CORECOM: SCADUTI VERTICI, REGIME PROROGATIO, ATTESA PER BANDI, USCENTE LA RANA IN POLE

di Filippo Tronca

30 Dicembre 2020 08:09

Regione: Abruzzo

L’AQUILA – Entra nel vivo la partita per il rinnovo dei vertici  del Corecom, il comitato regionale che si occupa di telecomunicazioni e contenziosi tra cittadini e compagnie telefoniche: il 22 ottobre è scaduto il mandato del presidente “provvisorio” Giuseppe La Rana, e dei componenti Ottaviano Gentile e Michela Ridolfi.

Da allora il comitato opera in regime di prorogatio in attesa dell’esito due bandi, uno per i componenti, indetto a metà agosto, e uno per il presidente, pubblicato l’11 ottobre scorso. E questa volta la nuova terna resterà in carica per 5 anni.

La nomina di La Rana, in quota Lega, e in pole per la riconferma, è stata fatta l’11 gennaio, dal presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, Fratelli d’Italia di intesa con il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, di Forza Italia.

Ma si è trattata di una nomina a tempo, con compenso di 1.700 euro netti al mese, fino al 20 ottobre, al fine di allineare il mandato presidenziale con quello dei due componenti – per loro una indennità di 660 euro lordi mensili più rimborsi spesa -, che sono scaduti in quella data.

Tutto ciò è la conseguenza della legge della legge regionale 17 approvata ad agosto, su iniziativa dello stesso Sospiri, che ha stabilito, chiarendo la norma vigente del 2001, che il presidente del Corecom non può durare in carica più di dieci anni, e vanno calcolati, in questo arco temporale, anche i periodi di prorogatio, tra una nomina e l’altra. Norma che è stata fatale per l’ex presidente, il giornalista teramano Filippo Lucci, che si è visto “decurtare” un anno e mezzo di mandato. L’ex ‘presidente era stato infatti nominato dal centrodestra di Gianni Chiodi, ad agosto del 2009, con scadenza ad agosto 2014. Poi però Lucci è rimasto in carica, in regime di prorogatio, anno e mezzo, e riconfermato per un secondo mandato ad ottobre 2015, dal centrosinistra di Luciano D’Alfonso, grazie ad una legge che ha raddoppiato la durata del mandato del presidente Corecom.

Non calcolando l’anno e mezzo di prorogatio, Lucci sarebbe potuto restare in sella fino all’ottobre di quest’anno. E invece a settembre 2019 ha dovuto fare le valige e inutile è stato il suo ricorso al Tar, visto che i giudici amministrativi hanno confermato la legittimità della legge del 2019.

A seguire mesi di stallo totale, visto che per una controversia giuridica sulle prerogative e poteri due componenti ancora in carica,  Gentile e Ridolfi, di fatto il Corecom non ha potuto assumere alcuna decisione, con decine e decine di istanze di pagamento di rimborsi di cittadini che hanno avuto ragione nei contenziosi con le compagnie telefoniche bloccate, come pure i pagamenti di radio e tv private abruzzesi per gli spot elettorali.

Impasse che si è sbloccata solo a gennaio, con la nomina, ma solo fino ad ottobre, di La Rana, che ha prevalso su una quindicina di candidati che hanno risposto al bando. A sostenere del resto la candidatura di La Rana è stata la Lega, prima forza di maggioranza con 10 consiglieri e 4 assessori, nella logica dello spoils system.

Originario di Atessa, avvocato e giornalista pubblicista, La Rana, 35enne, è stato presidente di AssoVasto, associazione di imprese del Vastese. E’ figlio del magistrato Antonio La Rana, per anni sostituto procuratore della Repubblica a Vasto, ed è stato in passato coordinatore cittadino di Futuro e Libertà. Va dato atto a La Rana e ai componenti del comitato di essere risusciti in pocho mesi a recuperare il tempo perduto.

Il presidente del Corecom viene eletto dal presidente della Giunta regionale d’intesa con il presidente del Consiglio regionale, scegliendo tra i curriculum idonei che hanno partecipato al bando. I due componenti sono eletti invece dal consiglio regionale, a votazione segreta, sempre tra i candidati che hanno partecipato al bando. In caso di parità è eletto il più anziano di età.

Tra i requisiti fissati nel bando per il presidente e anche per i due componenti spicca quello della “garanzia di assoluta indipendenza dal sistema politico istituzionale e dal sistema degli interessi di settore delle comunicazioni”, e il “possesso· di competenza ed esperienza nel settore delle comunicazioni, nei suoi aspetti culturali, giuridici e tecnologici”.

Ovvio: il Corecom gestisce importanti partite, compresi contributi e finanziamenti, nell’ambito delle telecomunicazioni e dunque non possono esserci conflitti di interesse.

Solo per fare un esempio: Ultimo fronte di azione per l’organismo è l’avviso pubblicato nei giorni scorsi destinato agli organi di informazione locali tv, radio, giornali e testate on line operanti sul territorio abruzzese ovvero una campagna pubblicitaria della Regione Abruzzo volta a incentivare e promuovere l’acquisto di prodotti regionali, e “per sostenere la crescita e lo sviluppo del sistema produttivo regionale nell’ottica del superamento delle criticità poste dall’attuale emergenza sanitaria e per promuovere, attraverso i prodotti di eccellenza, l’identità del territorio riposizionando la Regione Abruzzo tra le destinazioni turistiche italiane”.

Vige anche l’incompatibilità per chi ricopre cariche politiche istituzionali, dall’europarlamento al Comune, per i componenti di organi direttivi di enti pubblici, detentore di incarichi di rappresentanza in partiti e movimenti politici, e per il motivo di cui sopra, è “amministratore, dirigente, dipendente o socio di imprese pubbliche o private operanti nel settore radiotelevisivo o delle telecomunicazioni, della pubblicità, dell’editoria anche multimediale, della rilevazione dell’ascolto e del monitoraggio della programmazione, nazionale e/o locale”.

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