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DOPO IL TENTATIVO, SVENTATO, DA PARTE DELLA REGIONE PUGLIA, DI MODIFICA IN RIUNIONE TECNICA DELLA CONFERENZA REGIONI, VICE PRESIDENTE GIUNTA CON DELEGA AGRICOLTURA DIFENDE NORMA CHE DA' PRIORITA' AD ABRUZZESI PER ASSEGNAZIONE TERRENI

PASCOLI: IMPRUDENTE, ''ABRUZZO ASSEDIATO'' ''LEGGE DA' FASTIDIO, MA GUAI A CHI LA TOCCA''

Pubblicazione: 04 giugno 2020 alle ore 07:30

L'AQUILA - “Si ha come l’impressione che la Regione Abruzzo, da quando ha approvato la nuova normativa sulla concessione dei pascoli, sia finita sotto assedio. Spero che quanto accaduto non sia parte di un disegno più ampio”.

Dure affermazioni, quelle del vice presidente della Regione Abruzzo con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, della Lega, commentando il grave caso legato alla cosiddetta ‘mafia dei pascoli’, fatto emergere da Abruzzoweb: il salviniano parla della vera e propria crisi diplomatica con la Puglia, capofila delle Regioni italiane sul tema dell’agricoltura, innescata dal tentativo, poi fallito in extremis per l’intervento dei vertici politici abruzzesi, di modificare in sordina, in sede di riunione tecnica del 29 maggio del Coordinamento interregionale della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, la nuova legge regionale abruzzese, a marchio leghista, approvata nell’ambito del Cura Abruzzo. Una riforma che dà priorità agli allevatori abruzzesi nell’assegnazione dei pascoli, questo per sbarrare la strada a imprese che provengono da fuori e che accaparrano terreni non tanto per fare davvero zootecnia, ma per accedere ai ricchi finanziamenti europei erogati dall’Agea, (Agenzia per le erogazioni in agricoltura), potendo contare sul diritto di avere in tutta Italia, contributi multipli rispetto ai piccoli allevatori abruzzesi, in virtù di produzioni di maggior pregio all’attivo. Una modifica tentata con una ‘sveltina’ alla luce del fatto che all’ordine del giorno è stata inserita ll’insaputa della politica abruzzese. Business che coinvolge molte imprese zootecniche pugliesi, sulla traiettoria dell’antica transumanza, ed il sospetto è che siano state loro ad aver fatto pressione, per affossare in qualche modo la nuova legge, sul presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, Partito democratico, che è anche il coordinatore della Commissione politiche agricole della conferenza delle Regioni e sul ministro dell’Agricoltura, Teresa Bellanova, di Italia viva, pugliese anche lei, e che peraltro ha lanciato da Roma un'offensiva contro la norma abruzzese di cui si contesta la costituzionalità. Il punto incriminato che prevedeva la modifica della norma abruzzese nella riunione del 28 maggio è poi saltata, a seguito di una lettera di fuoco inviata da Imprudente il giorno prima. Il coordinamento si è così riunito ieri pomeriggio su altri temi, con la partecipazione per Abruzzo, del direttore del dipartimento agricoltura Elena Sico, e il direttore Affari della presidenza e Affari legislativi del Consiglio regionale, Francesca Di Muro. Resta il grave ingerenza che qualcuno ha tentato di effettuare.

“Io non voglio parlare di crisi diplomatica con la Regione Puglia – afferma Imprudente -, resta il fatto che è a dir poco irrituale che un'altra Regione si faccia promotrice in sede di Conferenza di un ordine del giorno che riguarda la modifica di una norma approvata da un'altra Regione, senza nemmeno coinvolgerla preventivamente come dovrebbe essere ovvio. Legge frutto tra l’altro di un lungo confronto perché una norma condivisa con tutte le associazioni agricole e il mondo della zootecnia abruzzese”.

Ed avverte ancora: “nessuno si permetta di mettere in discussione l’autonomia dell’Abruzzo e degli abruzzesi. Ho consapevolezza che la nostra legge dia fastidio a chi ha interessi nel business dei titoli Agea, ma una cosa è certa: non permetteremo a nessuno di toccarla e depotenziarla”.



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