ULTIMO BOLLETTINO, FINALMENTE MENO CONTAGI IN PROVINCIA DELL'AQUILA; PARRUTI: "GIUSTO MULTARE CHI NON INDOSSA MASCHERINA"; VERSO RIAPERTURA SCUOLE, FIORETTI: "NOTIZIE CHE ARRIVANO DA REALTA' LOCALI SONO RASSICURANTI"; "PROVINCIA CHIETI A BASSO RISCHIO", PRIMI DATI DRIVE-IN E TEST SIEROLOGICI

CORONAVIRUS: 14 NUOVI POSITIVI IN ABRUZZO, COMITATO, ”NO ZONE ROSSE IN VALLE PELIGNA”

8 Settembre 2020 23:31

Regione - Sanità

L’AQUILA – Per la prima volta dopo giorni nella provincia dell’Aquila, dove nell’ultimo periodo si è verificata un’impennata di contagi soprattutto nella Valle Peligna, si registra un solo nuovo caso di Coronavirus. Anche per questa ragione, il comitato tecnico scientifico abruzzese, riunito stamani in video conferenza, ha affermato che non ci saranno zone rosse nei numerosi focolai in atto nei comuni della Valle Peligna, e proporrà nelle prossime ore alla Giunta regionale una serie di restrizioni per contrastare l’insorgere da alcune settimane di positivi tra le popolazioni.

Rispetto a ieri in Abruzzo si registrano 14 nuovi casi (di età compresa tra 21 e 60 anni), mentre il numero dei pazienti deceduti resta fermo a 472.

Del totale dei casi positivi, 520 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+1 rispetto a ieri), 929 in provincia di Chieti (+4), 1713 in provincia di Pescara (+4), 721 in provincia di Teramo (+1), 31 fuori regione (invariato) e 5 (+3) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

Il totale risulta inferiore di una unità, in quanto è stato sottratto un caso registrato in provincia di Chieti e risultato già in carico ad altra Regione.

Sono complessivamente 3.919 i casi positivi al Covid 19 registrati in Abruzzo dall’inizio dell’emergenza.

Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 2.924 dimessi/guariti (+10 rispetto a ieri, di cui 15 che da sintomatici con manifestazioni cliniche associate al Covid 19, sono diventati asintomatici e 2.899 che hanno cioè risolto i sintomi dell’infezione e sono risultati negativi in due test consecutivi).

Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 523 (+3 rispetto a ieri).

Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 167.478 test.

34 pazienti (+3 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 2 (invariato rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 487 (invariato rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

NO ZONE ROSSE IN VALLE PELIGNA

Non ci saranno zone rosse nei numerosi focolai in atto nei comuni della Valle Peligna, in provincia dell’Aquila: il comitato tecnico scientifico abruzzese, riunito stamani in video conferenza, proporrà nelle prossime ore alla Giunta regionale una serie di restrizioni per contrastare l’insorgere da alcune settimane di positivi tra le popolazioni.





In particolare, la ipotesi di lavoro del comitato, in seno al quale c’è anche la Asl provinciale, parla di mascherine obbligatorie 24 su 24 anche nei luoghi aperti, la chiusura anticipata di negozi e locali e il divieto di manifesti ogni sportive ed eventi.

I “consigli” dell’organismo guidato dal responsabile regionale per la emergenza sanitaria, Alberto Albani, coadiuvato dal direttore del Dipartimento Salute, Claudio D’Amario, potrebbe essere attuati nelle prossime ore.

I comuni interessati potrebbero essere Sulmona, Bugnara, Introdacqua, Pettorano sul Gizio e Pratola Peligna.

In queste ultime settimane l’Abruzzo interno, in particolare la provincia dell’Aquila ha fatto registrare contagi record rispetto alla zone costiere, molto colpite durante la emergenza, con circa 200 positivi: tra contagiati, tra cui soggetti tornati da vacanze in Italia e all’estero e persone entrate in contatto con loro.

Nella settimane passate la Giunta regionale come il governatore, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, ha deciso di istituire per 3 giorni la zona rossa a Casamaina, frazione del comune montano di Lucoli (L’Aquila), dove si sono registrati una quarantina di contagi.

 

PARRUTI, “GIUSTO MULTARE CHI NON USA LA MASCHERINA”

Una situazione ancora “gestibile” in Abruzzo, come l’ha definita Giustino Parruti, direttore dell’Unità operativa complessa di Malattie infettive dell’ospedale di Pescara e componente della task force della Regione, nonostante l’aumento dei casi di Coronavirus, ma che necessità di maggiore rigore e se necessario anche di multe.

“Questa situazione richiede una risposta pronta, tempestiva, adeguata a tutti gli aspetti che questa situazione comporta. È sicuramente una situazione gestibile. Con una maggiore intensificazione dei ranghi nell’ambito delle forze di intercettazione locale. Sicuramente abbiamo tutte le possibilità perché questa fase non sfoci in un danno maggiore”.

Parruti, come riporta Il Centro, chiede poi maggiori controlli e più severità da parte degli organi competenti: “Noi non possiamo mettere a rischio i sacrosanti interessi della nostra grande popolazione che si è rilanciata con innovazione, con molte azioni lodevoli nella ripresa delle attività produttive quindi è giusto che chi non sente questo senso di responsabilità vi sia richiamato in tutti i modi. Io credo che comminare una multa per un mancato utilizzo delle mascherine non sia in questo momento qualcosa che debba essere considerato un atto terroristico o antisociale. Io credo che sia una cosa giusta. Se abbiamo basi di evidenza per documentare l’idea che l’uso della mascherina blocca il rischio di andare incontro a un nuovo lockdown, è giusto che chi ha ancora bisogno di tempo per capirlo sia in qualche modo aiutato”.

Secondo Parruti è in corso in tutto il territorio, inclusa l’area Vestina, un grande lavoro per evitare nuovi casi di ospedalizzazione con cure precoci: “Stiamo intercettando i nuovi casi precocemente. Sono casi che essendo giovani, in larga misura non hanno il rischio di avere progressione clinica, ma su quelli che hanno progressione clinica stiamo intervenendo subito con le armi che conosciamo bene e questo comporta che mortalità e progressione all’intubazione si siano fortemente ridotte”.

VERSO LA RIAPERTURA DELLE SCUOLE





Intanto l’Abruzzo, dove la Giunta regionale ha deliberato la modifica al calendario scolastico, spostando la riapertura al 24 settembre si prepara all’avvio delle lezioni scolastiche tra incognite e corsa contro il tempo.

L’assessore regionale alla Scuola, Piero Fioretti, intervistato dal Centro si è detto fiducioso per le tempistiche.

Fioretti è certo che per il 14 settembre poche scuole sarebbero state pronte a riaccogliere i ragazzi con tutti i protocolli e le normative in regola.

“Le notizie che mi arrivano dalle realtà locali sono rassicuranti – ha precisato l’assessore regionale – non ci sono situazioni di difficoltà o di emergenza, sicuramente se si fosse riaperto il 14 con i tempi non ci saremmo stati. Molte scuole non avrebbero mai fatto in tempo a essere pronte. Proprio per questo tutti hanno sostenuto la scelta della Regione di spostare al 24 la riapertura, anche per avere una migliore organizzazione. Penso per esempio ai docenti che in questi giorni si stanno sottoponendo ai test. Non sappiamo quanti sono positivi e quanti dovranno rimanere a casa in quarantena. A questi si aggiungono anche tutti i docenti “fragili”, il personale Ata e i tecnici che hanno manifestato la loro preoccupazione e potrebbero non andare a scuola”.

Secondo Fioretti c’è “una falla all’interno dell’organizzazione scolastica per quanto riguarda eventuali casi positivi. Le procedure che verranno attivate non sono chiare soprattutto per i docenti o per gli assistenti scolastici che risulteranno positivi e dovranno decidere se fare o meno la didattica a distanza. Qui a mio avviso c’è bisogno di fare necessariamente chiarezza per evitare poi disagi durante l’anno scolastico”.

“PROVINCIA CHIETI A BASSO RISCHIO”, PRIMI DATI DRIVE-IN E TEST SIEROLOGICI

“I numeri ci dicono che al momento il territorio della provincia di Chieti non è ad alto rischio virologico, ma prolunghiamo l’attività dei drive-in fino al 23 settembre e speriamo che arrivino i non virtuosi, i vacanzieri di ritorno che non hanno rispettato le regole”.

Più che un annuncio è un invito quello del direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Thomas Schael, che ha disposto il prolungamento dell’attività delle postazioni mobili di Ortona e Atessa per l’esecuzione di tamponi alle persone che rientrano o sono già rientrate in Abruzzo da altre regioni, oltre che dai Paesi a più alto contagio da Coronavirus.

“Confortano i primi report sulle attività di prevenzione svolte, sia in merito alla partecipazione sia all’esito dei test – aggiunge -: in una settimana sono stati eseguiti 2.730 test sierologici sul personale della scuola, di cui 27 risultati positivi, mentre ai drive-in sono stati effettuati 1.335 tamponi. In generale i casi positivi identificati di persone in rientro in provincia di Chieti sono 7 e 10 i migranti ospitati nei centri di accoglienza, con un’età media delle persone testate di 37 anni. Dati sicuramente incoraggianti, che non devono però farci abbassare la guardia”.

“Per questo – continua – andiamo avanti con l’intento di garantire soprattutto un margine di sicurezza al mondo della scuola per la ripresa delle lezioni, chiedendo a tutto il personale, docente e non, di sottoporsi al test sierologico, che è possibile fare fino al 17 settembre attraverso il proprio medico di medicina generale o il Distretto sanitario di appartenenza. Ma mi rivolgo soprattutto ai ragazzi, i quali magari approfittano di questi ultimi giorni per scampoli di vacanza fuori regione: vadano a fare il tampone in uno dei nostri drive-in, che rappresentano un’opportunità per mettere al sicuro la loro salute e quella delle persone vicine, con una modalità agile e nella più totale riservatezza.”

“Mi appello, perciò, a quanti hanno trascorso anche solo qualche giorno fuori regione a recarsi a Ortona o Atessa per sottoporsi al test, ma anche alle persone che hanno frequentato luoghi o locali affollati, partecipato a feste, cerimonie, uscite in gruppo e, più in generale, a quanti hanno avuto comportamenti a rischio”, conclude Schael.

Commenti da Facebook

RIPRODUZIONE RISERVATA
Download in PDF©


    Ti potrebbe interessare: