CONTROLLI COVID NEI NEGOZI VUOTI, BOLLETTE E “NUOVE INVENZIONI”: IN ABRUZZO “TEMPESTA PERFETTA”

di Azzurra Caldi

27 Febbraio 2022 08:47

Regione: Cronaca

PESCARA – Dal lockdown alle zone colorate, dai controlli al caro bollette: a due anni dall’emergenza covid per molti commercianti, piccoli imprenditori e artigiani abruzzesi le risposte “politiche” a una crisi senza precedenti rischiano di essere “inadeguate” e addirittura “penalizzanti”.

Le prospettive non possono migliorare con un drammatico scenario internazionale e una guerra nel cuore dell’Europa, e così le istanze e gli appelli rischiano di cadere ancora una volta nel vuoto, ma la crisi economica si fa sempre più pesante e in questo contesto si inseriscono le testimonianze dei lavoratori autonomi.

“Abbiamo chiuso quando ce lo hanno chiesto, abbiamo rinunciato a lavorare e a programmare la vita, siamo in un limbo da due anni ma non basta, perché qualcuno ha deciso che non abbiamo pagato abbastanza, ci servono altre invenzioni”, dice un negoziante della provincia di Chieti che racconta ad AbruzzoWeb un episodio accaduto nei giorni scorsi.

“Ero al negozio, completamente vuoto, come accade ormai sempre più spesso, quando sono entrati due agenti della municipale. Mi hanno controllato il Green pass, si sono fatti un giro per i corridoi alla ricerca dei certificati di ipotetici clienti e stupiti mi hanno chiesto: ‘ma come, non c’è nessuno?’ Ci sono quasi rimasti più male di me”.

E quindi l’amara risposta: “No, non c’è nessuno. Entrano forse 2-3 persone la mattina e altrettante il pomeriggio, clienti storici che ci hanno fatto ‘mangiare’ per una vita e ai quali mi è stato chiesto di chiedere anche il Green pass. Una misura che, a differenza di tanti miei colleghi, non ho mai capito. E oggi abbiamo finalmente le prove della sua inutilità. Tra crisi economica, caro bollette, green pass e tutte le restrizioni che non si è ancora capito, unico caso al mondo, quando dovrebbero essere eliminate, a chi verrebbe voglia di uscire e spendere soldi? Neanche io uscirei, anzi, seppur munito di Super green pass, non esco. Restiamo aperti solo per pagare le bollette, almeno fino a quando potremo mettere la benzina”.

Stessa situazione a Pescara, con ulteriori complicazioni.

Tra pandemia, caro bollette Green pass è arrivata la “tempesta perfetta che ha portato allo stremo i pubblici esercizi”, secondo Confcommercio.

“Pescara è una città che corre il rischio di pagare a caro prezzo non soltanto la crisi congiunturale dovuta all’emergenza sanitaria e il caro-bollette, ma anche una serie di scelte che potrebbero penalizzare seriamente piccoli imprenditori, commercianti e artigiani, asse portante dell’economia della città”: è l’allarme lanciato dal  presidente e dal direttore di Confartigianato Pescara, Giancarlo Di Blasio e Fabrizio Vianale, che chiamano a un confronto trasparente  tutta la classe politica cittadina.

Lo fanno chiedendo formalmente e apertamente un incontro al sindaco, Carlo Masci, al presidente del Consiglio comunale, Marcello Antonelli, e ai capigruppo di tutti i partiti. Un incontro che includa tutte le forze imprenditoriali cittadine, i loro rappresentanti e che serva a chiarire una volta per tutte quale è la città che l’amministrazione immagina per il futuro.

“Noi vogliamo collaborare – sottolinea Vianale – ma riteniamo che al momento sia necessario un confronto con tutta la classe politica. Pescara sta perdendo la sua vocazione di città vitale e di divertimento. La sua capacità di attrazione. La dimostrazione plastica arriva con l’annunciata trasformazione dello storico hotel Carlton in condominio di lusso: una delle più importanti strutture ricettive della città viene cancellata con un colpo di spugna. È il segno che gli imprenditori non credono più nello sviluppo turistico”.

Ma è il commercio in generale a subire il contraccolpo della mancanza di visione strategica del futuro.

“Molte persone, come purtroppo avevamo previsto in tempi non sospetti – afferma Di Blasio – cominciano a spostarsi, per il divertimento, nei comuni vicini: questo porta, a catena, a cambiamenti lenti ma sostanziali di tutto il sistema commerciale cittadino. È un dato di fatto che sull’asse via Battisti-via Firenze, ma anche su corso Vittorio Emanuele,  lungo via Nicola Fabrizi e nelle strade perpendicolari molte attività commerciali, a volte storiche, stiano abbassando le saracinesche”.

“Non si tratta soltanto dell’effetto Covid: le persone che arrivano in centro a Pescara sono sempre di meno, le serate sono diventate più ‘corte’ a causa del taglio degli orari, così in molti preferiscono altre mete, per poi prolungare la serata dove gli orari non hanno limiti. Anche tutto il dibattito sulla città ‘pericolosa’ durante la notte ha finito per alimentare paure per problemi inesistenti oltre, riteniamo, a non tenere nella giusta considerazione il grande lavoro di prevenzione attuato quotidianamente dalle forze dell’ordine in città”.

“Ecco su tutto questo vorremmo ragionare – conclude Vianale – Non ci interessano le battaglie di trincea o i ricatti a colpi di promesse di voto: noi vogliamo parlare con coerenza dello sviluppo futuro della città. Per questo, come anticipato anche lunedì, nel corso dell’audizione in commissione di controllo e garanzia,  chiediamo un incontro al sindaco, al presidente del consiglio comunale e a tutte le forze politiche cittadine, per ascoltare ed essere ascoltati. Noi non vogliamo vedere Pescara che muore e siamo pronti a collaborare con idee e progetti, perché noi non solo viviamo a Pescara, ma viviamo Pescara. L’amministrazione vorrà ascoltarci?”.

Anche Ascom Abruzzo si schiera con Confartigianato nella richiesta di un incontro con il sindaco Masci: “Nonostante l’impegno dell’amministrazione siamo convinti si possa fare molto di più a tutela delle attività commerciali e del turismo”, dice Olivia Chiarolla, presidente dell’ Ascom Pescara.

Commenti da Facebook

RIPRODUZIONE RISERVATA
    Articolo

    Ti potrebbe interessare: