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L'AQUILA: LO STORICO ACCONCIATORE SPATERNA RIPARTE, ''DOBBIAMO VINCERE PER FORZA''

Pubblicazione: 21 maggio 2020 alle ore 01:13

L’AQUILA – "Sono giorni di fuoco, ma i clienti hanno reagito bene. Questa per tutti noi è una sfida durissima che dobbiamo vincere per forza".

Finito il lockdown, concluso, causa emergenza Coronavirus, un periodo di serrande giù che sembrava non dovesse finire mai, anche lo storico acconciatore aquilano Gabriele Spaterna tira un sospiro di sollievo per un’attività finalmente riaperta.

Nella sua "bottega" nel centro commerciale Agorà, la "casa" scelta dopo il terremoto del 6 aprile 2009 che ha ferito il suo piccolo e leggendario spazio di via Sallustio, Spaterna ha ricominciato a tagliare i capelli a clienti vecchi e nuovi da lunedì scorso, giorno sacro, giorno del riposo, per quelli del suo settore, con tutti i dovuti accorgimenti.

"Sia io che i tanti clienti che hanno preso appuntamento ci siamo dimostrati all’altezza di questa nuova vita che ci tocca fare, speriamo non per sempre, per colpa del Coronavirus – dice ad AbruzzoWeb, a sera ormai consacrata, Spaterna – Vuol dire che abbiamo capito come comportarci, cosa fare e cosa non fare, quali strumenti usare, come usarli. Ed è già un ottimo segnale. Ora, però, bisogna fronteggiare la crisi economica che ha fatto male a molta gente".

"Ho avuto la fortuna – continua – di trovare, dopo il terremoto, un locale come si deve per continuare la mia attività. Con la 'botta' del Coronavirus, poter lavorare in spazi che permettono l’assoluto rispetto delle regole è qualcosa che reputo fondamentale. Certo (ride, ndr), qualcuno si è presentato con i capelli ridotti malissimo, ma io sono qui per 'aggiustarli' ed è quello che ho fatto e continuerò a fare".

"Il ritorno in centro? Non nego che mi manca il locale di una vita – dice ancora Spaterna – ma più passa il tempo e più rimetterci piede somiglia sempre più a un’utopia. L’Aquila ha già preso una sberla tremenda dal sisma, adesso ci si è messo pure il Covid-19 che ha colpito un centro storico che con fatica si stava rimettendo in piedi. La speranza c’è sempre, questo sì, però la sfida che ci troviamo a vivere è per certi aspetti più difficile di quella che ci ha imposto il terremoto. Qui regna l’incertezza, del resto è una crisi mondiale".

"Ora, però, ripeto, c’è soltanto da correre. Per vincere anche questa ennesima sfida".  (r.s.)



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