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FUNIVIA GRAN SASSO: 'IN 50 IN UNA CORSA'
SG, ''ALTRO CHE DISTANZIAMENTO ANTI-COVID''

Pubblicazione: 29 giugno 2020 alle ore 13:21

L'AQUILA - "ll Centro Turistico del Gran Sasso mette a rischio la salute dei turisti e insulta gli operatori che rispettano le regole". 

La pesante accusa arriva dalla Sinistra giovanile dell'Aquila, che denuncia disservizi da Parte del Cgts, società a totale partecipazione del Comune dell’Aquila, e soprattutto che nella discesa delle 14 di ieri della funivia, i passeggeri erano circa una cinquantina. "Inutile dire che la distanza interpersonale non era minimamente rispettata. Da premettere che i turisti erano in fila per riscendere da poco dopo le 13, orario di partenza della corsa precedente. Nessun avviso, almeno nella stazione di Campo Imperatore, che segnalasse che la funivia era interrotta dalle 13 alle 14".  

LA NOTA COMPLETA

La stagione estiva ormai è iniziata già da un po’ e ieri il Gran Sasso, da Fonte Cerreto, passando per il piazzale di Campo Imperatore, fino ai sentieri, era stracolmo di escursionisti e di famiglie. La percezione che i turisti hanno in questa fase della montagna, e cioè di un luogo maggiormente sicuro rispetto ad altri in cui trascorrere il tempo libero e le vacanze, è estremamente positiva per il territorio e per chi in quel territorio ha investito e continua a farlo. Ma l’immagine che ieri abbiamo offerto, anche ai tanti provenienti da fuori città e fuori regione, era offensiva nei confronti dell’ambiente, dei turisti e degli operatori. 

Nei confronti dell’ambiente e dell’immenso patrimonio che non meriteremmo di avere: non è possibile non regolamentare il traffico e la sosta selvaggia nella zona del piazzale di Campo Imperatore, tra l’albergo, il rifugio, la stazione della funivia e l’osservatorio astronomico. Una zona abbandonata a sé stessa senza alcun controllo da parte del gestore: il Centro Turistico del Gran Sasso. Ci sarebbe molto da dire: mancanza di cartelli che indichino dove è possibile parcheggiare le auto o le moto e dove no (ad esempio intorno all’elisuperficie, per non mettere a rischio eventuali operazioni di soccorso); numero di posti auto prestabiliti e sosta a pagamento per consentire ricambio (la stagione estiva è già iniziata, non inizia a luglio); potenziamento delle corse della funivia.

Sulla funivia arriviamo all’episodio più grave della giornata di ieri e alla mancanza di rispetto nei confronti di turisti e operatori.
I turisti, o almeno la maggior parte di essi, rispettano le misure di prevenzione per la diffusione del Coronavrus. Lo stesso fanno gli operatori, essendo per loro previste importanti sanzioni in caso di negligenza o di mancanza di rispetto delle regole. Alcune attività sono state addirittura costrette a chiudere per l’impossibilità o la difficoltà nell’applicazione dei protocolli di sicurezza.

E sia i turisti che gli operatori si aspetterebbero che una società pubblica, in questo caso il Centro Turistico del Gran Sasso, dia il buon esempio al rispetto delle regole. Invece accade esattamente il contrario: turisti e operatori danno il buon esempio, fanno sforzi enormi, subiscono danni economici o maggiori esborsi e una società pubblica rischia di vanificare mesi di sacrifici con comportamenti irresponsabili e pericolosi, senza adeguarsi alle norme.

Veniamo ai fatti: corsa di discesa della funivia delle ore 14. Nella funivia circa 50 persone. Inutile dire che la distanza interpersonale non era minimamente rispettata. Da premettere che i turisti erano in fila per riscendere da poco dopo le 13, orario di partenza della corsa precedente. Nessun avviso, almeno nella stazione di Campo Imperatore, che segnalasse che la funivia era interrotta dalle 13 alle 14. Sembra che un cartello fosse alla biglietteria di Fonte Cerreto ma, ricordiamo all’amministratore unico del CTGS, non tutti quelli che scendono con la funivia ci sono anche saliti, ragion per cui sarebbe auspicabile dare informazioni anche nella stazione superiore.

Turisti imbestialiti, soprattutto chi nelle prime posizioni della fila, mai avrebbe pensato di dover essere costretto a un viaggio in quelle condizioni.

Il 16 maggio il Sindaco Biondi, in una delle sue dirette Facebook (in quel caso a bordo della funivia per il primo viaggio della ripartenza), annunciava che si ripartiva nel rispetto delle misure di sicurezza. Lo stesso faceva l’amministratore unico Pignatelli in alcune interviste, comunicando addirittura che la capienza massima fosse di 13 persone. Sembra, ma notizie ufficiali non ne abbiamo trovate, che la capienza sia stata in seguito aumentata. Certo è che una cabina con 50 persone a bordo è un fatto pericoloso e difficilmente trova conferma nelle norme nazionali o regionali, soprattutto perché resta fermo ovunque il principio del distanziamento interpersonale.

Il Centro Turistico del Gran Sasso, società a totale partecipazione del Comune dell’Aquila e affidataria del servizio di trasporto pubblico locale della Funivia del Gran Sasso, deve rispettare le norme come tutti gli altri gestori di traporto e più dei turisti e degli operatori economici. Non è accettabile che una società pubblica, che sarebbe tenuta per prima a far rispettare le misure di sicurezza, metta a rischio la salute degli avventori.

Leggerezze e comportamenti di questo tipo non sono certo un bel biglietto da visita per il Gran Sasso. Gestire le funivia in quel modo induce il frequentatore o a non tornare o a salire fino al piazzale di Campo Imperatore con la macchina, con un impatto significativo sull’inquinamento ambientale e acustico e con un’invasione selvaggia del piazzale stesso.

La responsabilità di un simile comportamento, oltre che di tutte le mancanze nella gestione del Gran Sasso, c’è ed è evidente: da una parte è del Centro Turistico del Gran Sasso, nella persona del suo amministratore unico, dall’altra del Sindaco stesso per tutte le promesse mancate e perché è lui che nomina l’amministratore del Centro Turistico.

Il Sindaco Biondi tratti questa questione con la stessa solerzia dimostrata in occasione del deprecabile gesto del ribaltamento dei birilli al Terminal di Collemaggio. Faccia sua questa immagine, la pubblichi sulle sue pagine social e, parafrasando quanto scriveva in quella occasione, si renda conto della pericolosità, superficialità, mancata consapevolezza dei sacrifici di tante persone, mancata percezione del pericolo; infine rimuova immediatamente l’amministratore unico del Centro Turistico del Gran Sasso per la gravità dell’accaduto.
 



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