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CONSIGLIERE COMUNALE E REGIONALE RIBATTE A BORDATE DI PARTE DEL CENTROSINISTRA PER AVER GARANTITO NUMERO LEGALE IN SEDUTA APPROVAZIONE BILANCIO, ''VOTATO CONTRO MANOVRA, NON ACCETTO CONSIGLI DA CHI DOPO ELEZIONI HA ROTTO COALIZIONE''

COMUNE L'AQUILA: DI BENEDETTO NEGA INCIUCI, 'SOLITE LINGUE, SONO ALL'OPPOSIZIONE'

Pubblicazione: 28 dicembre 2019 alle ore 07:47

L'AQUILA - "Io guardo avanti, e continuo a fare opposizione al centrodestra di Pierluigi Biondi, con i tempi e modi che mi appartengono, e nessuno me li può dettare, a cominciare da chi all'indomani delle elezioni ha sciolto la coalizione".

Ma quale "Scilipoti di Acciano", "fascio possibile", "inciuci e nuove maggioranze": nell'intervista ad Abruzzoweb risponde per le rime, Americo Di Benedetto, consigliere comunale dell'Aquila di Passo Possibile, ed anche consigliere regionale di Noi con Legnini, candidato sindaco del centrosinistra sconfitto nel giugno 2017, ex sindaco di Acciano, in provincia dell'Aquila. 

Bersaglio di pesanti attacchi, da vari esponenti del centrosinistra aquilano, per la sua decisione, nella cruciale seduta di approvazione di bilancio del 23 dicembre, di garantire al centrodestra il numero legale alla seconda chiamata, assieme ai consiglieri del suo gruppo Paolo Romano, Emanuela Iorio, Antonio Nardantonio ed Elia Serpetti.

Togliendo così di fatto le castagne dal fuoco alla maggioranza di centrodestra di Biondi, di Fratelli d'Italia, nei cui banchi  si era registrato il clamoroso Aventino dei consiglieri della Lega, in rotta con il sindaco, (tranne Tiziana Del Beato, che ha garantito la presenza, e ha poi lasciato i salviani per passare al gruppo misto). Assenti, alla prima chiamata, anche altri esponenti di maggioranza, poi rientrati in aula. Decisione, quella di Di Benedetto e i suoi, che ha consentito l'approvazione del bilancio in giornata, spaccando però le opposizioni. Durissimo in aula il botta e risposta tra lo stesso Di Benedetto, e il capogruppo di Articolo 1 Giustino Masciocco, che ha  parlato senza mezzi termini,  di "una nuova maggioranza" . All'attacco anche Carla Cimoroni  consigliere di Coalizione sociale: "Un accordo politico vero e proprio - ha affermato - quelle tra Biondi e Di Benedetto, di cui saremmo curiosi di conoscere le contropartite a livello locale e regionale". Bordate pirotecniche  sulla pagina facebook dei Globuli Rossi, associazione di Carlo Benedetti, ex presidente del consiglio regionale. "Il fascio possibile è diventato reale: il Passo possibile corre in aiuto di Biondi e sostituisce la Lega in maggioranza". E ancora, sullo scontro nel centrosinistra: "Compagno Masciocco vs Scilipoti di Acciano 6-0, 6-0, 6-0!",  riferendosi al parlamentare calabrese Domenico Scilipoti,  passato alla storia per aver contribuito a salvare, nel dicembre 2010, il quarto governo di Silvio Berlusconi, lasciando l'Italia dei Valori e votando la fiducia, e poi farsi rieleggere nelle successive elezioni, con il Popolo delle Libertà.

Di Benedetto non si scompone più di tanto, e respinge le accuse al mittente, cogliendo però l'occasione per marcare la netta distanza politica dall'ala sinistra dell'opposizione in consiglio comunale. 

"In fondo sono sempre le stesse lingue  a parlare - attacca subito Di Benedetto - , certe affermazioni, come quella che tira in causa Scilipoti, appartengono alla logica umoristica, non hanno nulla di politico: trovo assurdo affermare che è nata una nuova maggioranza. Se  c'è un oppositore fermo a Biondi, quello sono io.  Ma sottolineo, oppositore fermo a Biondi, non alla città".

Per il consigliere infatti, "entrare a far parte di un maggioranza, significava votare il bilancio, e il Passo possibile ha votato convintamente contro".

Altro paio di maniche invece, spiega Di Benedetto, è aver garantito il numero legale.

"Abbiamo esplicitato il nostro ruolo da consiglieri comunali, nel modo che abbiamo ritenuto migliore: in caso di mancanza di numero legale, il 23 dicembre,  e scioglimento del consiglio, dopo tre giorni ci sarebbe stata la seconda convocazione, e il bilancio lo avrebbero approvato comunque, e avrebbero avuto anche tre giorni in in più per ricompattarsi".

Come a dire: il risultato portato a casa è stato un bilancio approvato il 23 dal centrodestra, senza la Lega, ad evidenziare la palese spaccatura.

Di Benedetto, infine, si toglie qualche sassolino dalla scarpa, senza fare nomi, ma evidentemente contro parte del centrosinistra, con cui ha avuto un rapporto molto conflittuale, già all'indomani della sconfitta delle comunali del 2017 al ballottaggio, e anche prima, dopo le primarie vinte contro l'ex consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, del Partito democratico. 

"Io ho sempre sostenuto che dopo la sconfitta alle comunali - incalza Di Benedetto -, è mancato l'elemento solidale, che sarebbe stata una cosa fondamentale. Coloro che mi attaccano ora, sono gli stessi che hanno detto che ero un candidato sindaco debole, perché avrei preso mille voti in meno voti delle liste.  Ma vorrei a tal proposito ricordare, che anche Massimo Cialente la prima volta che è stato eletto sindaco con il 53 per cento, ha preso mille voti in meno delle liste, e aveva di fronte  un centrodestra che aveva governato dieci anni, ed era facilissimo vincere. Il candidato sindaco debole però sono io, con il 48  per cento, e con una lista che ha preso ben 3 mila voti. Posso però capire questo atteggiamento, a ridosso delle elezioni, con la delusione ancora calda della sconfitta, con il trasporto emotivo, ma a due anni e mezzo, non regge più".

"Ma sa qual è la verità? Non mi interessa nulla, sono solo menate di certi esponenti dell'opposizione. Io guardo avanti, con i tempi e modi che mi contraddistinguono. Sono una persona libera, e voglio fare il bene della città", conclude Di Benedetto. ft



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