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FESTA DELLA REPUBBLICA IN ABRUZZO
STRETTI AL TRICOLORE NELL'ANNO PIU' DURO

Pubblicazione: 02 giugno 2020 alle ore 07:01

L'AQUILA - "L'Italia in questa emergenza ha mostrato il suo volto migliore. Sono fiero del mio Paese",  detto  il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, riassumono il significato, in Italia come in Abruzzo, della festa della Repubblica che si celebra oggi, con un paese sprofondato nella crisi economica e sociale a causa della pandemia del coronavirus, dopo aver pagato un conto tragico di oltre 33mila morti. Il presidente si recherà alla cerimonia di deposizione di una corona all'Altare della Patria a Roma, e intorno alle 11 arriverà a Codogno, comune lombardo tra i più colpiti dal covid.

Nelle stesse ore il centrodestra scenderà in diverse piazze italiane, compresa quella dell'Aquila, scelta da Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia per ribadire la loro richiesta di certezze e sostegno per gli italiani. L'appuntamento è dalle 10,30 in piazza Duomo. 

Tante le iniziative anche in Abruzzo, - ovviamente applicando le misure di sicurezza anti contagio ed evitando assembramenti -, che celebreranno una ricorrenza tra le più importanti del nostro Paese, istituita per ricordare il referendum che, dopo la caduta del fascismo, sancì lo storico passaggio dell'Italia dalla monarchia all'attuale sistema repubblicano.

Fu la prima volta che in Italia una votazione si svolse a suffragio universale, coinvolgendo attivamente tutti i cittadini e le cittadine che avevano raggiunto la maggiore età (all'epoca 21 anni). Vinse la repubblica con 12.718.641 voti a favore, contro le 10.718.502 preferenze espresse per la monarchia (le schede nulle o bianche furono 1.498.136). I risultati del referendum vennero comunicati il 10 giugno 1946 dalla Corte di Cassazione, che tuttavia attese poi il 18 giugno per proclamare ufficialmente la nascita della Repubblica Italiana. La decisione fece calare definitivamente il sipario sul Regno d'Italia, che per 85 anni era stato governato dalla famiglia reale dei Savoia.

Nel capoluogo L’Aquila appuntamento è alle ore 10 alla villa comunale. Alla cerimonia interverranno unicamente i rappresentanti parlamentari territoriali, una rappresentanza degli amministratori degli Enti Pubblici territoriali e i vertici delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate.

In programma l’Alzabandiera, sulle note dell’Inno Nazionale a cura del locale Conservatorio Statale di Musica; la deposizione di una corona al Monumento ai Caduti; un minuto di silenzio e di raccoglimento; la lettura del messaggio del Ministro della Difesa; per concludersi con la lettura, da parte del prefetto Cinzia Torraco, del messaggio del Presidente della Repubblica.

Infine la tradizionale consegna dei Diplomi agli insigniti delle Onorificenze dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana” quest’anno avverrà nel corso delle visite programmate che il Prefetto effettuerà nelle sedi della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza e dei Vigili del Fuoco, in quanto gli insigniti di quest’anno sono esclusivamente appartenenti a tali istituzioni.

Al termine della Cerimonia di Celebrazione della Festa della Repubblica, il Prefetto si recherà a Capistrello dove renderà onore ai 33 martiri dell’eccidio nazista e fascista per poi incontrare il Sindaco ed i consiglieri nella sede comunale e visitare infine la locale Caserma dei Carabinieri.

L'Anpi dell’Aquila renderà invece omaggio a Maria Agamben. Nata all’Aquila nel 1899, si laurea in Lettere, inizia la carriera di insegnante e giornalista e – dopo l’8 settembre del ’43 – prende parte alla Resistenza a Roma nell’associazione Piazza Bologna che aiuta i perseguitati politici. Antifascista e partigiana, grazie al suo impegno politico e civile, dopo la Liberazione, il 2 giugno del ’46 viene eletta nell’Assemblea Costituente: è una delle sole 21 donne che ne fanno parte su 556 parlamentari. Per il suo prestigio, cultura e sensibilità politica Maria Agamben sarà una delle cinque donne (insieme a Nilde Iotti, Teresa Noce, Lina Merlin e Angela Gotelli) a far parte della Commissione Speciale che redigerà il testo della Costituzione poi approvato dal Parlamento. Era la prima volta che in Italia si votava col suffragio universale e che le donne si affacciavano all’impegno istituzionale.

A Pescara le celebrazioni avranno luogo piazza Giuseppe Garibaldi, alle ore 10.

L’omaggio alla Repubblica si aprirà con l’Alzabandiera sulle note dell’Inno nazionale, a cui seguirà la benedizione e la deposizione della corona d’alloro innanzi al Monumento ai Caduti di tutte le guerre; sarà data lettura dei messaggi del Capo dello Stato e del Ministro della Difesa; a conclusione della cerimonia, l’Ammainabandiera.

L'Anpi provinciale di Pescara ed il Comune di Montesilvano deporranno alle 10 un mazzo di fiori sulla tomba di Filomena Delli Castelli, una delle due abruzzesi elette all’Assemblea Costituente nel 1946. Nata a Città Sant’Angelo il 28 settembre 1916, fece parte dell’Azione Cattolica e della Federazione universitaria cattolica italiana (FUCI), dove maturò il suo antifascismo: dopo il conseguimento a pieni voti della Laurea in Lettere presso l’Università Cattolica di Milano ed il rientro in Abruzzo, durante il periodo di occupazione nazista prese parte alla Resistenza svolgendo un’intensa attività clandestina ed occupandosi degli “sfollati” che giunsero in massa nella provincia di Pescara. Entrata nella Democrazia Cristiana, fu deputata della Repubblica italiana per due legislature (1948/1953 e 1953/1958), prima consigliera eletta nel Consiglio comunale di Montesilvano e poi Sindaco tra il 1951 ed il 1955.

Spostandoci a Teramo, il sindaco di centrosinistra Gianguido D’Alberto ha già diramato il suo discorso, “Sono trascorsi 73 anni dalla proclamazione della Repubblica: 73 anni fa il popolo italiano – in tutte le sue componenti, uomini e donne, giovani e anziani, benestanti e nullatenenti – per la prima volta fu chiamato ad esprimere la propria scelta – afferma in un passaggio, quale segnale di partecipazione civile, di responsabilizzazione, di coinvolgimento concreto per determinare il destino del Paese. E fu, quella, una scelta di campo radicale non solo e non tanto fra due sistemi istituzionali opposti, fra due diverse forme di legittimazione del potere sovrano: la Monarchia o la Repubblica, ma soprattutto fra due modi di concepire il rapporto fra la persona e il potere e il popolo decise di scegliere per una visione della società che si regge sulla centralità della persona e dei suoi diritti rispetto allo Stato. Quel giorno per la prima volta i cittadini diventarono protagonisti del loro futuro. 

Sempre a Teramo 15 ragazzi del liceo Classico-musicale “M. Delfico”  a rappresentare la Regione Abruzzo  nel grande coro virtuale composto da una rappresentanza di studenti di tutte le regioni italiane, iniziativa promossa dal Ministero dell’Istruzione.

La Torre di Cerrano, simbolo della costa teramana, sarà illuminata con le luci tricolori domani sera (2 giugno 2020) al termine di una cerimonia organizzata per celebrare la Festa della Repubblica. L’iniziativa, coordinata dalla cooperativa Clematis, è a cura di Regione Abruzzo, Provincia di Teramo, Comuni di Pineto e Silvi e Amp Torre del Cerrano su una idea dello scenografo Paolo Cameli. Le luci resteranno accese tutto il mese di giugno 2020, tanto da rappresentare anche una sorta di lancio della stagione estiva per la costa teramana.
 
A Chieti  il prefetto Giacomo Barbato, sarà solo a onorare la memoria di quanti hanno dato la vita per lo Stato. Alle ore 9, in concomitazione con la manifestazione presieduta a Roma da Mattarella, deporrà una corona al monumento ai caduti, che si trova nella villa comunale. 

Tra le tante iniziative in altre città e comuni, si segnala per l’originalità quella a Rocca San Giovanni, in provincia di Chieti, dove saranno omaggiate con una bandiera le coppie che hanno contratto matrimonio nel corso del 2019.

 



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