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SANITA' TRA VISITE RIMANDATE E CAOS: MAMMA AQUILANA DENUNCIA, 'NON ESISTE SOLO COVID'

Pubblicazione: 20 giugno 2020 alle ore 08:00

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L’AQUILA – Non si fermano le polemiche e le denunce da parte degli utenti sulla sanità abruzzese che, tra caos e lunghe file al Centro Unico di Prenotazione (Cup), visite rinviate o annullate e una comunicazione poco lineare tra i vari reparti, sembra sempre più in difficoltà nella ripartenza post-Covid.

Uno spaccato preoccupante emerge dall'ospedale "San Salvatore" del capoluogo abruzzese, ma i disagi sono segnalati in tutte le Asl abruzzesi: La denuncia arriva ad AbruzzoWeb da una giovane mamma aquilana che ha dato alla luce il suo bambino in piena emergenza sanitaria. 

“Sono scioccata dalla gestione da parte della Asl delle visite e delle cure che non riguardano il Covid-19. Esistono ancora altre patologie, altre malattie, le persone stanno male per tantissimi motivi, non esiste solo il Coronavirus, ma forse lo hanno dimenticato”, tuona, rivolgendosi ai vertici della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila e in particolare al manager, Roberto Testa.

L’aquilana, da pochi mesi mamma, racconta di aver vissuto “uno dei momenti più belli ed emozionanti”, in un clima di grande tensione a livello nazionale, inoltre “mio figlio è stato ricoverato subito nel reparto di Terapia intensiva neonatale (Tin) e adesso ha bisogno di diverse visite che, però, stanno rimandando”.

 All’uscita dall’ospedale, spiega ancora, “i medici hanno fissato tutti i controlli necessari, dallo screening all’anca alla visita oculistica, tutto nero su bianco per evitare problemi. Ma – dichiara – alla fine ci vengono puntualmente rimandate e noi genitori siamo costretti a rivolgersi a strutture private. Questa stessa situazione assurda  la stanno vivendo anche tanti altri neogenitori e non è possibile”.

Da quanto riferito i controlli sono stati rimandati alla luce dei protocolli anti-Covid, dunque per evitare i contagi, ma “è solo una scusa” secondo la neomamma, che accusa la Asl dell’Aquila: “Nel nostro territorio fortunatamente non ci sono stati molti casi di contagio e addirittura possiamo dire, stando agli studi e ai report pubblicati in questi mesi, che il capoluogo abruzzese è una delle aree meno colpite. Quindi perché tutte queste difficoltà? Perché in questa situazione non facile anche da un punto di vista economico bisogna rivolgersi al privato?”, conclude.

Ma le criticità sono state registrate in diversi reparti. “Mi è stata annullata una vita senologica – racconta un’altra utente – Faccio controlli periodici perché ho ‘familiarità’ nei casi di tumore al seno. Non parliamo di un controllo ‘urgente’, ma fondamentale, perché sono anni che la stessa Asl dell’Aquila organizza campagne e convegni per sensibilizzare la popolazione sull’importanza della prevenzione, ma alla fine non è possibile farla. Insomma, si predica bene e si razzola male”, conclude.
Nei giorni scorsi, poi, ci sono state segnalazioni sulla difficilissima situazione in cui si trovano il Cup dell’ospedale “San Salvatore” e diversi distretti sanitari della Asl 1.

Tra prevedibili lunghe file post-emergenza e altre difficoltà di varia natura, a lamentarsi non sono stati soltanto gli utenti, ma anche gli stessi operatori, alcuni dei quali lasciati soli a gestire grandi flussi di cittadini.

Sullo sfondo l’incertezza sulle liste d’attesa, uffici ancora chiusi, turni e orari ridotti, gravi problemi di connessione internet e criticità a più livelli.

Le stesse tensioni si respirano anche all’Ex Onpi dell’Aquila e in altri uffici del territorio, nonostante il manager della Asl 1 abbia ricordato recentemente che “La Asl è presente su tutto il comprensorio provinciale con 29 sedi, che comprendono 47 sportelli, in cui l’utente può compiere tutte le operazioni di cui ha bisogno”, ma abbia anche inserito tra le sedi Cup aperte quella di Pizzoli, ancora chiusa.

Dopo oltre due mesi di stop per evitare contagi legati al Coronavirus, sono ripartite tutte le attività ambulatoriali negli ospedali abruzzesi, test diagnostici correlati agli screening oncologici e i ricoveri programmati.

Tuttavia, come denunciato ad AbruzzoWeb da Primo Cipriani, segretario regionale Uil trasporti, e Teresa Circi, delegata della segreteria regionale Uil trasporti, nei giorni scorsi, "come da disposizioni, si stanno prenotando solo visite urgenti entro 78 ore, quelle brevi entro 10 giorni e quelle differibili entro 30 giorni, ma tutte le prenotazioni ordinarie ancora non sono ripartite ed è stato riavviato soltanto il servizio intramoenia".

La speranza degli utenti è che “si decida finalmente di investire sulla sanità pubblica in modo mirato, senza prendere scuse sciocche; a L’Aquila abbiamo reparti che possono essere considerati il fiore all’occhiello della sanità abruzzese, non buttiamo anche quel poco che c’è di buono”.



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