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ANCORA SCONTRI NEL COMITATO COMUNICAZIONE ABRUZZO, COMPONENTE ANZIANO SCRIVE A SOSPIRI: ''HA FATTO PIU' DI TRE ASSENZE NON GIUSTIFICATE'', NON SANATI CONFLITTI IN PERIODO VACATIO PRIMA DI NOMINA A PRESIDENTE DI LA RANA

REGIONE: SEDUTE DISERTATE IN CDA CORECOM,
GENTILE CHIEDE DECADENZA DI RIDOLFI

Pubblicazione: 21 maggio 2020 alle ore 08:59

L'AQUILA - Non c’è pace nel Corecom Abruzzo: archiviati i contenziosi dell’ex presidente decaduto anzitempo Filippo Lucci, e la nomina, dopo mesi di vacatio, del suo successore, Giuseppe La Rana, deflagra ora lo scontro tra i due componenti del cda del comitato regionale che si occupa di telecomunicazioni e contenziosi con le compagnie telefoniche. 

Ottaviano Gentile ha chiesto infatti la decadenza della collega Michela Ridolfi, "rea" di non essere intervenuta alle riunioni del comitato per più di tre sedute consecutive e “senza giustificato motivo”, in una lettera inviata nei giorni scorsi al presidente del Consiglio Regionale, Lorenzo Sospiri, Forza Italia, al neo presidente La Rana e per conoscenza al vice presidente del consiglio regionale, Domenico Pettinari, del Movimento 5 stelle. 

Le assenze ingiustificate si sarebbero verificate proprio nel periodo in cui, essendo vacante la carica del presidente, le riunioni le convocava lo stesso Gentile, in qualità di consigliere anziano e dunque di presidente vicario e precisamente il 12 e 19 settembre scorso il 2, 17 e 29 ottobre, il 5, 21, 28 novembre, il 12 dicembre e l’8 gennaio. In base alle norme che regolano il Corecom, spiega dunque Gentile, “il presidente e gli altri componenti del Comitato decadono dall'incarico, “qualora non intervengano, senza giustificato motivo, a tre sedute consecutive ovvero ad un numero di sedute pari alla metà di quelle effettuate nell'anno solare”.

Le assenze stigmatizzate da Gentile fanno riferimento al periodo di paralisi in cui si è venuto a trovare l'organismo regionale, iniziato a settembre, allorché è andato via Filippo Lucci, per i raggiunti dieci anni in carica. Decadenza contro cui Lucci ha fatto ricorso, scattata con la norma approvata a luglio dal centrodestra di Marco Marsilio, Fratelli d’Italia, che ha compresso la durata del suo mandato, calcolando anche i periodi di prorogatio nella durata massima del mandato. La vacatio, terminata solo a metà gennaio con la nomina, a seguito del bando a cui anche Gentile e Ridolfi hanno partecipato, di Giuseppe La Rana, 33 anni direttore dell’associazione di imprese Assovasto, in quota Lega. 

La Rana resterà in carica però non 5 anni, ma solo uno, fino al 20 ottobre 2020, al fine di allineare il mandato presidenziale con quello dei due componenti che scadono anche loro in quella data. Poi andrà fatto un nuovo bando per tutta la terna. 

Gentile nell'interregno aveva denunciato a più riprese il drammatico stallo dell’organismo, a discapito di cittadini che attendevano l’esito delle vertenze con le compagnie telefoniche e gli eventuali ristori, e le televisioni locali che non si vedevano riconosciute le quote di rimborso per i messaggi autogestiti gratuiti. 

Le riunioni che convocava però Gentile sono state regolarmente disertate da Ridolfi. 

Non per mero assenteismo, va però detto, ma perché era intanto sorto un corto-circuito nell'interpretazione delle norme: è accaduto infatti che per un controverso parere dell'Avvocatura della Giunta regionale, il cda del Corecom è stato considerato "perfetto", ovvero non si può riunire in assenza del presidente, nè può deliberare. 

Parere smentito dal servizio "Legislativo, qualità della legislazione e studi" del Consiglio regionale per cui il Corecom invece è un cda "imperfetto", e può auto-convocarsi anche senza presidente. 

Nel dubbio però la componente Ridolfi ha disertato le riunioni convocate da Gentile, per suo sommo disappunto . E ora ha apparecchiato la "vendetta".

Nella lettera a Sospiri, Gentile ricorda che “i Presidente del Consiglio regionale, d'ufficio o su segnalazione del Presidente del Comitato, entro sette giorni da quello in cui è venuto a conoscenza della causa di decadenza, la contesta per iscritto all'interessato, con invito a rimuoverla entro trenta giorni. L'interessato, entro trenta giorni dalla contestazione, può presentare osservazioni e controdeduzioni. Entro i successivi dieci giorni, il Presidente del Consiglio regionale, qualora la causa di decadenza risulti insussistente o sia stata rimossa, archivia il procedimento; in caso contrario propone al Consiglio regionale l'adozione della deliberazione di decadenza”. 

Fa infine notare che “la componente Michela Ridolfi ha regolarmente percepito per circa sei mesi le competenze previste per i componenti Corecom". (f.t.)



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