E' SCONTRO SULL'AVVICENDAMENTO DEL COLLEGIO. GLI ATTUALI COMPONENTI: ˝PRONTI AL TAR˝. L'ASSESSORE: ˝DIFFIDA STRUMENTALE E PRETESTUOSA˝

CONSORZIO CH-PE, LIQUIDATORI VS SPOILS SYSTEM; FEBBO, ”NOMINATI DA D’ALFONSO’

29 Settembre 2019 08:38

CHIETI – Dopo i manager Asl, il defenestramento tumultuoso del dg Armando Mancini e il muro contro muro di Alfonso Mascitelli, direttore dell'Agenzia sanitaria regionale, la giunta Marsilio deve affrontare un nuovo ostacolo sulla strada dello spoils system.

E' scontro sull'avvicendamento del collegio dei liquidatore del Consorzio per lo sviluppo industriale Chieti-Pescara. I componenti in carica si oppongono allo spoil system, ma l'assessore al ramo Mauro Febbo respinge l'attacco: “D'Alfonso ha applicato le stesse identiche norme”.

Una diffida è arrivata da parte dei liquidatori del Consorzio: la minaccia è quella di un ricorso al Tar “per ogni provvedimento illegittimo che dovesse essere assunto”.

La diffida è firmata dal presidente del Collegio, Camillo D'Angelo, dal vice Enzo Del Vecchio e da Moreno Di Pietrantonio. Il Consorzio è stato dichiarato decaduto lo scorso 9 settembre, con una delibera ad hoc. E con esso anche i liquidatori, già all'atto dell'insediamento del nuovo consiglio regionale. Tra l'altro sono stati nominati anche i nuovi componenti del collegio, Mario Battaglia come presidente, Federico Di Federico come vice e Adriano Marzola come componente.






Un collegio che, però, non si è ancora formalmente costituito (si dice che Battaglia possa rinunciare) e, dunque, al momento è in carica il precedente, che rivendica il diritto a terminare la procedura di liquidazione.

“Il nuovo collegio del Consorzio per lo sviluppo industriale dell’area Chieti-Pescara sostituisce quello precedente – replica l'assessore alle Attività produttive Mauro Febbo – così come definito in maniera chiara e precisa al comma 2 dell’art. 1 della relativa legge regionale sullo spoil system (n.25 del 9/11/2009) dove si precisa che le nomine degli organi di vertice, individuali e collegiali, di amministrazione degli enti dipendenti dalla Regione, economici e non, hanno una durata massima effettiva pari a quella della legislatura regionale e decadono all'atto di insediamento del nuovo Consiglio regionale”.

“Quindi ritengo la diffida fuori luogo, pretestuosa e politicamente strumentale – incalza Febbo -. I tre commissari liquidatori conoscono molto bene cosa viene stabilito nella legge regionale numero 25 inerente lo spoil system. Dopo tutto è la stessa identica norma applicata per la loro nomina. A tal proposito consiglio loro di andarsi a rieleggere la delibera di giunta numero 889 del 27 febbraio 2014, approvata proprio dalla giunta D’Alfonso, con la quale venivano sostituiti i commissari liquidatori precedentemente nominati da Chiodi e potranno notare come sia stato approvato identico stesso procedimento nel rispetto delle leggi e dei tempi stabiliti, peraltro i nominati sono tutti dipendenti della stessa Regione . Non solo, sempre D’Alfonso ha applicato le stesse norme per sostituire o nominare i consiglieri all’interno del stesso collegio dei liquidatori per ben 7 volte prima di arrivare all’attuale composizione”.

“Pertanto – conclude Febbo – l’atto approvato nell’ultima seduta di giunta per sostituire Camillo D’Angelo, Enzo Del Vecchio e Moreno Di Pietrantonio, cioè l'ex giunta Pd di Pescara ai tempi di D'Alfonso sindaco, non solo è legittima ma rientra in una delle prerogative dell’attuale esecutivo regionale ossia quella di applicare lo spoils system agli enti strumentali cosi come prevede la legge. Quindi – conclude Febbo – gli artifici o lettere di diffida sono semplicemente una sterile opposizione illegittima che non trova nessun fondamento normativo”.

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