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PRESIDENTE MATTARELLA PARLA AGLI ITALIANI, ''IL MONDO AMMIRA IL NOSTRO SENSO DI RESPONSABILITA''; IL PAPA PREGA PER LA FINE DELLA PANDEMIA E CONCEDE INDULGENZA PLENARIA

CORONAVIRUS: QUASI MILLE MORTI IN PIU',
IL GIORNO PIU' NERO, SUPERATI CONTAGI CINA

Pubblicazione: 27 marzo 2020 alle ore 20:42

ROMA - Nel giorno più drammatico dall'inizio dell'emergenza Coronavirus, mentre l'Italia piange 9.134 morti, con il numero di vittime più alto registrato in un solo giorno, 919, il Papa pronuncia solennemente la benedizione Urbi et Orbi, con relativa indulgenza plenaria e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si rivolge alla Nazione con un videomessaggio.

Il giorno più nero coincide con un record che solo un mese fa era impensabile e che dà la dimensione della catastrofe: il numero complessivo dei contagiati nel nostro paese ha superato quello della Cina. 86.498 sono gli italiani che hanno contratto il virus mentre i cinesi sono 81.897; ma il gigante asiatico ha un miliardo e mezzo d'abitanti e noi siamo solo 60 milioni. 

Ancora una volta è la Lombardia a far schizzare i numeri verso l'alto: dei 969 morti, 541 - dunque più del 50% - sono nella regione che sta pagando il prezzo più alto, con le province di Brescia e Bergamo travolte dai decessi.

Nella tragedia, però, c'è un dato che lascia intravedere uno spiraglio di luce: anche oggi la curva di crescita dei nuovi malati - se ne sono registrati 4.401 che portano il totale a 66.414 - è rimasta 'stabile' e in linea con i giorni precedenti.

Dal 23 marzo, infatti, l'incremento giornaliero dei malati oscilla tra il 7 e l'8%, mentre una settimana fa si attestava attorno al 13-15%.

Percentuali e numeri che fanno dire sia al presidente dell'Iss Silvio Brusaferro sia a quello del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli che siamo di fronte ad un "rallentamento della crescita".

"Stiamo osservando segnali chiari di efficacia delle misure di contenimento, ma non bisogna deflettere dalle misure di distanziamento sociale" dicono gli esperti rendendo poi ufficiale quello che ormai hanno già capito tutti gli italiani: il 3 aprile non finirà la quarantena del paese.

"Sarà inevitabile, non siamo in una fase marcatamente declinante ma in una fase di contenimento". Ed anche dopo, quando la curva inizierà a scendere, bisognerà immaginare "alcuni mesi in cui adottare misure attente". Ci vorrà tempo, dunque. 

Nel frattempo la sfida più immediata è ancora quella di rinforzare più possibile le terapie intensive. Perché, ormai è evidente, è un rischio concreto quello di non riuscire più a garantire a tutti un'assistenza adeguata. 

Il commissario Domenico Arcuri ha promesso che il numero dei respiratori "crescerà fortemente nei prossimi giorni" e ha annunciato che saranno i militari, con camion ed elicotteri, a distribuire i materiali sanitari in modo da accelerare i tempi di consegna. 

E però non è ancora chiaro quanti finora ne sono stati consegnati alle Regioni, che continuano a protestare: Arcuri oggi ha parlato di 242 ventilatori consegnati negli ultimi 2 giorni e 9,6 milioni di mascherine. 

Qualche giorno fa aveva poi fornito altri numeri: 825 ventilatori consegnati dall'inizio dell'emergenza al 23 marzo. 

Ma manca il dato complessivo, perché questi numeri non tengono conto dei ventilatori acquistati da Consip - nei confronti della quale Arcuri ha negato vi siano frizioni ringraziando per quanto fatto finora - e di quelli acquisiti direttamente dalla protezione civile. Quello che invece è chiarissimo è che sono ancora pochi rispetto alle esigenze. 

Per questo il commissario ha invitato le Regioni a provvedere direttamente agli acquisti definendo quelli dello Stato come "complementari e in qualche modo suppletivi". 

Ma era stato proprio il governo all'inizio dell'emergenza a volere la centralizzazione degli acquisti. Intanto gli italiani sembrano aver finalmente recepito l'indicazione di spostarsi solo per casi di estrema necessità, probabilmente anche grazie all'aumento delle sanzioni per chi viola i divieti.

Le denunce sono calate dalle 8.300 di martedì alle 5.800 di mercoledì - primo giorno di validità del decreto - alle 1.700 di ieri, 129 delle quali a persone che hanno violato la quarantena. 

Dal Viminale sono poi partite nuove indicazioni ai prefetti: viene ribadito che i sindaci non possono adottare ordinanze in contrasto con le misure statali e si ricorda ai rappresentanti del governo sul territorio che possono imporre lo svolgimento di attività essenziali e di pubblica utilità nel caso in cui vi sia un rifiuto da parte del titolare.

MATTARELLA PARLA AGLI ITALIANI, "IL MONDO AMMIRA IL NOSTRO SENSO DI RESPONSABILITA'"

"Mi permetto nuovamente, care concittadine e cari concittadini, di rivolgermi a voi, nel corso di questa difficile emergenza, per condividere alcune riflessioni. Ne avverto il dovere. La prima si traduce in un pensiero rivolto alle persone che hanno perso la vita a causa di questa epidemia; e ai loro familiari. Il dolore del distacco è stato ingigantito dalla sofferenza di non poter essere loro vicini e dalla tristezza dell'impossibilità di celebrare, come dovuto, il commiato dalle comunità di cui erano parte. Comunità che sono duramente impoverite dalla loro scomparsa". 

Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un videomessaggio alla Nazione per l'emergenza coronavirus.

"Nel nostro Paese, come ho ricordato, sono state prese misure rigorose ma indispensabili, con norme di legge - sia all'inizio che dopo la fase di necessario continuo aggiornamento - quindi, sottoposte all'approvazione del Parlamento."

"Ho auspicato - e continuo a farlo - che le risposte" all'emergenza del coronavirus "possano essere il frutto di un impegno comune, fra tutti: soggetti politici, di maggioranza e di opposizione, soggetti sociali, governi dei territori. Unità e coesione sociale sono indispensabili in questa condizione". 

"Il senso di responsabilità dei cittadini- ha sottolineato Mattarella - è la risorsa più importante su cui può contare uno stato democratico in momenti come quello che stiamo vivendo. La risposta collettiva che il popolo italiano sta dando all'emergenza è oggetto di ammirazione anche all'estero, come ho potuto constatare nei tanti colloqui telefonici con Capi di Stato stranieri". 

"Sono stati approntati - e sono in corso di esame parlamentare - provvedimenti di sostegno per i tanti settori della vita sociale ed economica colpiti. Altri ne sono preannunciati. Conosco - e comprendo bene - la profonda preoccupazione che molte persone provano per l'incertezza sul futuro del proprio lavoro. Dobbiamo compiere ogni sforzo per non lasciare indietro nessuno."

Per quanto riguarda l'Europa, ha poi aggiunto: "Nell'Unione Europea la Banca Centrale e la Commissione, nei giorni scorsi, hanno assunto importanti e positive decisioni finanziarie ed economiche, sostenute dal Parlamento Europeo. Non lo ha ancora fatto il Consiglio dei capi dei governi nazionali. Ci si attende che questo avvenga concretamente nei prossimi giorni". 

"Sono indispensabili ulteriori iniziative comuni, superando vecchi schemi ormai fuori dalla realtà delle drammatiche condizioni in cui si trova il nostro Continente. Mi auguro che tutti comprendano appieno, prima che sia troppo tardi, la gravità della minaccia per l'Europa. La solidarietà non è soltanto richiesta dai valori dell'Unione ma è anche nel comune interesse".


PAPA FRANCESCO, L'INDULGENZA PLENARIA NELLA PIAZZA VUOTA

Sul sagrato della Basilica di San Pietro, con la piazza vuota, Papa Francesco invoca la fine della pandemia, un atto che non ha precedenti nella storia. 

Francesco concede l'Indulgenza plenaria ai malati di coronavirus, agli operatori sanitari, ai familiari e a quanti, con modalità differenti, si prendono cura di chi sta male. 

La concede ai fedeli sottoposti a regime di quarantena per disposizione dell'autorità sanitaria negli ospedali o nelle proprie abitazioni se, con l'animo distaccato da qualsiasi peccato, si sono uniti "spiritualmente attraverso i mezzi di comunicazione alla celebrazione della Santa Messa o della Divina Liturgia, alla recita del Santo Rosario o dell'Inno Akàthistos alla Madre di Dio, alla pia pratica della Via Crucis o dell'Ufficio della Paràklisis alla Madre di Dio oppure ad altre preghiere delle rispettive tradizioni orientali, ad altre forme di devozione", o se almeno recitano "il Credo, il Padre Nostro e una pia invocazione alla Beata Vergine Maria, offrendo questa prova in spirito di fede in Dio e di carità verso i fratelli, con la volontà di adempiere le solite condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre), non appena sarà loro possibile".

"Signore, guarda al nostro dolore e conforta i tuoi figli perchè sentiamo la tua presenza in mezzo a noi": inizia così la preghiera straordinaria recitata oggi pomeriggio, venerdì di Quaresima. Il Papa, dopo la salita a piedi, ha proferito le prime parole con voce affaticata.

"Perchè avete paura?", ha più volte ripetuto. "Forse non avete fiducia? Abbiamo bisogno del Signore come i barcaioli avevano bisogno delle stelle. Con Dio a bordo non naufragheremo. Lui riporta il sereno nelle nostre tempeste perchè con lui la vita non muore mai".

Al termine della celebrazione, la benedizione "Urbi et Orbi", con la possibilità di ricevere l'indulgenza plenaria. 



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