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IL LEGHISTA PRESIDENTE DELLA V COMMISSIONE BILANCIO DELLA CAMERA: ''FONDO SALVA-STATI PERICOLOSO PER L'ITALIA. IL M5S CONTRARIO, LO DIMOSTRI''

CORONAVIRUS: CONTE CI ''RIPROVA'' COL MES, IRA BORGHI: ''SENZA PARLAMENTO DOVE VAI?''

Pubblicazione: 20 marzo 2020 alle ore 17:17

Claudio Borghi Aquilini
di

L’AQUILA – Tutto è riesploso nella serata di ieri, giovedì 19 marzo.

Iniziano a circolare in rete i primi “segnali” di un’intervista del premier italiano, Giuseppe Conte, al Financial Times, intervista nella quale, tra l’altro, il presidente del Consiglio chiede di attivare il Meccanismo europeo di stabilità (Mes), per far fronte all’emergenza Coronavirus, “uno shock globale senza precedenti”.

E iniziano le (inevitabili) reazioni alla frase del premier, piombata, letteralmente, dopo che dalla Banca centrale europea è stato garantito l’acquisto dei Titoli di Stato, probabilmente per via del fatto che alle due potenze egemoni nello scacchiere dell’Unione, Francia e Germania, il Coronavirus possa far malissimo economicamente come e più di quanto fatto all’Italia.

Tra chi ha reagito in maniera furiosa c’è Claudio Borghi Aquilini, deputato della Lega Nord, presidente della V Commissione Bilancio della Camera dei deputati, da sempre contrario al Mes sia nella versione con le famose condizionalità, sia senza.

“Si tratta di questioni su cui non si scherza – afferma Borghi ad AbruzzoWeb – parliamo di prestiti all’Italia che potrebbero durare non si sa quanto tempo, ci sono di mezzo creditori privilegiati, come per i soldi dello strozzino, ma sono soldi che non servono perché c’è già la Banca centrale europea che ha già detto che è lei a garantire gli acquisti dei Titoli di Stato sul mercato”.

“Per cui – continua Borghi – se l’Italia ha bisogno di soldi, e in questo momento l’Italia ha bisogno di soldi, emette dei Titoli di Stato, questi ultimi vanno sul mercato e sul mercato vengono comprati indirettamente, ma non cambia niente, dalla Banca centrale europea che crea denaro. E quindi il denaro creato dalla Bce l’Italia se lo ritrova nelle casse dello Stato, che lo può spendere. Quindi, a cosa serve farsi prestare i soldi dal Mes?”.

“Forse – è il sospetto dell’espoente leghista – serve perché i soliti noti, il mondo austero del Nord Europa, pure in una situazione del genere medita di metter sotto controllo l’Italia per poi poterla taglieggiare in stile Grecia”.

“Il premier Conte, nonostante questo, spinge ancora per il Mes? È qualcosa di incredibile – tuona quindi Borghi – il Movimento 5 stelle è contrario, così mi dicono e non ho motivo di dubitare perché ho parlato con degli ‘alti in grado’ del Movimento, Liberi e uguali è contrario, basta leggere Stefano Fassina oggi, Fratelli d’Italia è contrario e noi siamo contrari. Siamo al 60, 70 per cento del Parlamento che è contrario all’utilizzo del Mes. E se è così, qual è la legittimazione dell’iniziativa di Conte?”.

“Non vorrei – è un altro sospetto del leghista – che si stesse approfittando del fatto che le Camere sono impossibilitate ad esprimersi per fare quello che si vuole. Non funziona così. Lo fermeremo”.

“Mes con o senza condizionalità cambia? No, non cambia niente – spiega poi – Il mes con le condizionalità, tradotto, è ‘Io ti presto i soldi, ma tu devi tagliare’; il Mes senza condizionalità è ‘Ti presto i soldi e me li ridai quando è finita l’emergenza’. In entrambi i casi, ti stai indebitando con un organismo extraeuropeo che ti ridà i tuoi soldi, soldi che gli devi restituire prioritariamente rispetto ad un Titolo di Stato normale”.

Sulle azioni immediate, Borghi afferma che “Stiamo cercando di fare il possibile per convocare il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, e spiegarglielo, perché qui evidentemente le cose non sono chiare. Abbiamo chiesto di convocare subito il Parlamento, ci va bene anche di persona con lo scafandro, purché si convochi”.

“Il problema che mi pongo è uno: se la maggioranza fosse d’accordo per l’utilizzo del Mes, mi metterei il cuore in pace, la maggioranza vuole usarlo, ne subiremo le conseguenze, pazienza, ma qui, se è come mi risulta, la maggioranza del Parlamento non vuole usarlo, significa che il premier agisce al di fuori del mandato della maggioranza del Parlamento e in questo vedo dei problemi molto gravi”, continua nella polemica il deputato della Lega. 

“Non è che siccome al momento abbiamo i morti per le strade, non dobbiamo preoccuparci del resto perché non è prioritario. Anzi, è ancora più spregevole il fatto che con i morti per le strade ci si affanni per portare a casa dei vantaggi economici che non sono mai italiani, ma di qualche euro-partito che evidentemente non molla la presa”, afferma ancora.

“Ora ad esempio potremmo fare una cosa oltre alla convocazione del ministro, per capire le parti in causa: scrivere un documento che può essere firmato dai capigruppo, così glielo poggiamo sulla scrivania e nessuno può dire che non lo sapevano. Lo può scrivere anche il M5s, non voglio avere vantaggi politici mentre sono segregato in casa con i miei genitori anziani. Io, semplicemente tengo al mio Paese. Se però il M5s non sarà d’accordo nel firmare un documento del genere, sarà tutto chiaro”, conclude Borghi.



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