia la seconda ondata di pandemia Covid – 19, anche alla luce del nuovo DPCM del Presidente Conte, ma è necessario altresì accelerare azioni già previste nel nostro ordinamento regionale, come quelle della la legge 9 del 2020, e della legge 10,  oltre a nuovi investimenti possibili. Pertanto  la maggioranza, senza indugi, produca l’atto di indirizzo da sottoporre al confronto con le opposizioni, al fine di rintracciarne il necessario sostegno”.

“Durante l’estate – sottolinea ancora Sospiri – oltre alle azioni di miglioramento del nostro sistema sanitario, culminate con al realizzazione dell’ospedale Covid di Pescara, che oggi sta fornendo assistenza all’intero Abruzzo, la Giunta Marsilio ha provveduto alla riprogrammazione di 104 milioni di euro dell’FSC, senza rallentare neanche un’opera, ma assegnando un cronoprogramma di realizzazione che non tenesse risorse bloccate. Dei 104 milioni devono beneficiarne le categorie colpite dalle restrizioni del nuovo Dpcm che stanno soffrendo in modo considerevole”.

Ha poi auspicato l’attivazione di  un bando “a sostegno delle associazioni sportive e culturali, prevedendo inoltre un contributo per l’affitto degli studenti abruzzesi fuori sede e un aumento delle misure in favore delle imprese che hanno già usufruito di finanziamento di 6 milioni di euro. 10 milioni di euro possono essere destinati al trasporto pubblico; 30 milioni di euro andranno a beneficio dei destinatari del fondo perduto, parliamo della stragrande maggioranza dei codici Ateco coinvolti dalle restrizioni del DPCM”.

“Un fondo – ha concluso  Sospiri – che può arrivare a 60 milioni grazie a ulteriori strumenti  finanziari disponibili sul FESR. Possiamo destinare risorse alle scuole di formazione e in particolare agli istituti alberghieri che prevedono la persistenza dei convitti. Possiamo finanziare e completare opere pubbliche strategiche a sostegno del nostro sistema produttivo e turistico e, altresì, prevedere finanziamenti per il turismo montano abbattendo il costo manutentivo degli impianti. Possiamo infine – conclude Sospiri – mettere a disposizione degli abruzzesi 134 milioni di euro con la massima velocità, nel pieno confronto con le opposizioni, già dal prossimo Consiglio regionale. Mi attendo che come avvenuto con le leggi 9 e 10, l’Abruzzo sia di esempio alla Nazione”.

A lamentarsi per lo svolgimento della seduta Sandro Mariani, di Abruzzo in Comune.

“E’ inaccettabile che il Consiglio regionale debba tenersi in queste condizioni, con l’audio degli interventi che va e viene, come testimoniato dal collega Silvio Paolucci, la voce che rimbomba nelle casse, rumori vari e continue problematiche generali nel collegamento che hanno riguardato tutti i consiglieri presenti in remoto, così come asserito dallo stesso presidente Marsilio durante la seduta. Visti questi continui disagi avevo chiesto al Presidente del Consiglio Regionale, Lorenzo Sospiri, di sospendere la seduta per cercare di risolvere questi disservizi ma lui, con grande maleducazione, mi ha detto che se non mi andava bene me ne potevo anche andare. Una risposta francamente inaccettabile per chi ricopre un ruolo istituzionale che dovrebbe garantire l’imparzialità e la corretta tenuta dell’assemblea e che dà l’esatta dimensione di chi ci governa”.

“Purtroppo però la maggioranza ha preferito tirare per la propria strada, impedendo di fatto il normale svolgimento democratico del confronto. “Non è possibile tenere un Consiglio Regionale in queste condizioni – prosegue Mariani – non capisco francamente perché gli studenti possano andare tranquillamente a scuola e gli operai recarsi in fabbrica per lavorare, mentre noi non possiamo tenere il Consiglio Regionale in presenza, quando gli spazi ci consentirebbero di garantire il corretto distanziamento e rispettare tutte le norme: così facendo si limita l’attività dei consiglieri e la possibilità di confronto democratico”

 

 

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