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L'AQUILA: SCOMPARSA GIOVANNI CIALONE, LA FAMIGLIA RINGRAZIA LA CITTA'

Pubblicazione: 27 giugno 2020 alle ore 16:54

L'AQUILA - Tante le persone che questa mattina hanno dato l'ultimo saluto a Giovanni Cialone, scomparso improvvisamente il 25 giugno scorso.

Cittadini e rappresentanti delle istituzioni questa mattina si sono riuniti a Villa Gioia, dove è stata allestita la camera ardente, per l'addio ad unvero e proprio  punto di riferimento per L'Aquila e non solo.

Ex assessore all’Ambiente, grande amante della sua terra, a tutela della quale ha portato avanti numerose battaglie, Cialone lascia un vuoto in quanti lo hanno conosciuto.

E proprio per questo stamattina in tanti si sono ritrovati a Villa Gioia, tanto che i familiari hanno voluto mettere nero su bianco il loro ringraziamento per la vicinanza. 

Di seguito la lettera dei familiari di Giovanni Cialone.

Se Giovanni avesse visto le decine di volti rigate dalle lacrime avrebbe detto: 'Che te piagni? Mo’ ci penso io e risolviamo'.

Con il suo solito sorriso accogliente con cui, siamo certi, lo ricorderanno tutti coloro che questa mattina hanno condiviso con noi il dolore e il ricordo per la scomparsa di un uomo che amava visceralmente questa terra.

E la terra non mente mai: se la ami contraccambia e testimonia quanto di buono e bello hai fatto per lei. 

Ringraziamo tutte le cittadine e i cittadini, amiche e amici di mille battaglie con cui condivideva le molteplici passioni, rappresentanti delle istituzioni tutte, per essereci stati vicini nel momento più difficile. Un sentito grazie a chi ha reso possibile, si è adoperato e lavorato affinché la camera ardente fosse allestita nella sala istituzionalmente più importante della città, quella del Consiglio comunale, e a quanti hanno voluto omaggiare Giovanni all'esterno dell'aula consiliare di Villa Gioia.

"Il vostro amore nei suoi confronti è un balsamo per i nostri cuori spezzati che proveremo a ricomporre per essere più forti".

Si è forti, quando non si capisce.

Si è forti nel pianto. 

Si è forti nell’abbandono. 

Si è forti quando tutto intorno crolla. 

Si è forti senza respiro. E quando si confondono i grigi. 

Quando l’unica voce è la propria, sola, rimbombante nel petto.

Per chi oggi non c’è più, per chi resta, si è forti.



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