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MONTESILIVANO: DIFFIDA ASSOCIAZIONI SU LAVORI VIA ALDO MORO

Pubblicazione: 20 giugno 2020 alle ore 15:18

MONTESILVANO - Una diffida al comune di Montesilvano contro l’avvio lavori per il progetto “Nuova viabilità ciclabile e veicolare – Via Aldo Moro” presentato a dicembre 2019 dal sindaco Ottavio De Martinis e dall’assessore all’Urbanistica Anthony Aliano.

FIAB Pescarabici, Mila Donnambiente Pescara, Ecoistituto Abruzzo, Ciclisti Anonimi Pescaresi, Italia Nostra Pescara, associazione di quartiere Saline Marina PP1 Montesilvano, associazione culturale Prospettiva Futura Montesilvano, associazione cittadina Montesilvano Anno Zero, associazione Civitas Ambiente e Cultura 

Le associazioni lamentano la "mancata consultazioni dei cittadini e portatori di interesse",  e ancora: "l'avvio parziale dei lavori con mancanza di copertura per l'intero progetto e senza alcun finanziamento attuale né per la pista ciclabile stessa, né per alcuna opera a verde, né arredo urbano, e addirittura nemmeno per segnaletica stradale e di sicurezza stradale. Il progetto riguarda unicamente il rialzo dell'intera carreggiata stradale per alcune centinaia di metri al livello del marciapiede e la copertura dei parcheggi laterali drenanti su strada, con asfalto stampato tipo "StreetPrint".

Non è chiaro chi sia il progettista delle opere, e se abbia il RUP comunale Ing. Scorrano le competenze tecniche per firmare un progetto stradale con la sua qualifica di ingegnere informatico.

Si rilevano inoltre le seguenti criticità tecniche: "Si varierebbe il tracciato della pista ciclabile esistente con un tracciato curvilineo e ondivago senza relazione con le caratteristiche di mobilità litoranea legate al tracciato della Ciclovia Adriatica Bike to Coast, del Sistema Nazionale delle Ciclovie Turistiche (SNCT - Bicitalia). Il progetto è incongruente con le Direttive MIT protocollo 375 del 20/772017, ALLEGATO A: "Requisiti di partecipazione e standard tecnici di progettazione per la realizzazione del Sistema Nazionale delle Ciclovie Turistiche (SNCT)" (Legge 2/18: "Disposizioni per lo sviluppo della mobilita' in bicicletta e la realizzazione della rete nazionale di percorribilita’ ciclistica").
Sono state rilevate diverse incoerenze progettuali riguardanti la sicurezza stradale, per il rialzo della carreggiata stradale per centinaia di metri, con obbligo di moderazione delle della velocità, incoerente con le geometrie stradali adottate; per il tracciato del percorso ciclabile che intersecherebbe più volte il tracciato pedonale e quello veicolare; per l'ipotesi di tracciati ciclabili ondulati che, oltre che incoerenti con la domanda di mobilità sostenibile litoranea, anche consumatori di preziose aree della spiaggia e nella pineta litoranea assolutamente inalienabili.

Sono ipotizzati anche rilevanti danni erariali per "aumento dei costi di manutenzione della rete stradale, privata di sistemi di protezione dal vento, dalla sabbia e dalle mareggiate e "aumento della pericolosità stradale, soprattutto per gli utenti deboli, ciclisti e pedoni, a contatto con il pericoloso traffico veicolare lungomare senza protezioni e con numerosi irrazionali attraversamenti e intersezioni".
 



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