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ALTA TENSIONE SU ANNULLAMENTO GARA BONIFICA SITI 2A 2 2B DA PARTE MINISTERO; SOTTOSEGRETARIO MORASSUT RIBADISCE, ''PAGA EDISON E FONDI PUBBLICI RESTANO IN ABRUZZO; AMBIENTALISTI, ''NEGATI GLI ATTI, PROGETTO NON E' STATO BOCCIATO''

BUSSI: MARSILIO, ''RESTITUTECI I 50 MILIONI''
FORUM H20, ''GARA NON ANDAVA ABOLITA''

Pubblicazione: 22 maggio 2020 alle ore 13:11

PESCARA - “Sulla vicenda di Bussi è ora che finisca il palleggio delle responsabilità che ha tenuto bloccato per troppi anni i 50 milioni destinati alla bonifica e alla reindustrializzazione del sito".  

Non si placano le polemiche sull’annullamento da parte del Ministero dell’Ambiente della gara per la bonifica di Bussi, contestata dal Consiglio dei lavori pubblici, con tempi che rischiano di allungarsi a dismisura, quando invece già i lavori potevano essere stati avviati, con progetto pronto, impresa selezionata e 50 milioni di fondi post sisma in cassa, per poi rifarsi sulla Edison, responsabile dell’inquinamento come confermato dal Consiglio di Stato. 

Il presidente Marco Marsilio, Fratelli d’Italia replica oggi al sottosegretario Roberto Morassut che aveva ieri assicurato che non si sarebbero persi i 50 milioni stanziati nel 2011 e che la Edison farà una vera bonifica. A seguire il plauso del capogruppo del Movimento 5 stelle Sara Marcozzi, dall'inizio al fianco del ministro di area M5s Sergio Costa e del partito Democratico, mentre il capogruppo Fdi Guerino Testa ha risposnto a muso duro affermando che dalle carte non risulta affatto che i 50 milioni resteranno in Abruzzo, visto che sono stati già assegnati al Ministero dell'Economia.

Morassut però oggi ribadisce: "Edison è stato riconosciuto responsabile e deve eseguire le bonifiche come ha già iniziato a fare in via preliminare. Le risorse pubbliche già destinate resteranno, come ho già detto ieri, nel SIN di Bussi. Invito la Regione Abruzzo a indicare presto, d’intesa col Ministero, le priorità di intervento su cui agire per impiegare tali risorse”. E incalza, “il presidente della Regione Abruzzo preferisce sollevare il privato Edison riconosciuto responsabile dell’inquinamento nel SIN di Bussi dagli obblighi di legge di eseguire le bonifiche e impiegare in suo luogo 50 milioni di risorse pubbliche? Non posso crederlo".  

Si registra anche l’intervento dell’associazione ambientalista Forum H20, che spiega che in realtà il Consiglio dei lavori pubblici non ha bocciato progetto di bonifica e contestuale gara, ma ha solo chiesto integrazioni e modifiche, Dunque a dir poco anomalo è stata la decisione di annullare la gara da parte del Ministero. Accusa i dirigenti del Monisrtero di aver negato con ogni scusa possibile l'accesso agli atti.

All’attacco dunque Marsilio, per il quale "Il sottosegretario Morassut, nel promettere che i fondi 'rimarranno' in Abruzzo, è costretto ad ammettere che al momento sono stati restituiti al Mef. Vogliamo sperare se il sottosegretario riesca nel suo obiettivo". 

"Intanto è chiaro che si corre il forte rischio che il Mef, assetato di 'coperture' per affrontare la crisi economica in corso, si tenga a lungo fondi che non hanno una spendibilità immediata, visto che il Ministero non ha un solo progetto cantierabile. E comunque, il Ministero trasferisca i 50 milioni al suo legittimo destinatario che è la Regione Abruzzo, nominando la Regione soggetto attuatore per avviare la bonifica senza più ritardi. Solo così avremo la certezza che i fondi 'rimarranno' in Abruzzo", conclude Marsilio.

Forum H20 rivela invece parla di un’incredibile vicenda che rischia di rinviare di 6-7 anni le bonifiche.

Rivelando che “il parere del Consiglio superiore dei Lavori Pubblici è solo interlocutorio e auspicava integrazioni progettuali”.

Parla di “un appuntamento "sola" a Roma per vedere le carte che poi non vengono date, documenti importantissimi che ufficialmente non si trovano al Ministero ma che vengono citati estesamente dai funzionari ministeriali con il ministro in persona che nel frattempo - il 23 gennaio 2019 - assicura la partenza entro una settimana di quei lavori che i suoi dirigenti già in quel momento stanno cercando di bloccare da oltre due mesi (e il Ministro cercò goffamente di smentire l'esistenza di tale procedura nonostante avessimo diffuso il pdf del documento della sua dirigente Distaso); il parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, qui allegato, che viene fatto passare dal direttore del Ministero per ostacolo insormontabile ma che invece è solo un parere interlocutorio aperto ad integrazioni progettuali”. 

“Il Ministero dell'Ambiente  - spiega ancora Forum H20 - ancora il 20 febbraio 2020 con un documento, vergato dalla dirigente Distaso affermava di non essere in possesso della documentazione attinente la gara per l'appalto da 38 milioni di euro che il ministero aveva aggiudicato ben due anni prima a febbraio 2018. D'altro lato lo aveva scritto anche nella nota 25884 del 20/12/2018 (quella all'avvocatura dello Stato che il Forum H2O diffuse 16 mesi or sono e smentita dal Ministro Costa) quando la Distaso sosteneva che il RUP tratteneva tutta la documentazione nonostante "le plurime richieste di trasmissione di tutta la documentazione di gara agli atti del Ministero".

Insomma, a voler credere a questi documenti, il ministero appaltante in oltre un anno non è riuscito a riavere dal Responsabile Unico del Procedimento da loro nominato i documenti della gara che ha aggiudicato e che la stessa Distaso da dicembre 2018 sta provando ad affossare!”

Forum H20 parla di "atteggiamenti dilatori della Distaso cerca di motivare con argomenti ai limiti dell'assurdo la mancata ostensione al pubblico dei documenti, dopo aver strenuamente cercato di negare un accesso agli atti sulla gara da noi avviato il 29 ottobre 2019. Facciamo notare che l'accesso agli atti dovrebbe durare 30 giorni, qui siamo a 206 giorni e i documenti ancora non escono! Eppure nelle loro lettere la stessa Distaso e anche il suo direttore Lo Presti dimostrano di avere sicuramente diversi documenti del procedimento che quindi devono esserci al Ministero.”
“Arriviamo poi, dopo una serie di diffide e la vittoria nel ricorso al responsabile anti-corruzione, ad un clamoroso caso, quello dell'"appuntamento sola" del 13 febbraio, che il Ministero ci ha dato (con un'email non firmata) proprio per vedere le carte, documenti che poi non ci ha fatto trovare quando ci siamo recati nella loro sede! La mancanza di trasparenza è una delle innumerevoli stranezze di una vicenda che rischia di ritardare di 6-7 anni le bonifiche aprendo anche il rischio a ipotesi di "soluzioni al ribasso" come quella del tombamento in loco dei rifiuti o, a nostro avviso, in generale meno favorevoli per l'interesse pubblico. Con la beffa che, se la procedura di revoca è basata su motivazioni così fragili (se ce ne sono altre più gravi, siano rese pubbliche), si rischia pure di dover pagare il risarcimento a chi la gara l'aveva vinta".

“Pertanto facciamo appello a tutti gli enti di rendere pubblica tutta la documentazione della gara e la relativa corrispondenza prima di decidere su una questione così rilevante non solo per l'Abruzzo ma per l'intero paese perché le aree contaminate della Val Pescara sono una ferita nazionale ancora aperta visto che rilasciano ancora cancerogeni a valle da anni nell'inerzia di chi deve per legge coordinare le attività: il Ministero dell'Ambiente, conclude Forum H20.



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