CORONAVIRUS: BASSETTI, ”NON CHIAMIAMOLA SECONDA ONDATA E ABBASSIAMO I TONI”

4 Agosto 2020 11:46

ROMA – Il virus tornerà con i mesi freddi, ma “non sarà come la spagnola” e “non mi piace chiamarla seconda ondata perché la memoria va immediatamente alle bare di Bergamo e alle terapie intensive piene”.

Lo ha detto ad Agorà Estate, su Rai 3, Matteo Bassetti, direttore della Clinica malattie infettive al Policlinico San Martino di Genova e da cui arriva anche l'invito a “abbassare un po' i toni, che mi sembrano francamente eccessivi”.

“Dobbiamo organizzarci – ha detto – affinché quando arriverà l'autunno e ci saranno senz'altro contagi di Covid-19, anche sovrapposti a influenza e altre infezioni di stagione, dovremo essere bravi a fare tamponi e individuare immediatamente nuovi focolai. Non vuol dire però avere una seconda ondata come la pandemia di Spagnola. Chi lo dice fa del terrorismo psicologico perché siamo nel 2020 e la Spagnola è arrivata nel 1918 quando non c'erano antibiotici, vaccini, ospedali e macchinari per la ventilazione”.






Sia da parte di chi sottovaluta i rischi che da parte di chi li sottolinea, “in Italia ci sono parecchie eccessi da una parte e dall'altra: non va bene levare la mascherina quando sei al chiuso ma non serve fare un posto di blocco all'ingresso del ristorante”, ha detto riferendosi alla proposta dal presidente della Regione Campania de Luca per contrastare il fenomeno di chi lascia false generalità ai controlli.

Commentando invece la manifestazione di negazionisti a Berlino che hanno sfilato in corteo senza mascherina afferma: “non capisco il perché di tutta questa avversione. Non trovo niente di male a usare mascherina – ha concluso l'esperto – se indossarla ci permette di fare una vita normale”.

 

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