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TURISMO: CALI FATTURATO FINO A 75 PER CENTO, CANCELLAZIONI PER TUTTA L'ESTATE

Pubblicazione: 24 giugno 2020 alle ore 19:52

ROMA - L'impatto dello tsunami Covid-19 sul turismo italiano (con cali di fatturato su tutto il 2020 dal 50% al 75%, cancellazioni per tutta l'estate fino ad agosto, e crollo su marzo di arrivi internazionali -83,4% e spesa dei turisti stranieri -83,4%) ma anche i cambiamenti piccoli e grandi (dall'emergere delle regioni che si dimostreranno più"sicure" all'imporsi dei viaggi green, enogastronomici e legati alle tradizioni locali). 

Sono i punti salienti della web conference organizzata da Ciset e Ca' Foscari Alumni sull'indagine sul turismo "post Covid-19" realizzata tramite la vasta comunità di ex partecipanti al Master in Economia e Gestione del Turismo, giunto alla 27/a edizione, e oggi impegnati in vari ruoli nel settore turistico italiano. 

Il primo dato emerso è il calo generalizzato del fatturato, a causa della contrazione della domanda: in rapporto ai 2 anni precedenti, il 30% stima un decremento annuale dal 50% al 75% e il 24% un decremento del fatturato per il 2020 superiore al 75%. 

Confrontando i due settori più rappresentati, hospitality e intermediazione, quest'ultimo subisce l'impatto più pesante con una diminuzione stimata di oltre il 75%. 

Cancellazioni o cali di richieste vengono registrati in maniera più considerevole per tutta l'estate, fino alla fine di agosto, sia per il settore dell'ospitalità che dell'intermediazione. 

Così si tradurrebbe, secondo i partecipanti all'indagine, il calo del 41% di arrivi stimato da Tourism Economics e riportato da Enit.

Gli intervistati sottolineano come sia necessario puntare sulla creazione di destinazioni meno affollate e più vivibili, cercando di limitare il "turismo di massa" e valorizzando destinazioni secondarie. 

L'arma vincente per il turismo di domani dovrà riservare anche maggiore attenzione all'ambiente, favorendo una mobilità dolce e incentivando l'uso dei mezzi pubblici. 

Inoltre, gli intervistati suggeriscono di favorire un turismo di prossimità riducendo gli impatti legati agli spostamenti. 

Aspetto importante è anche quello della valorizzazione del Made in Italy e dei prodotti locali. 

Tra gli elementi che assumeranno maggior rilievo nella scelta della vacanza post Covid-19 la flessibilità nelle prenotazioni, le misure sanitarie adottate dagli operatori e le iniziative messe in atto per monitorare e gestire i visitatori all'interno delle destinazioni. 

Alcuni ipotizzano che il segmento dei viaggi di gruppo sparirà per poi riprendersi ma con gruppi più piccoli di 10/15 persone al massimo. 

Difficilmente riprenderanno i grandi gruppi da più di 50 persone, mentre il segmento dei turisti over 65 sarà poco propenso al viaggio. 

Gli impatti non si manifesteranno in modo uguale per tutti. 

I viaggi a lungo raggio faranno più fatica a riprendere rispetto a quelli di medio e corto raggio, rendendo più vulnerabili quelle destinazioni maggiormente dipendenti da turisti provenienti da mercati lontani.



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