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ABRUZZO PRIDE: LEGA PESCARA, ''BASTA STRUMENTALIZZAZIONE POLITICA''

Pubblicazione: 29 giugno 2020 alle ore 11:46

L'AQUILA - “Si scrive Abruzzo Pride, si legge strumentalizzazione politica. Ormai è la solita solfa: ogni manifestazione dell’orgoglio omosessuale in Italia è in realtà solo un’occasione da sfruttare per attaccare politicamente il centrodestra in generale e la Lega di Salvini in particolare. E Pescara non fa eccezione. In un paese libero e democratico il popolo dell’Abruzzo Pride è legittimato a manifestare sulla propria sessualità e nessuno ha nulla da obiettare. Discorso diverso se si tenta di buttare quella manifestazione in caciara per fare un po’ di propaganda politica su proposte di legge in discussione, come l’omofobia, sulle quali la Lega ha una propria posizione, ma è evidente che il confronto si fa nelle aule parlamentari e non certo sulla spiaggia di Pescara”.

A dirlo sono il Capogruppo Vincenzo D’Incecco, il Presidente del Consiglio Marcello Antonelli, il vicesindaco Gianni Santilli, gli assessori Patrizia Martelli e Adelchi Sulpizio, e l’intero Gruppo consiliare della Lega intervenendo sulla querelle inerente la presunta mancata concessione della piazza antistante la Nave di Cascella per l’Abruzzo Pride.

“Sono due i livelli di discussione. Il primo è strettamente tecnico, ovvero sono stati gli organizzatori della manifestazione, nella persona del signor Marco Lozzi, a chiedere all’assessore delegato Di Nisio la concessione di uno spazio della città proponendo tre location: la spiaggia antistante la Nave di Cascella, lo spazio del battuto in zona Madonnina, oppure, piazza Salotto, oltre, ovviamente, ai locali del Circolo Aternino, che ha ospitato tutta la ‘Pride Week’ – ha osservato il Gruppo della Lega -. E già questa prova sarebbe più che sufficiente a chiudere una polemica sterile, se poi tutto il mondo della politica che sta dietro l’Abruzzo Pride non gradisce la scelta degli organizzatori, rivolgessero la loro contestazione al capofila e non certo al Comune di Pescara che si è semplicemente adeguato".

"Poi però c’è il livello politico del dibattito, e infatti tutti gli interventi registrati nel merito nelle ultime quarantotto ore dimostrano lo spirito strumentale dell’evento per muovere il solito attacco alla Lega di Salvini, considerato ormai il nemico numero uno dell’omosessualità da abbattere - prosegue la nota -. Ora, una cosa è voler manifestare liberamente le proprie preferenze sessuali, è un diritto e non ci pare che qualcuno abbia osato metterlo in dubbio a Pescara o in Abruzzo. È chiaro, e altrettanto legittimo, che la Lega abbia però delle opinioni politiche su alcuni temi che ruotano attorno alla questione ed è altrettanto legittimo che quelle opinioni le si possa esprimere liberamente, né che la Lega o il leader Salvini possano divenire oggetto di un razzismo all’incontrario perché si hanno idee differenti e divergenti rispetto ai partiti che si muovono con il logo dell’Abruzzo Pride. Quindi, il mondo dell’Abruzzo Pride ha chiesto e ottenuto gli spazi della città per manifestare, nessuno sta comprimendo la sua libertà, ma di certo non può obbligare nessuno a condividere le sue idee, preferenze o temi, che afferiscono al dibattito politico e una festa sulla spiaggia non mi sembra il luogo deputato".

"Quanto all’utilizzo della spiaggia antistante la Nave di Cascella nell’agosto dello scorso anno – ha aggiunto il Gruppo della Lega – riteniamo che la concessione di quell’area al leader del primo partito italiano, che all’epoca era anche Ministro dell’Interno, dunque carica istituzionale espressione del Governo, presenza che ha posto anche specifiche esigenze di sicurezza per un evento che avrebbe e ha in effetti richiamato migliaia di persone, sia impossibile da paragonare alle necessità di un flash mob sul sesso, foss’anche domani ci fossero cento persone. Comunque in una cosa la polemica è riuscita: Abruzzo Pride è riuscito a far parlare di sé e a far sapere ai pescaresi che si è svolta una manifestazione sull’orgoglio omosessuale, dopo che per una settimana nessuno ne aveva parlato, anzi a dirla tutta la città, alle prese con la crisi economica causata dal Covid-19, a tutto sta pensando, tranne che a sbandierare le proprie preferenze sessuali, che piuttosto appartengono alla sfera dell’intimo”.



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