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SINDACO 'ASPETTIAMO DA 13 ANNI, VIA AI LAVORI CON PROGETTO E FONDI DISPONIBILI, ED EDISON PAGHI IL CONTO'; FORUM H20, ''RISCHIO RICORSI ATTUALI AGGIUDICATARI''; GERARDIS, 'NO SCONTRO LEGALE MA GARANZIE SU INTERVENTO'

VELENI BUSSI: LAGATTA, 'NO ANNULLAMENTO GARA, SUBITO BONIFICA O QUERELO MINISTERO'

Pubblicazione: 18 maggio 2020 alle ore 17:47

PESCARA -  "Il ministero dell'Ambiente mi ha fatto sapere che ha intenzione di annullare la gara d'appalto per la bonifica delle aree 2A e 2B, sulla base di un parere di un Consiglio superiore dei lavori pubblici che noi peraltro contestiamo. Io ho replicato annunciando che in settimana mi recherò in Procura per sporgere querela contro il ministero per omessa bonifica".

Ad affermarlo il sindaco di Bussi sul Tirino (Pescara), Salvatore Lagatta, in riferimento alla tormentata vicenda della bonifica delle tonnellate di veleni delle discariche 2a e 2b che da 13 anni inquinano falde e terreni tra il centro abitato e il polo chimico del comune pescarese.

Per il sindaco è "altrettanto grave consentire alla Edison, dichiarata responsabile dell’inquinamento, di presentare un nuovo progetto che prevede non la rimozione ma un semplice ‘capping’ dei veleni, con tempi che si allungheranno a dismisura. Piuttosto vengano avviati subito i lavori di rimozione totale e definitiva, con il progetto già approvato e i fondi già in cassa, imputando poi i costi alla società”.  

A seguito della rivelazione del sindaco Lagatta sull'annullamento della gara, interviene con una durissima nota Augusto De Sancits del Forum H2o: "Il ministero dell'Ambiente non sta perseguendo l'interesse della bonifica del sito inquinato di Bussi e il rischio, a questo punto, è da una parte che si finisca per accantonare il progetto originario di bonifica, per abbracciarne uno nuovo meno incisivo, e dall'altro che la ditta aggiudicataria dell'appalto, in caso di annullamento della gara, si rivalga sul ministero, con un ingente dispendio di risorse per la collettività".

Getta invece acqua sul fuoco  l'avvocato dello Stato Cristina Gerardis, ex dg della Regione Abruzzo. "Credo che la cosa migliore sia evitare querele e contenziosi, e cercare di raggiungere l'obiettivo comune attraverso il confronto, magari pretendendo che Edison intervenga bene e in fretta, ma anche con la garanzia che quei 48 milioni della contabilità speciale, ereditati dal ministero dell'Ambiente per la bonifica, restino sul territorio e siano ad esempio utilizzati per il rilancio industriale della Val Pescara una volta fatta la bonifica". 

Questi i fatti che hanno acceso la miccia delle polemiche: una sentenza del 6 aprile scorso del Consiglio di Stato ha confermato responsabile del disastro ambientale la Edison, che ha operato nel polo chimico fino al 2012. Sarà ora la multinazionale  a dover coprire i costi della bonifica, in quella che è stata ribattezzata la discarica dei veleni. L’Amministrazione comunale al fianco della Regione Abruzzo esprime però preoccupazione per la decisione del Ministero dell’Ambiente, di cui è titolare il pentastellato Sergio Costa, di annullare la gara per i lavori di bonifica aggiudicata a febbraio 2018, ad un raggruppamento d'imprese guidato dall'azienda belga Dec-Deme, a cui però non è mai stato firmato il contratto per poter avviare i lavori.

Il Ministero ha inoltre invitato la Edison a proporre un nuovo progetto di intervento. Quando però un progetto di rimozione integrale e definitiva dei veleni già esiste, quello redatto dal commissario Adriano Goio nel 2014, tenuto conto che la legge finanziaria del 2016, in attesa dell’individuazione del responsabile dell’inquinamento, aveva stanziato intanto per l’intervento 50 milioni di euro a valere sui fondi della ricostruzione post-sismica 2009, vincolati anche per la reindustrializzazione del sito. Per favorire l’intervento, il Comune di Bussi ha anche acquisito l’area contaminata.

A seguito della sentenza del Consiglio di Stato, il 24 aprile scorso, il Comune di Bussi ha inviato l’ennesima diffida al Ministero, invitandolo a dare finalmente avvio alla bonifica.

Ed ora rivela il sindaco Lagatta, “siamo venuti a sapere che il 28 aprile il Ministero ha inviato una lettera alla Edison diffidandola a dare inizio ai lavori di messa in sicurezza e bonifica, con la facoltà di presentare un progetto alternativo, rispetto a quello oggetto di procedura di gara. Il 6 maggio Edison, inoltre, ha comunicato al Comune di Bussi l’esigenza di fare un sopralluogo sulle discariche 2a e 2b dovendo procedere alla copertura di dette aree, con un capping, che è cosa ben diversa dalla rimozione prevista nel progetto”.

Il Comune ha così contattato il ministero, evidenziando che “la Edison non sta presentando alcun progetto di bonifica”.

E soprattutto, rende noto il sindaco, “Il Ministero mi ha comunicato che  a giorni procederà all'annullamento della gara”.

“Ogni commento è superfluo - dichiara dunque Lagatta -: il gruppo imprenditoriale Edison che da sempre mostra totale disaffezione al territorio oltre che per il dato specifico di essere inquinatore anche per aver mostrato insofferenza e aperte resistenze a partecipare spontaneamente alla parte del procedimento finalizzato alla bonifica, viene di nuovo legittimato a decidere sul territorio, questa volta per volere del Ministero dell’Ambiente”.

Il ministero insomma sta facendo "un regalo ad Edison, che sta investendo ingenti risorse sul piano legale per evitare che si crei un precedente per situazioni analoghe - aggiunge il sindaco - ed è in atto uno scontro interno al ministero che è iniziato in seguito all'entrata in carica del ministro Costa".

“In tredici anni di ritardi e lentezze amministrative - incalza il sindaco - si è comunque dato seguito ad un programma nazionale di bonifica, collegato ad interventi di riconversione industriale per il quale risultano stanziati 50 milioni di euro, cui è seguita la approvazione di un progetto preliminare, la stipula di un accordo di programma che ha previsto il passaggio alla mano pubblica dei terreni per consentire la bonifica, la indizione e la aggiudicazione di una gara pubblica per l’affidamento di lavori. Non è realistico affermare che i suddetti passaggi siano cancellabili con un colpo di spugna”.

“Attendere il compimento di ogni nuovo avanzamento da un Ministero, – aggiunge il sindaco -, sembrava già un calvario insopportabile per un territorio i cui cittadini da troppi anni reclamano giustizia ed avevano intravisto una luce solo a seguito dello stanziamento economico dedicato. Figuriamoci ipotizzare oggi l’annullamento di ogni fase realizzata per ritrovarsi nella sede incerta di una iniziativa da ricominciare da zero e soprattutto, svolta affidandosi ad un ‘progetto alternativo’ dell’inquinatore”.

Il sindaco dunque chiede che il Comune di Bussi sia affiancato da tutte le istituzioni locali, da quella regionale alla Provincia e dai Comuni della Val Pescara, "nell'esclusivo interesse del territorio, per avere la garanzia che venga attivata piuttosto ogni azione necessaria affinché Edison rimborsi i costi della bonifica, e per avere la certezza sul mantenimento della destinazione al territorio dei 50 milioni messi a disposizione con apposita norma, anche per le opere successive a quelle di bonifica”.

Nel caso venga annullata la gara, il sindaco ricorda poi che è facoltà delle stazioni appaltanti “anche in caso di inadeguatezza dell’offerta dell’aggiudicatario, di risparmiare tempo e risorse attraverso interpello progressivo degli altri soggetti che hanno partecipato all'originaria procedura”, senza dover annullare la gara e ricominciare da zero.

Infine aggiunge Lagatta, invece di riscrivere il progetto definitivo contenuto nelle offerte tecniche, “è possibile procedere ad una sua valutazione approfondita sulla scorta dei rilievi emersi dal parere reso dal Consiglio dei Lavori pubblici, disponendo, qualora sia opportuno, soltanto i relativi adeguamenti”.

A questo proposito, Lagatta replica al capogruppo M5S Sara Marcozzi, che aveva parlato di “un progetto di appalto per i lavori di bonifica parziale e incompleto, con una procedura di gara con criticità e potenziali vizi di forma, come già evidenziato sia dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici che dall'Avvocatura dello Stato”.

Affermazione prive di fondamento, replica il sindaco Lagatta: “La consigliera Marcozzi si è addentrata in una ricostruzione dei fatti che mi limito a definire inesatta. si appella, per rafforzare la sua tesi, ad un parere reso dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, che ha rilevato criticità e potenziali vizi di forma, con un ritardo di due anni, dalla aggiudicazione e per carenze che riguardano unicamente il progetto definitivo presentato dall’Rti aggiudicatario, e non per il progetto preliminare posto a base di gara. Infine è una considerazione al di fuori di ogni logica affermare che la sentenza del Consiglio di Stato che individua il responsabile dell’inquinamento è il presupposto di annullamento del procedimento di bonifica in corso”, conclude il primo cittadino.

A salire sulle barricate anche il Forum h20, che da anni si batte per la bonifica del sito di Bussi, non solo la discarica 2a e 2b, ma l'ancor più grande discarica Tremoti, in "ammollo" sul fiume Tirino

"E' da diversi mesi che la dirigenza del ministero paventa l'annullamento della gara sulla base del parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici - afferma De Sancits -. Un parere che peraltro non si oppone all'affidamento, ma si limita ad evidenziare alcune criticità del progetto, risolvibili con delle varianti".

L'esponente del Forum H2o aggiunge che "occorre fare presto, perché ogni giorno che passa quelle sostanze inquinanti continuano a produrre effetti nefasti sull'ambiente circostante" e mette in guardia dal rischio di "tornare a progetti di bonifica insufficienti, come quello del tombamento, contro cui all'epoca ci opponemmo duramente, tanto che anche il commissario Goio ritenne necessario optare per progetti più incisivi, che passassero per la rimozione delle sostanze inquinati".In conclusione De Sanctis fa sapere che "è inspiegabile l'atteggiamento di opacità del ministero, che non ci fornisce gli atti relativi alla gara, nonostante anche l'Anac sia stato sancito il nostro diritto a consultarli". 

Gerardis invece spiega che "la sentenza del Consiglio Stato stabilisce, in ultima istanza, che il provvedimento con il quale la Provincia di Pescara ha individuato Edison come responsabile dell'inquinamento è legittimo. Il problema giuridico è innanzitutto che secondo il ministero ciò solleva l'amministrazione statale dal dovere intervenire con proprie risorse, poiché spetta ad Edison intervenire su quelle aree, e poi che il Consiglio superiore dei lavori pubblici ritiene che il progetto non sia sufficientemente dettagliato".

Un problema, quest'ultimo, che a giudizio del sindaco Lagatta potrebbe essere come detto superato con una serie di integrazioni.

"Al riguardo il ministero ha chiesto un parere all'avvocatura dello Stato - fa sapere Gerardis - e la risposta è stata che, in queste condizioni, il ministero può procedere ad annullare la gara".Geardis dice di comprendere "che il sindaco sia esasperato, anche perché l'Arta in quelle aree ha rilevato la presenza di inquinanti nell'aria, e che abbia dei timori circa il fatto che il ministero possa consentire all'azienda di compiere un intervento al risparmio", ma invita tutti a non fossilizzarsi sulle rispettive posizioni e ad individuare una "soluzione condivisa".

 



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