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E' ARRIVATO IL VIA LIBERA DA ROMA: IL CARROCCIO RIEQUILIBRA IL QUADRO DOPO GLI ARRIVI DI TESTA ALL'AQUILA E DI SCHAEL A CHIETI. LA FAVOLA DEL MANAGER TERAMANO: E' IL PRIMO NON FORESTIERO E HA SCALATO L'AZIENDA. MARIANI: ''IN ATTESA DELLE NOMINE, SERVIZI

ASL, LA LEGA PASSA ALL'INCASSO: OK PER DG
CIAMPONI A PESCARA E DI GIOSIA A TERAMO

Pubblicazione: 25 giugno 2020 alle ore 19:33

L’AQUILA - L’accordo c’è. Dopo aver dovuto subire le nomine, lo scorso anno, di Roberto Testa all’Aquila e Thomas Schael a Chieti, quasi con un diktat del governatore Marco Marsilio che aveva provocato la prima crisi di maggioranza, ora la Lega passa all’incasso, piazzando le restanti due caselle. Vincenzo Ciamponi e Maurizio Di Giosia saranno, rispettivamente, i nuovi direttori generali delle Asl di Pescara e Teramo.

E’ arrivato il via libera “politico”, dovuto soprattutto al fatto che il Carroccio ha dovuto attendere l’ok romano per Ciamponi: vicino all'ex ministro Roberto Maroni, andava composto l'accordo direttamente con il leader del partito, Matteo Salvini, prima di dare l'ok. Polemico Sandro Mariani, consigliere regionale teramano di Abruzzo in Comune: "In attesa dei manager, i servizi sanitari sono fermi, è vergognoso".

Ora Marsilio dovrà firmare il decreto e far ratificare la decisione alla giunta, dopo aver recepito il lavoro di valutazione fatto dalla Commissione di valutazione dei curricula che ha prodotto una graduatoria di idonei. Il primo passo ufficiale è arrivato: l'assessore alla Salute, la leghista Nicoletta Verì, ha presentato a sorpresa, in giunta, una delibera per la presa d'atto delle graduatorie degli idonei. E' un passaggio obbligato da cui scaturiranno (lunedì?) i decreti del governatore. 

Con una particolarità: entrambe le “classifiche” hanno visto primeggiare Angelo Cordone, l’ex dg a Pescara, originario di Pineto, dal 2008 in Lombardia con importanti incarichi dirigenziali nella sanità, ultimo dei quali come direttore generale della Azienda socio sanitaria territoriale (Asst) di Melegnano e della Martesana, seconda per grandezza dopo quella di Milano. Cordone ha preferito finire il grande lavoro – riconosciuto da tutti – fatto nel corso dell’emergenza coronavirus in una delle aree più colpite del mondo. Rinviando, dunque, il suo rientro in regione.

L’accordo di maggioranza prevede che ora Fratelli d’Italia e Forza Italia dovrebbero spartirsi le indicazioni su direttori sanitari e direttori amministrativi. Ciamponi e Di Giosia vanno a colmare una lacuna generata, nel caso di Pescara, dal defenestramento di Armando Mancini, per il mancato raggiungimento degli obiettivi operativi e gestionali e, nel caso di Teramo, dalla prematura scomparsa di Roberto Fagnano che, comunque, prima di morire era diventato capo del Dipartimento Salute in Regione. Per Di Giosia, teramano, una storia vincente e particolare, avendo fatto tutta la trafila all'interno dell'azienda, fino all'apice.

Un segno di discontinuità rispetto al passato, quando erano stati preferiti tutti manager forestieri.

La sua nomina è stata fortemente voluta dal vertice locale della Lega, dal coordinatore regionale Luigi D'Eramo al capogruppo in Regione, Pietro Quaresimale, teramano, che hanno dovuto vincere qualche resistenza iniziale della Verì.  

I bandi erano stati attivati in autunno, ma l’emergenza coronavirus – e la quadratura politica non agevolissima – hanno prolungato le cose.

Per Di Giosia, tra l’altro, si tratta di una “promozione” sul campo visto che è stato il dg facente funzioni gestendo anche la crisi Covid-19 che nel Teramano ha avuto momenti di particolare complessità.

"In attesa delle nomine dei vertici delle Asl – ha attaccato il consigliere regionale Sandro Mariani, di Abruzzo in Comune - i cittadini abruzzesi sono costretti ad attendere le determinazioni di una Regione immobile per sapere quando potranno tornare ad usufruire della totalità dei servizi ospedalieri. Il 1 giugno, infatti, il Ministero della Salute ha emanato la circolare con la quale definiva le linee di indirizzo finalizzate alla riattivazione dei servizi socio-sanitari ridotti o sospesi a causa dell’emergenza Covid-19: l'obiettivo era arrivare al progressivo ripristino della totalità dei livelli essenziali di assistenza da parte di tutte le attività sanitarie pubbliche, private, accreditate e non accreditate".

"Solo il 20 giugno il presidente Marsilio ha emesso l'ordinanza 76 che prende atto delle linee guida nazionali e impegna le aziende sanitarie a provvedere alla preparazione di un piano di revisione dei servizi e di recupero dei pazienti da comunicare entro 30 giorni. Ad oggi nulla si è mosso e i cittadini non sanno cosa fare: chiamano i Cup ma non possono prenotare, hanno bisogno di visite di controllo o di visite di routine ma nulla è possibile", conclude Mariani. 



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