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AEROPORTO D'ABRUZZO. FEBBO SCRIVE A GOVERNO, ''SITUAZIONE DRAMMATICA''

Pubblicazione: 23 maggio 2020 alle ore 13:34

PESCARA - "La drammatica emergenza epidemiologica ha prodotto, come noto, un vero e proprio “tsunami” nel sistema del trasporto aereo.  La drastica limitazione operativa nazionale, sommata ai vincoli ai collegamenti aerei imposti da molti Stati, delineano lo scenario drammatico in cui è piombato l’intero settore del trasporto aereo".

E' uno dei passaggi della lettera che l'assessore regionale al Turismo Mauro Febbo ha scritto ai ministri Dario Fraceschini e Paola De Micheli. sulla difficile situazione in cui versa anche l'aeroporto d'Abruzzo. 

LA LETTERA 

Gentilissimi in qualità di Coordinatore della Commissione Turismo ed Industria Alberghiera della Conferenza delle Regioni e Province Autonome, a nome degli assessori al turismo delle Regioni italiane, sono a chiedere un incontro urgente in relazione alle iniziative necessarie da attivare per la ripresa del turismo nelle destinazioni italiane per il tramite del trasporto aereo. Sono ad anticipare alcune considerazioni in merito alle attività e strategia di riavvio del trasporto aereo in Italia e gli impatti sul turismo dei territori e degli aeroporti minori.

La drammatica emergenza epidemiologica ha prodotto, come noto, un vero e proprio “tsunami” nel sistema del trasporto aereo.  La drastica limitazione operativa nazionale, sommata ai vincoli ai collegamenti aerei imposti da molti Stati, delineano lo scenario drammatico in cui è piombato l’intero settore del trasporto aereo.

La crisi ha evidentemente toccato tutti gli attori della filiera: compagnie aeree, aeroporti, società di service aeroportuali, Tour operator, rent-a-car, alberghi, attività generali collegate al turismo e più in generale il mondo del viaggi.

Il turismo italiano quindi per competere con tutti i principali paesi europei richiede il ripristino di un sistema di collegamenti diretti molto capillari sui diversi territori offerti a prezzi molto accessibili, infatti tale condizione competitiva sarà certamente ricercata ed offerta da tutti i nostri competitors. Il modello proposto sinora dal Governo invece sembra tendere verso una direzione diversa, che rischia di arrecare un forte arretramento competitivo per molti nostri territori.

Ad oggi sono state proposte soluzioni per il salvataggio di Alitalia, sicuramente un dato positivo, ma mancano invece iniziative anche a sostegno delle altre compagnie aeree ovvero degli altri componenti fondamentali della filiera del trasporto aereo; inoltre le ipotesi in corso di valutazione rischiano non solo di non essere efficaci ma potranno produrre un forte ridimensionamento della capacità competitiva dei territori e dei propri aeroporti.

Come noto Alitalia ha da sempre sviluppato la propria rete di collegamenti dallo scalo di Fiumicino verso i principali scali nazionali ed internazionali e da quello di Linate, di dimensioni ridotte rispetto a Roma sempre su destinazioni italiane ed europee.

Secondo dati ENAC, Ente Nazionale Aviazione Civile, nel 2018 Alitalia ha trasportato ca. 22 milioni su un totale di ca. 150 milioni di passeggeri trasportati cioè una quota di traffico complessiva di ca. il 15%, Se tale valutazione viene fatta solo sul traffico internazionale la quota di mercato scende a ca. l’8%.

I dati del 2019 non modificano tale situazione, anzi Alitalia perde ulteriore quote di mercato. Ciò significa che su un mercato internazionale totale di ca. 120 milioni di passeggeri, Alitalia ne ha trasportati ca.10 milioni, praticamente tutti concentrati su Roma Fiumicino e Milano Linate. Ora se escludiamo dal totale del mercato internazionale i volumi relativi agli scali di Fiumicino, Ciampino, Malpensa, Bergamo e Linate pari a ca. 71 milioni di passeggeri, emerge un quadro competitivo dove ben 49 milioni di passeggeri sono relativi agli altri scali, e quindi alle altre Regioni, tutti trasportati da vettori che non sono Alitalia.

Di questi passeggeri, la quota trasportata dai vettori Low Cost è di gran lunga superiore al 50%. Evidentemente, anche per il turismo verso il Lazio e la Lombardia regioni servite da Alitalia, una riduzione del traffico trasportato dai vettori stranieri, in particolare i Low Cost, comporterebbe un significativo danno, in quanto il volume di traffico da loro trasportato è rilevante.

Pertanto è necessario chiedere l’emanazione di forme di sostegno o di semplificazione per consentire anche agli altri attori (operatori), che hanno un ruolo addirittura superiore rispetto ad Alitalia stessa, per la ripresa degli scambi commerciali, di cui il turismo è il principale settore impattato, al fine di facilitare e velocizzare la ripresa dei collegamenti interrotti a causa della epidemia in corso.

Le ipotesi che sono invece circolate appaiono tali da rischiare di provocare un deterrente per i vettori stranieri che operano sull’Italia, in particolare i Low Cost, quali, ad esempio: - Imposizione di un distanziamento sociale a bordo con conseguente limitazione dei posti in vendita, per ora non previsto che competono con il nostro paese per i flussi turistici, che colpirebbe soprattutto i vettori che operano a livelli di riempimento superiori all’85% come i Low Cost e alcuni hub carrier stranieri; - riduzione della possibilità di negoziare accordi commerciali, pratica ampiamente realizzata dagli aeroporti in ambito europeo e non solo, con i vettori da parte degli aeroporti regionali, pur nel rispetto delle norme europee in essere, anche attraverso una rivisitazione sia dei modelli economici degli aeroporti e sia del piano nazionale degli aeroporti con un’ottica riduttiva; - introduzione di meccanismi di rigidità contrattuale della filiera che comporteranno un incremento dei costi del servizio di trasporto aereo e quindi l’incremento delle tariffe aeree con conseguente impatto sui volumi trasportati.

Ciò comporterà un danno evidente alle economie regionali impattate, poiché i collegamenti diretti tra le Regioni e i mercati incoming turistici con il calo della loro appetibilità in termini di capacità d’acquisto saranno fortemente ridotti poiché non più sostenibili economicamente.

È altresì palese che non è più pensabile poter competere sui mercati incoming europei solo con servizi indiretti via hub a Fiumicino, rispetto a voli diretti con tariffe più aggressive, soprattutto per destinazioni a Nord di Roma, rispetto ai voli diretti che gli stessi vettori andranno a proporre dagli stessi mercati di origine del traffico turistico incoming verso altri paesi, come Spagna, Croazia, Grecia, Francia, ecc.

Per diversi aeroporti di piccola/media dimensione, gli effetti di tali limitazioni porterebbero alla riduzione drammatica del traffico con il risultato di non poter più assicurare una continuità imprenditoriale e potenzialmente con il rischio di chiusure degli aeroporti, quindi con effetti dirompenti sui flussi turistici regionali. Regioni come ad esempio Calabria, Friuli, Liguria, Umbria, Marche, Abruzzo potrebbero ritrovarsi senza una piattaforma aeroportuale significativa. Un simile ragionamento si può anche applicare sui voli Nord-Sud, dove a fronte di un mercato complessivo di ca. 32 milioni di passeggeri, ve ne sono ca. 20 milioni che non transitano sugli scali laziali e lombardi. Anche questi sono per la quasi totalità operati da vettori come Ryanair, EasyJet, Volotea, Vueling.

In sintesi, immaginare un sistema di trasporto aereo realmente funzionale alla crescita del paese e del settore del turismo, incentrato solo sulla ricerca di competitività del sistema Alitalia, a danno dei vettori stranieri ed in particolare dei low cost, che oggi muovono sul territorio nazionale più del 50% di quota del mercato e che hanno consentito il raggiungimento di una connettività e di una capacità di penetrazione sul mercato turistico incoming a tanti piccoli/medi aeroporti e conseguentemente economie regionali, rischia di diventare controproducente nel medio periodo.

Oggi Alitalia vale il 15% del mercato totale del trasporto aereo italiano, un valore che non può rimanere l’unico veicolo di sviluppo del turismo italiano. Bisogna investire anche sul restante ’85% del mercato, sia direttamente sui vettori e sia sul resto della filiera del trasporto aereo e quindi del turismo e per far questo serve che il Governo adotti misure di sostegno economico reali anche agli altri operatori del settore. Per quanto sopra La prego di voler concordare, con cortese urgenza, un incontro anche in videoconferenza. In attesa di cortese riscontro saluto cordialmente 



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