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CITTADINO BARREA, ''FUORI CONTROLLO MORDI E FUGGI DUE RUOTE DA LAZIO E CAMPANIA, SENZA REGOLE A RISCHIO SICUREZZA E TURISMO INCENTRATO SU NATURA INCONTAMINATA''

PARCO ABRUZZO: INVASIONE MOTO E RUMORE,
'LIMITARE VELOCITA', NON SIAMO INDIANAPOLIS!'

Pubblicazione: 11 luglio 2020 alle ore 06:58

L'AQUILA - "È incredibile che dopo cinque ore di cammino per raggiungere le vette più belle del parco e godere di pace e visuali mozzafiato, magari in compagnia di qualche camoscio, si debba essere disturbati dall’onnipresente rombo di moto da circuito, manco fossimo a Indianapolis o a Maranello. Per non parlare poi del rischio su strada per i pedoni, i ciclisti o semplicemente visitatori che con auto o camper attraversano le nostre strade". 

Lo sfogo, ad AbruzzoWeb, è di Andrea Antonaci, cittadino di Barrea, comune che si specchia nell'omonimo lago nel cuore del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.

A questa testata assicura di farsi interprete del pensiero di molti residenti e turisti, davanti a quella che definisce una vera e propria invasione delle due ruote, provenienti in particolare dal basso Lazio e dalla Campania, nei fine settimana e con modalità "mordi e fuggi", portandosi da mangiare da casa, "lasciando sul territorio ben pochi soldi, e sopratutto smog e rumore".

Questo anche grazie alla grande opera di rifacimento del manto stradale e manutenzione della rete viaria, decisa dal presidente della Provincia dell'Aquila, Angelo Caruso, sindaco di Castel di Sangro.

La goccia che aveva fatto traboccare il vaso era stato un incidente avvenuto nell'aprile 2018 sulla strada regionale 83 Marsicana, con un motociclista deceduto dopo essere caduto su una buca.

La Procura della Repubblica di Sulmona ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, con il possobile conivolgimeto dei dirigenti della Provincia, che ha la delega alla manutenzione stradale. Da qui la decisione della chiusura  precauzionale a moto e biciclette delle strade provinciali potenzialmente pericolose.

Se prima dunque il problema era rappresentato dalle buche killer, ora il problema è opposto: le ottime condizioni del manto stradale attraggono un numero sempre maggiore di motociclisti. Troppi, e troppo rumorosi, spiega però Antonaci, che invita a porre almeno limiti di velocità, come si sta facendo sui passi dolomitici, in Provincia di Trento. 

"Di fatto si assiste ad un uso improprio delle strade del parco - spiega il cittadino -, in particolar modo ogni santo weekend, da parte di motociclisti attempati e più giovani che guidano a velocità folli i loro bolidi, lungo le curve ed i tornanti del parco, dove il limite di velocità è sicuramente inferiore ai 200 km/h. Numericamente negli anni il turismo motociclistico è aumentato grazie anche alla sponsorizzazzione di uno dei circuiti più belli del centro Italia, che passa dalle Gole del Sagittario per poi scendere lungo le sponde del lago di Barrea. Da ciclista, naturalista e residente del parco è sempre più tangibile quanto determinati comportamenti incivili e pericolosi si sposano poco con l’area naturale protetta nella quale si vive".

Spiega dunque Antonaci: "la stragrande maggioranza di turisti sono spinti dalla possibilità di incontrare una fauna di prossimità, ovviamente messa a rischio, se si sfreccia a determinate velocità nonostante i divieti. Da qualche giorno si è raggiunto poi un incredibile traguardo con la cessazione dei fuochi pirotecnici in alcune aree del parco con risparmi economici importanti e soprattutto la cessazione di shock acustici che disturbano la fauna locale senza senso. Serve a poco se oramai all'altezza dei valichi la colonna sonora dell'area protetta, davvero poco a tema, è diventato il rombo costante delle motociclette".

"La crisi che ha determinato il covid ovviamente spinge tutti gli esercenti a favorire qualsiasi forma di commercio come giusto sia, e per fortuna aggiungerei. Tuttavia le istituzioni tutte dovrebbero sensibilizzare e stimolare questi piloti provetti a modificare il loro comportamento e a godere maggiormente del posto piuttosto che un fugace passaggio quotidiano", aggiunge Antonaci.

Infine l'invito a prendere ad esempio la provincia di Trento, dove passi dolomitici, dentro le aree protette e non, sono aperti alle motociclette, ma si deve procedere a velocità moderata, a meno 60 chilometri orari.

La decisione è stata presa dopo la catena di incidenti delle scorse settimane. Saranno anche intensificati i controlli e sono già in via di installazione nuovi cartelli bifacciali per sensibilizzare i motociclisti che attraversano il Trentino durante la bella stagione.

 



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