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INDAGINE DELLA BANCA D'ITALIA: A CAUSA DEL LOCKDOWN PIU' DI UN TERZO DELLA POPOLAZIONE HA RISORSE PER SOPRAVVIVERE MENO DI TRE MESI

EFFETTO COVID: CROLLANO LE ENTRATE, IN ABRUZZO NIENTE FERIE PER UNA FAMIGLIA SU 3

Pubblicazione: 10 luglio 2020 alle ore 07:51

L'AQUILA - Nel periodo compreso tra aprile e maggio, la metà dei cittadini ha subito una contrazione del reddito familiare a causa delle misure adottate per il contenimento dell'epidemia legata al Coronavirus. 

Poco più di un terzo della popolazione dispone di risorse finanziarie liquide sufficienti per meno di tre mesi a coprire le spese per i consumi essenziali, in assenza di altre entrate e il 40 per cento delle famiglie italiane non riesce a sostenere le rate del mutuo.

Risparmio, dunque, è la parola chiave di questa "strana" estate post-Covid e il "capitolo vacanze" sembra chiudersi prima di iniziare per gran parte della popolazione: A rinunciare ai soggiorni sarà un terzo dei nuclei familiari.

Non fa eccezione l'Abruzzo, che segue l'andamento nazionale fotografato dall'indagine straordinaria sulle famiglie italiane (Isf) condotta, durante il periodo del lockdown, dalla Banca d'Italia.

Un monitoraggio a 360 gradi, per "misurare" il polso economico delle famiglie e le aspettative future, durante la crisi legata alla pandemia da coronavirus.

Poco meno della metà degli individui dichiara che prima dell’emergenza sanitaria arrivava alla fine del mese con difficoltà, con quote più elevate per i lavoratori dipendenti a termine e per i disoccupati (rispettivamente pari al 55 e al 64 per cento).

Negli ultimi due mesi, corrispondenti alla fase più rigida delle misure di contenimento dell’epidemia, oltre la metà degli individui dichiara di aver subito una riduzione nel reddito familiare, anche tenendo conto degli eventuali strumenti di sostegno ricevuti; per il 15 per cento il calo è di oltre la metà del reddito complessivo.

L’impatto è più negativo tra i lavoratori indipendenti: quasi l’80 per cento ha subito un calo nel reddito e per il 36 per cento la caduta è di oltre la metà del reddito familiare.

Circa la metà della popolazione si aspetta una riduzione del reddito familiare anche nell’arco dei prossimi 12 mesi, anche se di intensità inferiore a quella degli ultimi due mesi: solo il 7 per cento ritiene che tra un anno il reddito della sua famiglia avrà subito un calo di oltre il 50 per cento rispetto a quello precedente l’emergenza sanitaria.

Anche tra coloro che riportano una caduta di oltre il 50 per cento del reddito negli ultimi 2 mesi, più della metà si aspetta che tra un anno il calo sarà ridimensionato e il 15 per cento ritiene che il reddito tornerà ai livelli precedenti l’emergenza sanitaria.

Oltre a un diffuso calo nei redditi, più di un terzo degli individui dichiara di disporre di risorse finanziarie liquide sufficienti per meno di 3 mesi a coprire le spese per consumi essenziali della famiglia in assenza di altre entrate, un periodo compatibile con la durata del lockdown legato all’emergenza Covid-19.

Questa quota supera il 50 per cento per i disoccupati e per i lavoratori dipendenti con contratto a termine.

Poco meno di un quinto dei lavoratori indipendenti e dei lavoratori dipendenti con contratto a termine si trova in questa condizione e contemporaneamente ha subito una riduzione di oltre il 50 per cento del reddito familiare nei primi due mesi della emergenza sanitaria.

Utilizzando come riferimento omogeneo una soglia di povertà relativa stimata sulla base dell’Indagine sui Bilanci delle Famiglie italiane (Ibf) del 20162, la quota di popolazione che non ha sufficienti risorse finanziarie liquide per poter restare alla soglia di povertà per 3 mesi in assenza di altre entrate raggiunge il 55 per cento.

Quasi il 40 per cento degli individui indebitati dichiara di avere difficoltà nel sostenere le rate del mutuo a causa della crisi; la quota è più elevata nel Centro e nel Mezzogiorno. Solo un terzo di chi è in difficoltà con il pagamento delle rate del mutuo ha fatto ricorso o intende far ricorso alla moratoria mutui.

Fra coloro che hanno un finanziamento per credito al consumo la percentuale di individui in difficoltà con il pagamento della rata è del 34 per cento.

L’emergenza sanitaria incide negativamente anche sulle aspettative di spesa: circa il 30 per cento della popolazione dichiara di non potersi permettere di andare in vacanza la prossima estate e quasi il 60 per cento ritiene che anche quando l’epidemia sarà terminata le proprie spese per viaggi, vacanze, ristoranti, cinema e teatri saranno comunque inferiori a quelle pre-crisi. 



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