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INTERVISTA A PRESIDENTE ANCE L'AQUILA, ''SACROSANTO STOP LAVORI, ED UTILE CASSA INTEGRAZIONE CONCESSA DA GOVERNO, MA SENZA SOSTEGNO AL SETTORE MOLTE IMPRESE RISCHIANO DI NON RIAPRIRE PIU', ANCHE NEL CRATERE 2009''

COVID: ''AL LAVORO PER SICUREZZA CANTIERI''
CICCHETTI, ''RICOSTRUZIONE RESTI PRIORITA'''

Pubblicazione: 28 marzo 2020 alle ore 07:27

L'AQUILA - “È  stato sacrosanto chiudere i cantieri, ma ci auguriamo di riuscire a non utilizzare tutte le nove settimane concesse di cassa integrazione. Innanzitutto perché non vogliamo pesare sul sistema economico nazionale in questa fase drammatica, visto che, con i dovuti accorgimenti si può lavorare su buona parte dei cantieri. E poi perché molte imprese rischiano di non riaprire più. Tenuto conto che in una crisi planetaria mai verificatasi nella storia in modalità globale, mi chiedo se la ricostruzione sarà ancora tra le priorità”.

Mai si sarebbe immaginato Adolfo Cicchetti, presidente dell’Associazione costruttori edili dell’Aquila, di vedere la ricostruzione post-sismica nel cratere 2009, come pure quelli di tutta la provincia, fermarsi da un giorno all’altro. A causa della pandemia del coronavirus. E di vedere la sua città tornare ad essere vuota e silenziosa, come già accaduto nel post-terremoto, undici anni fa.  

A imporre lo stop è stato il decreto del premier Giuseppe Conte del 22 marzo, per tutte quelle attività produttive e opere pubbliche non strettamente strategiche e indispensabili. Ma i lavori si erano già fermati prima, per opportunità, per l’oggettiva difficoltà di garantire misure di sicurezza e per evitare il contagio delle maestranze.

Ora però a betoniere silenti e gru immobili, occorre guardare all’immediato futuro. La priorità è stringere i tempi per adeguarsi alle misure di sicurezza, per poter ripartire quando sarà revocato lo stop.

“La dinamica del lavoro di cantiere non permetteva, al momento, la prosecuzione delle attività senza alcuni adeguamenti che stiamo apportando - afferma Cicchetti -. Inoltre molti fornitori di materiali fondamentali avevano chiuso le loro attività lasciando le lavorazioni sguarnite. Gli operai e le loro famiglie erano molto angosciati dal rischio e nessun costruttore avrebbe affrontato la responsabilità di mettere a  repentaglio la vita dei propri operatori, né di alimentare un cluster di contagio nella nostra città, visto che imprese e maestranze provengono da tutta Italia e soprattutto dal nord. Riprenderemo in sicurezza tutti insieme, anche per aumentare la domanda di prodotti dell’edilizia e sollecitare così la riattivazione delle forniture in blocco”.

Al lavoro in queste ore è la commissione interna dell’Ance L’Aquila, istituita per l’emergenza.

Ed è caccia anche ai dispositivi di sicurezza che attualmente sono difficilmente reperibili sul mercato e senza i quali non si potranno richiamare le maestranze a lavoro. Si stanno adeguando  gli spazi di cantiere alle norme di prevenzione per l’operatività.

L'altra decisiva partita rigarda quello che sarà definitivamente previsto nel decreto legge 18 "Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese", che il Governo ha varato per far fronte a questa devastante emergenza sanitaria ed economica. E di cui si attende la conversione in legge dello Stato.

“Alcuni obiettivi sono stati raggiunti anche grazie al nostro contributo, sui tavoli governativi, a cui il nostro sistema nazionale ha partecipato – osserva Cicchetti -. Mi riferisco al riconoscimento delle nove settimane di cassa integrazione concesse anche al settore edile, che saranno fruite, sia ben inteso, non in toto, ma per il tempo strettamente necessario alla messa in sicurezza del cantiere. E, soprattutto, al riconoscimento dei maggiori costi sostenuti per le misure anti Covid e le sanificazioni degli spazi. Ora si dovrà affrontare il tema di come inserire queste somme nel buono contributo delle ricostruzioni antisismiche, ma confidiamo nel senso di responsabilità dimostrato dalla filiera della governance che in questi giorni ha cercato in ogni modo di facilitare le operazioni possibili, di saldare prontamente i crediti maturati dalle imprese e di semplificare le operazioni burocratiche quotidiane tramite sistemi telematici. Questo fa ben sperare per la ripresa energica delle attività, quando ci sarà bisogno di una riattivazione potente dell’economia del Paese. Sul tema della semplificazione tramite digitalizzazione dei processi, ci auguriamo che la pandemia abbia fatto fare un salto di metodo”.

Altro ristoro è l’accelerazione della filiera e dei pagamenti dei sal, decisa dal Comune dell’Aquila e dall’Ufficio speciale ricostruzione del capoluogo (Usra). Ma il futuro resta, anche per la ricostruzione post sismica aquilana, pieno di incognite.

“So che sta aumentando il ritmo di emissione delle pratiche, nonostante i noti problemi di carenza di personale degli uffici speciali. Il problema è quello di riuscire a spendere il miliardo ancora disponibile per poter accedere a nuove somme, almeno quattro miliardi, a conti fatti. In tempi in cui i finanziamenti del Governo sono fortemente limitati dal debito pubblico monstre e le somme stanziate - riflette Cicchetti -, nonostante oggi siano state raddoppiate, devono coprire le necessità simultanee di tutti i comparti produttivi, in una crisi planetaria mai verificatasi nella storia in modalità globale, mi chiedo se saremo ancora tra le priorità”.

E conclude: "ritengo che i territori che portano già le ferite di altre catastrofi vadano considerati con maggiore attenzione ma temo che verranno prediletti settori e territori ritenuti strategici per l’economia. Dobbiamo batterci affinché l’edilizia abbia ancora oggi questo riconoscimento di traino, peraltro storico, dell’economia e che, il cantiere più grande d’Europa sia una bandierina sulla mappa delle strategia di ripresa. Faremo la nostra parte al fianco delle istituzioni locali e dei nostri parlamentari". ft

 



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