CONSULENZE A GOGO’, DEBITI, LIQUIDAZIONI LENTE: CORTE DEI CONTI STANGA 52 ENTI ABRUZZO

FOCUS GIUDICI CONTABILI SULLE SOCIETA' PARTECIPATE REGIONALI IN RENDICONTO 2019; AE OLTRE 1,1 MLN PER INCARICHI ESTERNI, ARAP BUCO DI 49 MLN, PESANTI DISAVANZI PER CENTRO AGROALIMENTARE E CONSORZIO BONIFICA INTERNO, TROPPI FINANZIAMENTI ALLA SAGA

di Filippo Tronca

23 Gennaio 2021 01:33

L’AQUILA – Consulenze esterne a gogò in Abruzzo engineering, che nel 2019 hanno superato il milione di euro, un quinto rispetto a quanto si spende per i dipendenti, disavanzi pesantissimi per il Centro agroalimentare regionale La Valle della Pescara, il Consorzio di bonifica interno bacino Aterno e Sagittario, il Consorzio di Ricerca Unico d’Abruzzo (Crab). E ancora debiti monstre per l’Azienda regionale delle attività produttive (Arap), che hanno superato i 49 milioni. Troppi affidamenti esterni per contenziosi legali. Liquidazioni e razionalizzazioni che procedono a passo di lumaca.

Sono solo alcune delle criticità evidenziate dalla Sezione di controllo della Corte dei conti, nel passare ai raggi x lo stato di salute delle 52 società partecipate e degli enti strumentali della Regione Abruzzo. Un giudizio che riguarda il primo anno di amministrazione del centrodestra di Marco Marsilio, Fratelli d’Italia, salito al potere nel febbraio del 2019  e che, va evidenziato, ha ereditato una situazione che non era affatto rosea dal precedente governo di centrosinistra di Luciano D’Alfonso.

La requisitoria è solo una parte della relazione illustrata giovedì scorso dal presidente della Sezione, Stefano Siragusa, incentrata sul rendiconto del 2019 della Regione Abruzzo, che ha avuto come esito la sospensione della valutazione in attesa del giudizio di costituzionalità della norma dello Stato che ha permesso il piano di rientro ammortizzato in 20 anni, utilizzato dalla stessa Regione Abruzzo al pari di altre Amministrazioni regionali italiane.

La costituzionalità era stata eccepita dagli stessi magistrati contabili nel corso della udienza sulla parifica del rendiconto 2018. L’ente ha fornito controdeduzioni ed ora si attende il pronunciamento.  Ha intanto però espresso soddisfazione l’assessore regionale al Bilancio, Guido Liris, di Fratelli d’Italia, per il quale di fatto “la Corte ha concluso il processo di riallineamento dei rendiconti dell’ente regionale con i conti che sono tornati in ordine”, dopo una corsa contro il tempo per recuperare la parifica dei rendiconti a partire dal 2013, confermando la bontà del percorso intrapreso da questo governo per il riordino dei conti e il riequilibrio economico-finanziario dell’ente e della sua galassia”,  “evidenziando che “Il giudizio della Corte, sospeso solo in attesa della pronuncia della Consulta sul piano di rientro, è assolutamente lusinghiero, addirittura con toni trionfalistici”, ha aggiunto Liris.

Per quanto riguarda però gli enti regionali, è senz’altro eccessivo parlare  di “toni trionfalistici”, a leggere i passaggi ad essi dedicati nella requisitoria del Procuratore regionale Antonio Giuseppone e poi nella più specifica analisi del magistrato istruttore Giovanni Guida, che convergono nell’evidenziare “criticità che attengono sia alla gestione di alcuni di questi organismi che al concreto esercizio dei poteri regionali di controllo e d’indirizzo”. Sentenzia anzi il procuratore Giuseppone: “sia prima che dopo l’adozione del Piano di razionalizzazione, deve evidenziarsi il permanere dell’elevato numero delle partecipazioni societarie detenute dalla Regione, nonché il protrarsi dello stato di inattività o della liquidazione di alcune di esse, senza che risultino adottate adeguate iniziative in merito”.

Pur non essendo stati comunicati alcuni dei dati dei bilanci 2019,  analizza innanzitutto la Corte dei Conti, si evidenzia che su 52 enti considerati, hanno chiuso con un risultato di amministrazione negativo 15 enti, uno in più del 2018,  meglio comunque rispetto al 2017 quando era 23 enti con il segno meno.

Le situazioni più critiche riguardano il Centro agroalimentare regionale La Valle della Pescara”, di cui è presidente Stefano Cardelli, con meno 2.648.125, e che “si inscrive in un trend sempre negativo degli ultimi anni, con l’aumento dell’indebitamento e una riduzione del patrimonio netto e delle disponibilità liquide”, aggiunge la Corte

In pessime acque, è il caso di dire, Consorzio di bonifica interno bacino Aterno e Sagittario, commissariato a settembre scorso e affidato alla funzionaria regionale Adelina Pietroleonardo,  visto che come confermano i giudici contabili,  “proseguendo nel trend fortemente negativo degli ultimi anni”,  il Consorzio “ha chiuso nel 2019 con una cassa negativa per 1.189.110 euro ed un risultato di amministrazione anch’esso negativo pari a 1.320.259 euro”.

C’è poi il Crua, il Consorzio di ricerca unico d’Abruzzo, di cui è amministratore Rocco Micucci,  già al vertice della Fira, la finanziaria regionale.

Nel Crua si legge nella relazione, “continuano a registrarsi risultati di esercizio fortemente negativi”, con un passivo nel 2019 di -321.255 euro, “con una significativa riduzione del fondo consortile, nonostante nel 2017 il socio Regione Abruzzo abbia conferito un immobile sede del Consorzio, per l’importo di 4.024.505 di euro”

Non se la passa bene nemmeno l’ Arap, l’Azienda regionale delle attività produttive, nata dalla riorganizzazione dei Consorzi per lo sviluppo industriale e di cui è presidente Giuseppe Savini, per la quale la Corte dei conti attesta  “un indebitamento in costante crescita  che nel 2019  è arrivato a 47.387.930 euro”.

Per quanto riguarda l’Aric, l’Azienda regionale per l’informatica e la telematica, di cui è ora commissario la dirigente regionale Daniela Valenza, si  evidenzia “la sofferenza connessa all’insufficienza delle risorse regionali assegnate per l’integrale copertura dei fabbisogni di funzionamento”.




Infine il Consorzio per lo sviluppo industriale dell’area Chieti Pescara, in liquidazione dal 2011, che “oltre a risultati negativi nel triennio, ha raggiunto un valore di patrimonio netto negativo pari ad euro 28.569.028 euro”.

A tutti gli enti in house e partecipati la Regione ha trasferito nel 2019 159,5 milioni di euro, cifra sensibilmente minore rispetto ai 223,1 milioni del 2018, e più meno pari a quella del 2017. La metà va alle società in house come Abruzzo Engineering, la Fira, Abruzzo Sviluppo, la Saga, che gestisce l’aeroporto d’Abruzzo e la Tua, la Società Unica Abruzzese di Trasporto  pubblico.

C’è però una criticità, evidenziata dalla Corte dei Conti:  “la discrasia tra pagamenti totali e pagamenti di competenza degli esercizi considerati, con il conseguente formarsi di rilevanti posizioni creditorie vantate dagli enti regionali nei confronti della regione, con conseguenti possibili ricadute sulla gestione della liquidità da parte degli stessi”.

La Corte focalizza poi l’attenzione sulla Fira, di cui da dicembre è presidente Giacomo D’Ignazio. In essa emerge “la costante riduzione dei ricavi della gestione caratteristica dovuta al graduale esaurimento delle convenzioni precedentemente affidate alla società Regione” e la Corte sottolinea che si registrano nel 2019 “ritardi nella gestione delle attività per le quali la società è stata individuata dalla Regione, con particolare riferimento al mancato perfezionamento della convenzione sul Fondo Cipe per gli interventi a favore della zona del cratere, nonché della convenzione a valere  sul Bando sul turismo”.

La Fira, d è destinata nelle intenzioni della Regione a fondersi con Abruzzo sviluppo, di cui è presidente Stefano Maria Cianciotta.

E proposito di Abruzzo Sviluppo si evidenziano “non solo le criticità già segnalate in ordine al triennio precedente, ovvero che la società sia ben lontana dal raggiungere uno stabile equilibrio finanziario, come dimostrato dall’operazione di ricapitalizzazione avvenuta proprio nel 2019”, ma anche “la non completa adeguatezza dell’organico in servizio per lo svolgimento degli incarichi conferiti, con significativo ricorso a personale esterno, i cui oneri vengono a gravare sui fondi gestiti”.

Per quanto riguarda la Saga, di cui è presidente l’ex assessore regionale Enrico Paolini si stigmatizza  “la forte dipendenza dai contributi regionali per il mantenimento degli equilibri di bilancio”, ritenuti eccessivi rispetto al valore di produzione della società: 4,7 milioni nel 2017, 3,5 milioni nel 2018 e 2 milioni nel 2019.

Passiamo alla Tua, di cui è presidente l’ex assessore regionale e commissario a della Lega in provincia di Teramo Gianfranco Giuliante: “permangono le criticità già segnalate nel corso
del giudizio di parificazione dei rendiconti 2016-2018 in merito alla gestione dei rapporti con la controllata “Sistema” s.r.l., da cui è maturato un consistente credito da parte di Tua che, stante la situazione di liquidazione della Sistema, appare di difficile realizzazione”, evidenziano i giudici contabili.

Particolarmente perentorio è il giudizio relativo ad Abruzzo Engineering, società interamente partecipata ed in house,  di cui è amministratore unico l’avvocato Franco Di Teodoro: la sezione di controllo stigmatizza  “il rilevante ricorso a professionalità esterne”  passate infatti da un importo di 673.815 euro del 2018, a un valore nell’esercizio 2019 pari a 1.108.630 euro,  che rappresentano circa il 19 per cento della spesa sostenuta per il personale dipendente  che è di 5.869.822 euro.

Abruzzo Engineering, sottolinea la Corte, “avrebbe potuto essere oggetto di misure di razionalizzazione volte al contenimento dei costi”, ed è l’esempio che conferma “la necessità  specie per le società in house,  di dettare misure coordinate per l’omogeneo esercizio del controllo analogo, fissando direttive generali sulle modalità di ricorso agli incarichi esterni, sulle relative procedure di scelta dei contraenti, nonché sulla misurazione e riconoscimento dei costi di struttura di ogni organismo”.

Ultimi due rilievi critici della Sezione di controllo riguardano i ritardi che si registrano nella liquidazione degli enti, e sull’ eccesso di incarichi esterni in materia legale, “senza una preventiva valutazione della possibilità di avvalersi dell’Avvocatura regionale, la cui struttura in Abruzzo consente di gestire una rilevante mole di contenzioso, con ovvii risparmi sul versante della spesa”.

In conclusione difettano ancora alla Regione  “strutture e strumenti, che consentano un monitoraggio costante sulle gestioni degli organismi partecipati e che siano in grado di fornire i dati aggiornati ed idonei per monitorare il raggiungimento degli obiettivi”.

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