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COVID: DATORI LAVORO, ''AZZERARE CONTRIBUTI, NO ALLA LOGICA DEI PRESTITI''

Pubblicazione: 08 aprile 2020 alle ore 13:49

L'AQUILA - “No alla logica dei prestiti, meglio l’azzeramento dei contributi”.

E’ quanto sostiene Domenico Mamone, presidente dell’Unsic, sindacato datoriale presente con numerosi sportelli in Abruzzo.

“Il provvedimento governativo cosiddetto ‘liquidità’ parte da una logica sbagliata- spiega il professionista -: far indebitare ulteriormente le aziende anziché farle ripartire - prosegue Mamone -. Offrire prestiti, ma lasciare invariati i pagamenti, specie i versamenti contributivi e fiscali, equivale a rinviare a qualche mese i problemi con il sovraindebitamento del tessuto produttivo e dar vita ad una partita di giro tra l’imprenditore, costretto comunque a far fronte alle scadenze, e lo Stato. C’è quindi un solo modo per fermare questo circolo vizioso: l'azzeramento, non la sospensione, perlomeno dei contributivi previdenziali per sei mesi. In sostanza è inutile la concessione di prestiti che poi rischiano di diventare un’ulteriore zavorra, tra versamenti dilazionati e rate”. 

“Vanno bene i provvedimenti di solidarietà per i lavoratori, come la cassa integrazione, che hanno dominato la scena, ma il cuore pulsante della ripresa può essere solo il tessuto imprenditoriale, che va alleggerito di scadenze e di incombenze più che appesantito di debiti. L’abbattimento dei contributi ha già dimostrato, in passato, di essere una misura efficace sia per la crescita sia per l’occupazione: potrebbe essere attuato rivedendo l'impalcatura generale del sistema contributivo, orientato in una nuova solidarietà tra generazioni e tra contribuenti.

"In tal senso un provvedimento quale ‘quota 100’ è un privilegio che mal si concilia con il momento che stiamo vivendo e dovrebbe essere rivisto in nome del principio di equità – continua Mamone -. Infine il presidente dell’Unsic, pur riconoscendo la validità del ‘reddito di cittadinanza’ in questa fase di emergenza, ritiene che i fruitori del reddito stesso potrebbero essere utilizzati nel settore agricolo, che sta soffrendo la mancanza di manodopera. Ciò permetterebbe anche di restituire senso e dignità al lavoro agricolo, creando un’occasione di esperienza, e di combattere concretamente il caporalato".



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