SINDACI NE HANNO ACQUISTATI A MIGLIAIA: ''SERVONO COME SCREENING''. DA PESCARA PARTE MODALITÀ NUOVA E SI ATTENDE LA SUPER-MACCHINA AMERICANA. CHIETI E IL LABORATORIO FAI DA TE, SCHAEL: ''DIFENDIAMO I LAVORATORI''

CORONAVIRUS: DA VERI’ STOP A TEST RAPIDI: ‘NON APPROVATI, NESSUN VALORE SCIENTIFICO’

27 Marzo 2020 07:22

L’AQUILA – Mentre il mondo intero si interroga sulla disponibilità dei reagenti necessari per effettuare i tamponi per la ricerca del coronavirus, in Abruzzo esplode la questione dei test veloci: la Regione segue una sua linea ben precisa e annuncia diagnosi più rapide nel laboratorio di Pescara, ma l’assessore alla Salute Nicoletta Verì stoppa i sindaci, come quelli di Cerchio e Aielli, che hanno acquistato migliaia di kit per la ricerca degli anticorpi dicendo che non sono ancora stati approvati. E c’è chi, come la Asl di Chieti, attiva un proprio laboratorio per effettuare screening in primis sul personale sanitario che opera in prima linea. 

La Verì dal canto suo è stata chiarissima: “I test sierologici di cui sento parlare oggi e che non sono stati validati dal Ministero danno risultati che non hanno alcun valore scientifico e anzi in alcuni casi potrebbero procurare ulteriori danni”. 

L’assessore ha quindi aggiunto che l’unico test valido è quello molecolare, ovvero fatto sui tamponi: a breve arriverà la validazione del ministero su nuovi kit che riguardano questa specifica modalità.

Nel frattempo il laboratorio di riferimento regionale, quello di Pescara, ha attivato una procedura che consente di eseguire otto test in novanta minuti. Lo ha anticipato il direttore del Dipartimento, il virologo Paolo Fazii, componente del comitato tecnico scientifico individuato dalla Regione. 

Il test consentirà, accanto all’uso di altri dispositivi diagnostici, di ampliare la platea di soggetti da sottoporre a tampone e la tempestiva capacità di risposta che, attualmente, non è inferiore alle cinque ore. Fazii ha confermato che sono in corso verifiche per acquisire ulteriori piattaforme che hanno una produttività diversa, facendo riferimento al dispositivo di marca statunitense capace di consentire in 24 ore l’esecuzione di 2400 test e circa 17-18.000 tamponi a settimana.

I sindaci, nel frattempo, sono in gran fermento. Quelli di Cerchio e Aielli hanno annunciato di aver acquistato 2000 kit monoclonali anticorpali, un sistema diagnostico istantaneo per individuare eventuali positivi, specificando che consentono di avere un risultato non certo, ma altamente probabile sull’eventuale positività del paziente: un modo molto utile per gestire l’emergenza. 






La procedura è veloce: si fa un prelievo di sangue capillare, pungendo un dito, si mette una goccia nella provetta e si aggiunge un buffer specifico aspettando la reazione in circa 15 minuti. In questo modo il test individua la presenza degli anticorpi. I sindaci hanno comunque chiarito che i test non sostituiscono quelli ufficiali fatti in laboratorio, ma sono uno strumento importante per monitorare lo stato della popolazione, sulla scorta di ciò che avviene in Veneto. 

La prima ad annunciare  questa decisione era stata il sindaco di Prezza, Marianna Scoccia, che è anche consigliere regionale: “Continuo a ribadire che bisogna seguire più tamponi per scovare gli asintomatici ed impedire che il mostro continui a camminare. Ho lavorato incessantemente per individuare rapidi e possibili soluzioni e grazie all’aiuto di alcuni medici e di un’importante casa farmaceutica abbiamo individuato sul mercato italiano un test rapido per la popolazione. Arriverà questo fine settimana e dalla prossima, presso i nostri ambulatori medici, effettueremo il test alla parte di popolazione che lo richiederà. Non è certamente la soluzione del problema ma costituisce un importante passo avanti”.

Infine l’Asl di Chieti, come ha annunciato il dg Thomas Schael, ha attivato un laboratorio ad hoc, quello di genetica molecolare del Centro studi e tecnologie avanzate dell’Università D’Annunzio, diretto da Liborio Stuppia.

 Il laboratorio, che a regime potrà seguire 250 test al giorno, prevede di potere raddoppiare il numero velocemente e nella fase iniziale si concentrerà sui sospetti positivi e sul personale dell’Asl. 

Chieti quindi comincia lavorare anche sugli asintomatici, segnando una svolta nell’approccio alla verifica di possibili contagi. “Finalmente riusciamo a proteggere al meglio anche lavoratori della nostra azienda -sottolinea Schael -grazie al coinvolgimento del laboratorio di Chieti. Lo abbiamo fortemente voluto“.

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