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INTERVISTA A SPAZIANI RESPONSABILE SERVIZIO A L'AQUILA, ''PER PERSONE CON DIPENDENZE LOCK DOWN ANCORA PIU' A RISCHIO'', ''CON IMPOVERIMENTO POPOLAZIONE, DIPENDENZE POSSONO CRESCERE, E MERCATO STUPEFACENTI NON CONOSCE SOSTA''

DROGA, ALCOL E GIOCO IN QUARANTENA COVID
SERD 'SEGUIAMO UTENTI A CASA, MA E' DURA'

Pubblicazione: 06 aprile 2020 alle ore 07:30

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L'AQUILA - Il tossico che ha esibito un’autocertificazione dove per giustificare il suo spostamento aveva scritto che era in cerca di un pusher e di trovarsi quindi in uno "stato di necessità". Un secondo che per cercare droga è uscito di casa, ma i genitori anziani per paura del contagio, ed esasperati dal figlio, non l’hanno fatto rientrare.  E ancora gesti di autolesionismo, di violenza contro persone e cose, di tentati suicidi, dovuti all’astinenza di sostanze, non solo eroina e cocaina, più difficile da reperire, rispetto a quella droga legale venduta dallo Stato che è l’alcol.

Sono solo alcuni esempi tra i tanti, restituiti dalle cronache nazionali, di come anche quello delle dipendenze rappresentino un grosso problema in regime di isolamento domestico, imposto oramai da quasi un mese in tutto il paese per contenere e sconfiggere la pandemia del covid 19.

Chi in Abruzzo è al lavoro in questi giorno su questo fronte, è Daniela Spaziani, responsabile del Ser.d dell’Aquila. Struttura della Asl che si prende cura di ben 700 tra dipendenti da droghe pesanti, alcool e gioco d’azzardo, che stanno facendo un non facile percorso per riconquistare la libertà e la consapevolezza. Per uscire dal tunnel, anche ora che in un altro tunnel ci è entrato, causa pandemia, mezzo mondo.

“Noi non ci siamo mai fermati – racconta Spaziani ad Abruzzoweb -, ovviamente stiamo gestendo i nostri utenti con maggiore difficoltà, basandoci sulle indicazioni del governo, della Asl e della Regione. Abbiamo ridotto l’attività, questo sì, non possiamo più fare, per il rischio contagio, lavori di gruppo, che sono centrali nelle terapie, e allora li seguiamo individualmente, con le dovute precauzioni, e telefonicamente. La terapia farmacologica è assicurata a tutti quanti, metadone e suboxone, il Ser.d rimane ovviamente aperto".

Non solo spiega, Spaziani: “è operativo anche il Centro diurno riabilitativo di via Avezzano, gestito dalla cooperativa sociale Ideali. Anche qui ovviamente non si può più fare l’attività di gruppo e semiresidenziale, ma siamo riusciti a fare sedute di gruppo via skipe”.

"Il lock-down -, spiega ancora Spaziani – è difficile per tutti, per le persone fragili lo è molto di più. Determina un surplus di ansia e angoscia, che vanno gestite. Occorre pertanto sostenere costantemente i nostri utenti di punto di vista psicologico, e lo facciamo telefonicamente,. Molte di queste persone sono sole, vivono in famiglie multi-problematiche, oppure con figli minori, cerchiamo di fare il possibile per superare questa fase”.

La situazione però inutile girarci intorno, e molto dura, soprattutto in prospettiva: non occorre essere Nostradamus per prevedere nei prossimi mesi e forse anni ripercussioni pesantissime dal punto di vista economico e occupazionale, un impoverimento generalizzato della popolazione. E dunque forte sarà il rischio che aumentino le persone che cercheranno rifugio nella droga, nell’alcol e nel gioco d’azzardo patologico.

"Le dipendenze hanno una componente di fragilità individuale, una componente sociale, una componente familiare. E chiaro che un complicarsi della situazione economica, avrà un impatto negativo. E purtroppo una cosa è certa. l'alcol è continuerà ad essere reperibile, come pure la droga, che è un mercato che funziona sempre. Forse ha avuto nella primissima fase di emergenza coronavirus una battuta di arresto, ma si già riorganizzato. Del resto si pensi alle sole droghe sintetiche: possono con facilità essere prenotate on line h24, e arrivano comodamente a casa, a prescindere dalla quarantena”, conclude Spaziani.

 



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