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CARCERE SULMONA: LA DENUNCIA DI NARDELLA, ''CALDO ASFISSIANTE''

Pubblicazione: 01 agosto 2020 alle ore 13:16

SULMONA -  "In considerazione delle elevate temperature di questi giorni e stante l’antitesi al caldo dimostrata da una struttura del carceri di Sulmona che dal punto di vista dei materiali utilizzati per la sua costruzione non conosce altro che cemento e ferro, ovverosia tra i migliori conduttori di calore che la natura possa offrire, potremmo tranquillamente affermare che probabilmente si stava meglio, dal punto di vista climatico, quando si stava peggio. Ho più volte chiesto a chi mi ha preceduto, oltre che a qualcuno che ancora resiste nel suo ruolo di operatore penitenziario, come si stesse d’estate in un penitenziario come quello che ha insistito per decenni in quel della “Badia” sulmonese".

A denunciarlo il segretario generale territoriale UIL PA P.P. L’Aquila, Mauro Nardella

LA NOTA COMPLETA

Tutti non hanno auto esitazione nell’affermare che difficilmente ci si poteva lamentare delle alte temperature estive. Nella struttura di Piazzale Vittime del Dovere invece, mi duole rappresentarlo, la situazione riferita al caldo opprimente spesso, anche se più di qualche volta la supera, rasenta la drammaticità più assoluta. Le temperature asfissianti si fanno sentire e con tutti gli svantaggi che esse comportano in termini di salute sia per i sempre più anziani operatori costretti a ivi prestare servizio in uniforme di servizio che per i detenuti.

Fortunatamente il nuovo padiglione che sta per essere ultimato, seppur messo su con moduli prefabbricati di cemento, dovrebbe avere, da quel che è dato sapere, un apparato climatizzante generalizzato che abbatterà, si spera, l’insostenibile e malevola calura.

Attualmente ad aggravare ancor di più la situazione vi è l’impossibilità per i detenuti di poter ricorrere a docce ristorative direttamente nelle loro camere detentive che bene avrebbero fatto alla loro persona e che inevitabilmente si sarebbero positivamente riverberate sul personale di servizio. Quello che è incredibile è che a distanza di 20 anni dal varo del nuovo regolamento penitenziario ci ritroviamo ancora a dover denunciare, nella parte in cui si parla di docce, la non applicazione di un DPR qual è il 230/2000 e chiedere dell’implementazione di docce in ciascuna camera detentiva. Si è chiesto a tal proposito con una nota inviata al Direttore del carcere peligno e al Garante Regionale delle persone detenute o private della libertà personale Abruzzo, ciascuno secondo le rispettive competenze, di farsi promotori di iniziative volte a rendere vivibili le condizioni all’interno delle sezioni detentive, ivi compreso il box agenti del reparto infermeria e in tutti quei posti non ancora raggiunti da una politica, che pur riconosciamo all’attuale Direzione, di riequilibrio climatico attraverso la messa a punto di condizionatori.

Si potrebbe pensare a tal proposito, visto l’avvento oramai prossimo del nuovo padiglione, di cogliere l’occasione per ristrutturare gli altri reparti chiudendoli e conformandoli alle normative in tema di sicurezza e salubrità assicurando la giusta dignità nei confronti di chi in carcere ci sta non solo perché deve scontare una pena ma anche e soprattutto per guadagnarsi il pane.



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