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GRANDI MANOVRE E PROBLEMI PER VOTO MARSICA E CHIETI. PAGANO (FI), ''APPOGGIAMO CANDIDATO LEGA IN CITTA' CHIETINA, MA NO GENOVESI'', BIONDI, ''SCELTE CONDIVISE'', EX SINDACO SCENDE A CAPO GRUPPO CIVICO. DANIELA STATI NON SI CANDIDA

ELEZIONI AVEZZANO: SETTIMANA DECISIVA,
OGGI SUMMIT FDI, IN CAMPO DI PANGRAZIO

Pubblicazione: 30 giugno 2020 alle ore 08:33

AVEZZANO – Sarà una settimana forse decisiva per il centrodestra abruzzese per trovare la quadra ad Avezzano e Chieti, le due principali sfide delle amministrative del 20 e 21 settembre, anche se l’election day non è stato ancora ufficializzato.

Oggi è in programma un vertice di Fratelli d’Italia, previsto la scorsa settimana e poi rinviato, e poi a seguire un incontro con tutti i big regionali, quest’ultimo ancora da calendarizzare, annunciato dal coordinatore regionale di Forza Italia, il senatore Nazario Pagano.

Obiettivo è soprattutto trovare il bandolo della matassa per la candidatura a sindaco di Avezzano, dopo l’atto di forza della Lega che ha lanciato l'imprenditore 40enne e coordinatore provinciale Tiziano Genovesi, con Forza Italia che ha risposto annunciando la discesa in campo dell'ex sindaco uscente Gabriele De Angelis.

Nella polveriera dell’ambita piazza marsicana intanto, annuncia la candidatura a sindaco, l’ex primo cittadino, Gianni Di Pangrazio, fratello dell’ex presidente del Consiglio regionale, Giuseppe, del Pd, che ha perso le elezioni nel giugno del 2017 battuto al ballottaggio proprio dal suo ex assessore nel primo mandato Gabriele De Angelis, alla guida di una coalizione civica diventata poi partitica, che poi però a giugno dello scorso anno ha dovuto gettare la spugna lacerata da dissidi e liti interne.

Di Pangrazio, dirigente pubblico apprezzato a livello nazionale, scende in campo con un raggruppamento civico che “guarda” con interesse sia al centrodestra sia al centrosinistra, per attingere consensi considerando che si tratta di coalizioni con problemi oggettivi: in seno alla prima che ha dalla sua parte, almeno sulla carta i numeri, la prova muscolare della Lega non è piaciuta agli alleati, nella seconda la candidatura dell’avvocato Roberto Verdecchia, come candidato sindaco del Pd, non ha innescato entusiasmi.

Tutto questo mentre a Chieti, al netto del clamoroso strappo dell’assessore regionale Mauro Febbo, che si è autosospeso da Forza Italia, la strada è oramai spianata per l’ex consigliere regionale di An ed ex parlamentare di Pdl e Fi Fabrizio Di Stefano, ora della Lega, alla guida di una coalizione di centrodestra che però deve essere ancora messa a punto. 

E dopo giorni di febbrili telefonate, indiscrezioni, frecciate e distinguo a mezzo stampa, contattati da AbruzzoWeb hanno parlato il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, che è commissario provinciale di Fratelli d’Italia e il segretario regionale di Forza Italia Pagano. 

Biondi per quel che riguarda Avezzano ribadisce l’importanza “dell’unità del centrodestra, purché il candidato sia condiviso” e afferma che Fdi è pronta ad Avezzano a mettere in campo una lista competitiva”, ma si guarda bene dall’anticipare un probabile ok a Genovesi, benedetto da Salvini mercoledì scorso in visita nella città marsicana, in attesa appunto dell’importante vertice di domani.

Più esplicito Pagano che ha illustrato la strategia a geometria variabile degli azzurri, almeno quelli che lo seguono: a Chieti appoggio al candidato leghista Di Stefano, perché “è il tavolo nazionale che lo ha deciso nell’ambito dell’accordo complessivo per il voto delle amministrative di settembre”.

Con buona pace della scelta solitaria di Febbo, che però si è portato dietro tutto il gruppo consiliare forzista. 

Ad Avezzano invece gli azzurri presenteranno un proprio candidato, “non necessariamente l’ex sindaco De Angelis”, precisa, e soprattutto afferma: "non ha senso chiedere a noi se Genovesi ci sta bene oppure no, è il candidato degli alleati e della Lega, non il nostro".
Altra novità delle ultime ore è che ad Avezzano tra il piccolo esercito di aspiranti candidati, e pure a sindaci, a questo giro non ci sarà Daniela Stati, figlia di Ezio, pezzo da novanta della politica marsicana e regionale: l’ex consigliere ed assessore comunale, poi consigliere e ed assessore regionale di cebtrodstra, ruolo nel quale ha avuto disavventure giudiziarie, peraltro in via di definizione, in un post ha spiegato però che “mio figlio in autonomia si sta costruendo riferimenti politici.... e per chi è figlio o nipote d'arte a volte é più complicato”. 

Il riferimento è a Vincenzo Mariani, 26 anni laureato in Economia alla Luiss che appoggerà infatti il candidato civico Mario Babbo, sostenuto anche da Italia Viva, che ha rotto il fronte del centrosinistra. 

Come pure sarà della partita, come sempre, del resto, il padre Ezio Stati, ex segretario provinciale e regionale della Dc, consigliere e poi assessore regionale con lo Scudo crociato, approdato infine in Forza Italia. Stati è ancora in prima linea a tessere strategie, ma finora non ha scoperto le sue carte, che saranno giocate, però questo è certo, nel tavolo del centrodestra.

Restando dunque ad Avezzano: l’Udc dopo un vertice romano dovrebbe dare il via libera alla candidatura di Genovesi.

L’incognita resta Fdi che fino pochi giorni fa aveva anche lei potenziali candidati sindaci da proporre o anche da imporre, come Massimo Verrecchia, ex deputato alla Camera dei Deputati per un breve periodo al posto del celanese Filippo Piccone, ed oggi capo della segreteria del presidente Marco Marsilio, che però lo vorrebbe tenere nel suo staff, ed Armando Floris, figlio dell’ex due volte sindaco Antonio Floris, ex consigliere d'amministrazione del Cam, ed ex consigliere provinciale, in quota Pdl, che ha lasciato Forza Italia per passare a Fdi.

A cui si potrebbe aggiungere anche l’ex presidente del Consiglio comunale, Iride Cosimati, ed anche, ma l’ipotesi è improbabile, il consigliere regionale Mario Quaglieri, presidente della commissione Sanità, ex sindaco di Trasacco e uomo forte del partito nella Marsica. 

Ha affermato dunque Biondi: “La scelta definitiva per le elezioni amministrative di Avezzano attiene al livello regionale a cui sono proiettato come commissario provinciale. Contestualmente, Fdi varerà la lista più competitiva possibile. Dal punto di vista politico, l’auspicio è che la coalizione di centrodestra si presenti unita alle elezioni”. 

Ed ha aggiunto: “Dal punto di vista istituzionale nonostante il buon lavoro svolto dal commissario prefettizio, è indispensabile che la seconda città della provincia per numero dei abitanti e punto di riferimento di un territorio importante come quello della Marsica abbia una guida politica legittimata perché sono molti gli argomenti in campo, dalla sanità alle infrastrutture, passando per i temi del lavoro e dalla condivisione delle strategie per le Aree interne”. 

Di fatto insomma, Biondi ha detto e non detto, tenendo aperte tutte le ipotesi. 

Una pia illusione, comunque, l’unità evocata da Biondi, a sentire Pagano: “Genovesi è il candidato degli alleati e della Lega, non ha senso chiedere a noi se ci sta bene oppure no: avremo anche noi infatti un nostro candidato da proporre alla coalizione”, afferma il senatore. 

Aureliano Giffi, coordinatore del partito ad Avezzano ha calato già la carta della ricandidatura dell’ex sindaco De Angelis, che era riuscito a battere al ballottaggio l’uscente del centrosinistra Di Pangrazio le cui liste, al primo turno, avevano ottenuto la maggioranza.

Tanto che ad ottobre del 2017, il Tar ha accolto il ricorso dello stesso Di Pangrazio assegnando al centrosinistra la maggioranza dei seggi in consiglio. Verdetto, quello sulla cosiddetta “Anatra zoppa”, confermato anche dal Consiglio di Stato.

A seguire una tormentata fine legislatura di De Angelis, fino alla definitiva caduta per la mancata approvazione del consuntivo 2018, con lo strappo dei centristi in particolare, con relativo scioglimento del consiglio e l’arrivo del commissario. 

Ma ha svelato Pagano: non è detto che sia lui il candidato da proporre. “È prematuro dirlo, certo è che De Angelis avrebbe tutti i titoli per riproporsi alla guida della città. Ha fatto molto bene, prima di cadere per colpa dell’anatra zoppa. Ma è stato votato dalla maggioranza degli avezzanesi”. 

Tornando a Stati nel suo post ha scritto, quasi a prevenire attacchi personali, in un clima sempre più incandescente: “Noi Donne Forti siamo anche questo: la mia passione per la politica mi é stata trasmessa da mio padre e mio figlio ha respirato sempre , nel bene e nel male , la politica. Quella passione che ti accalora e che ti fa scoprire il grande spirito di squadra. In questa competizione elettorale io non sarò candidata. Ma sono orgogliosa di vedere che il mio maestro Ezio Stati .... Mio Padre sarà , come sempre, attivamente presente! Ma sono altrettanto orgogliosa di mio figlio che con la stessa passione si sta costruendo un suo percorso politico”.

E ha proseguto: “Oggi posso dire di aver giá vinto ad avere un gran maestro mio Padre. E di avere un #figlio, che in autonomia si sta costruendo riferimenti politici.... e per chi é figlio o nipote d'arte a volte é più complicato. Fare sciocche considerazioni porta a poco! In questo momento sono una figlia e sono una mamma . Che nessuno tocchi i miei affetti. E a tutti quelli che pensano di trovare un attimo di gloria perché nonno e nipote si stanno cimentando in due schieramenti diversi… la politica é una cosa... la famiglia altro . Una cosa dovrebbe tornare di moda:" la passione". 

Ma non è certo ad Avezzano solo la famiglia Stati, intendendo il padre Ezio e il nipote Vincenzo, a muoversi e collocarsi nel variegato e confuso scacchiere: come rivela il Centro sono stati avvistati in un ristorante di via XX Settembre i citati esponenti di Fdi Armando Floris e Mario Quaglieri, a parlare fitto fitto con l’ex assessore della Giunta De Angelis, Crescenzo Presutti. Incontro che giocoforza sta dando adito alle più ardite dietrologie, su un asse che si sta costituendo tra Fdi e Fi alternativo alla Lega. 

In attesa del fatidico vertice. A difendere invece dagli attacchi a Genovesi da parte di Giovanni Ceglie, segretario cittadino del Pd, che ha lanciato la candidatura ancora da ufficializzare dell’avvocato ed ex assessore Verdecchia, è l’avvocato Alfredo Iacone, ex capogruppo del Pdl al Comune, altro personaggio influente della politica avezzanese. 

“Non so se Ceglie esista realmente dal punto di vista politico, ma vorrei rassicurarlo sul fatto che Genovesi è un imprenditore capace abituato a risolvere problemi reali e invito anche lui a votarlo”, ha tuonato Iacone, e con questo dichiarando apertamente da che parte sta. 
Scenario ben diverso a Chieti: qui a dettare legge è l’accordo nazionale che attribuisce questo capoluogo di provincia alla Lega. A ribadirlo giovedì lo stesso Salvini che è tornato in città a lanciare definitivamente la candidatura di Di Stefano.

Sia Forza Italia, come ha confermato ad AbruzzoWeb Pagano, come pure Fdi e Udc sono pronti ad appoggiarlo. Bastian contrario è però il potente assessore regionale con deleghe ad attività produttive, Turismo e Cultura Mauro Febbo, che si è autosospeso da Fi per sostenere la candidatura alternativa e civica del medico di famiglia Bruno Di Iorio, che è appoggiato anche da Italia Viva.

Febbo ha rivendicato il fatto che lo seguiranno nell’avventura anche quattro consiglieri comunali uscenti del partito, ovvero il capogruppo Marco D'Ingiullo, Maura Micomonaco, Emiliano Vitale, che è anche consigliere provinciale e Maurizio Costa. Micomonaco è anche il segretario cittadino di Fi.

“Parliamo di un comune capoluogo – ha spiegato Pagano -, e si arrivati ad un accordo nazionale che ha riguardato altre partite elettorali regionali e comunali. Si è deciso che Chieti spetta alla Lega, e dunque per noi di Forza Italia il discorso è chiuso”. 

Pagano ha incontrato per un breve saluto e scambio di parole il leader nazionale Matteo Salvini, in visita a a Chieti a sostengo di Di Stefano.

“Ricordo che Salvini è mio collega al Senato, è stato uno scambio molto positivo, lui mi ha chiesto di dare un segnale, sulla candidatura di Di Stefano a Chieti. Avverrà dopo il vertice della prossima settimana, per un accordo condiviso e definito”, spiega Pagano. 

Per quanto riguarda Febbo: “c’è poco da dire, ha preso la sua decisione, si è autosospeso dal partito, ma noi non possiamo non mantenere i patti nazionali. Capisco lui, ed altri esponenti forzisti di Chieti che vedono in Di Stefano un transfugo, avendo abbandonato Forza Italia qualche anno fa e non se la sentono a sostenerlo, lui ne ha preso atto. Resta fermo il fatto che il rapporto di stima tra me e Febbo non viene scalfito. E non ci sarà la benché minima ripercussione nella giunta regionale”. 

Insomma niente rimpasti, anche se ora Febbo non rappresenta più Forza Italia nell’esecutivo, a voler essere pignoli. 

Febbo proprio ad AbruzzoWeb aveva rimarcato che Di Iorio è “un chietino doc”, lasciando intendere che lo stesso non si può dire di Stefano, che è di Tollo.

Non a caso il candidato leghista, oramai in campagna elettorale nell’incontro di ieri con il segretario provinciale dell’Udc Andrea Buracchio, che ha confermato l'appoggio, ha tenuto a sottolineare.

“Ho studiato e sono cresciuto a Chieti, vivo a Chieti Scalo e insegno alla d’Annunzio”. “Se questo è il metro della teatinità, ebbene io sono più teatino di qualche altro avversario”.



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