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ALL'INDOMANI VISITA SALVINI E BENEDIZIONE CANDIDATO LEGHISTA DI STEFANO, ASSESSORE REGIONALE AUTOSOSPESO DA AZZURRI SUONA CARICA, ''DI IORIO VERA NOVITA', VINCERA' COME CIVICO COSTANTINI, CONTRO PARTITI CONTRARI Alla BASE'

VOTO CHIETI: 'ESPONENTI FI SONO CON ME'
IL RIBELLE FEBBO, 'FINIRA' COME A GIULIANOVA'

Pubblicazione: 26 giugno 2020 alle ore 08:00

CHIETI - “Forza Italia appoggerà Di Stefano? Liberi di farlo, non è più il mio partito, ma ricordo che tutti i consiglieri comunali uscenti azzurri sono con me e per Di Iorio. Credo proprio che a Chieti andrà a finire come a Giulianova…”

Con buona pace della tanto decantata unità del centrodestra, all’indomani della visita del leader della Lega, Matteo Salvini a Chieti, per benedire, per la seconda volta, la candidatura a sindaco del leghista Fabrizio Di Stefano, ex parlamentare e consigliere regionale aennino, l’assessore regionale “ribelle” Mauro Febbo, fedele alla sua guerresca tempra, sguaina la sciabola e attacca il partito, Forza Italia, da cui si è ieri autosospeso, per sostenere la candidatura alternativa e civica del medico di famiglia Bruno Di Iorio.

Uscito da Forza Italia da uomo forte nella Giunta di Marco Marsilio, Fratelli d’Italia, con deleghe pesantissime ad Attività produttive, Turismo e Cultura, e da segretario organizzativo degli azzurri abruzzesi, ovvero braccio destro del segretario regionale, il senatore Nazario Pagano, che a Chieti, forse suo malgrado, ha dovuto alla fine dire sì al candidato leghista Di Stefano, a seguito dell’accordo nazionale raggiunto sulle elezioni regionali e nei comuni capoluogo come Chieti, dai leader del centrodestra Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi.

Significativo che nè Pagano, nè altro big di Forza Italia abruzzese, il presindente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, sullo strappo di Febbo non hanno finora detto una parola. 

Febbo si dice certo che il suo candidato Di Iorio, “andrà sicuramente al ballottaggio, e vincerà le elezioni, essendo la vera ventata di aria fresca, a differenza di cartelli elettorali che rappresenta la continuità di un'amministrazione di cui ho un giudizio negativo”.

Pronostica per Di Stefano e la coalizione di centrodestra un flop simile a quello delle amministrative di Giulianova del giugno 2019, dove Jwan Costantini, ex coordinatore locale di Forza Italia, alla testa di sei liste civiche, l'ha spuntata  seppure di misura, contro lo sfidante leghista Pietro Tribuiani, appoggiato dai partiti del centrodestra.

Uno schema che in effetti ricalca quello che si prefigura a Chieti: Di Stefano sarà sostenuto oltre che dalla Lega anche da Forza Italia, e da Fratelli d'Italia,   dall’Udc e dalle  civiche Ideabruzzo e Giustizia Sociale.

Il tal senso ci sarà lunedì un vertice tra Lega, Fi e Fdi, e altri incontri per chiudere il cerchio.

Ad appoggiare invece Di Iorio, oltre a Febbo con la lista Forza Chieti, il renziano Alessandro Marzoli, ideatore della lista Chieti Viva. Si sta costruendo una lista del sindaco ed una espressione del territorio di Chieti Scalo e forse una quinta lista. 

Quello che però Febbo tiene a sottolineare non nascondendo un pizzico d’orgoglio, è che se pure Forza Italia andrà con Di Stefano  lo farà come una scatola vuota, o una bandiera senza esercito.

“I quattro consiglieri comunali uscenti del partito, ovvero il capogruppo Marco D'Ingiullo, Maura Micomonaco, Emiliano Vitale, che è anche consigliere provinciale e Maurizio Costa sono con noi. E ricordo che Micomonaco è anche il segretario cittadino di Fi. Dunque è vero che io mi sono autosospeso per correttezza  e serietà dal partito,  ma è un dato di fatto che tutti i suoi esponenti di spicco in città non hanno seguito le direttive del regionale e del nazionale”.

E incalza: "Di Stefano, e tengo a sottolineare che con lui non ho nulla di personale, non può rappresentare la svolta per questa città, perché nelle sue liste, statene certi, ci saranno tutti i protagonisti dell'esperienza politica del sindaco Umberto Di Primio, a cui il sottoscritto e i consiglieri di Forza Italia in questi anni non hanno risparmiato motivatissime critiche e che io cinque anni fa non volevo appoggiare, ma poi ho fatto un passo indietro per amore di coalizione. Un passo indietro che ora ho deciso di non ripetere dando ampio preavviso".

Febbo sottolinea poi Di Iorio è un chietino doc, forte ama la sua città, ne sente sente il profumo".

A differenza lascia intendere, di Di Stefano che invece è di Tollo. 

"Il mio dissenso ad un eventuale candidatura di Di Stefano l'ho espressa gia da mesi a tutti i vertici del partito, dal vice presidente Antonio Tajani in giù. Sono state fatte altre scelte e ho agito di conseguenza. Non è stata una scelta comoda, basti ricordare che se si dovesse andare a votare alle politiche, come segretario organizzativo, quasi sicuramente mi sarebbe toccato un posto in lista per un seggio in parlamento che è il legittimo obiettivo d chi fa attività politica da tanti anni come me. Pazienza, me ne farò una ragione", concude Febbo. 



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