CORONAVIRUS, BASSETTI: “NECESSARI LOCKDOWN MIRATI PER ANZIANI E FRAGILI”

23 Ottobre 2020 18:34

ROMA – “Con la attuale crescita sostenuta dei casi di Covid-19 in Italia, andrebbe innanzitutto limitata la circolazione delle persone più fragili con patologie e degli anziani: penso che un lockdown mirato per queste categorie potrebbe essere il passo successivo, al fine di tutelarle dal contagio”.

Lo sottolinea all’Ansa Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, commentando i dati odierni del bollettino del ministero della Salute sulla curva epidemica.

“Ritengo – ha aggiunto Bassetti – che nelle zone dove la circolazione del virus è più sostenuta bisogna stringere ulteriormente la cinghia ed adottare misure più restrittive”. Ad ogni modo, ha concluso l’infettivologo, “la speranza allo stato attuale è che questa circolazione molto alta del virus possa creare un minimo di immunità nella popolazione, anche se non si può parlare di immunità di gregge ed ancora non sappiamo molto circa la eventuale durata di tale immunità”.




La curva dei casi di Covid-19 in Italia “sta salendo in modo importante, con un aumento del 50% della percentuale di positivi sul totale dei tamponi fatti in poco più di 10 giorni”, afferma inoltre Bassetti che aggiunge:”Prevedo – rileva commentando i dati odierni sui contagi – che la curva continuerà a salire fino al raggiungimento del picco e successivamente di una situazione di plateau, ma al momento il picco è ancora lontano”.

In questo momento, sottolinea, “il 10% di coloro che fanno un tampone è positivo, ma in alcune Regioni siamo al 25% di positivi. E’ evidente – afferma Bassetti – che siamo davanti ad una circolazione epidemica di questa seconda ondata che sta continuando a progredire”. A fronte di questi numeri, conclude l’infettivologo, anche ordinario di malattie infettive all’Università di Genova, “bisogna evidenziare il messaggio che positività non vuol dire necessariamente malattia e che in presenza di scarsa sintomatologia bisogna restare a casa, curare le formi lievi e monitorare l’andamento, ma non recarsi subito in ospedale. E’ fondamentale non intasare gli ospedali”.

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