COVID, DOMANI UDIENZA DEL TAR SU RICORSO GOVERNO:
ABRUZZO ROSSO PER ALTRI DUE GIORNI?

10 Dicembre 2020 12:26

L’AQUILA – Si terrà domani nel primo pomeriggio, per via telematica, l’udienza del Tar L’Aquila sul ricorso presentato dal Governo in merito all’ordinanza sulla zona arancione firmata nei giorni scorsi dal Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio (FdI).

Lo si apprende da fonti dell’Avvocatura dello Stato. Il presidente del Tar Umberto Realfonzo avrebbe così deciso di non tener conto della iniziale richiesta di prendere una decisione ‘inaudita altera parte’, ossia senza ascoltare la Regione, avendo deciso invece di prendere in esame le varie posizioni. A questo va aggiunto che non è detto che in quella sede il Tar si pronunci solo per una sospensiva dell’ordinanza, ma potrebbe anche entrare nel merito.

Il Governo si è opposto alla ordinanza Marsilio che motu proprio ha riportato l’Abruzzo in zona arancione da rossa che era, depositando il ricorso, ieri, per mezzo dell’avvocato distrettuale dell’Aquila, Diana Cairo, con l’intento del governo di ottenere la cancellazione del provvedimento di Marsilio per non lasciare un pericoloso precedente nella “guerra” con le Regioni, spesso non d’accordo con i Dpcm, che va in scena praticamente dall’inizio della pandemia.

L’udienza di domani coincide con la riunione della cabina di regia nazionale, costituita da Comitato tecnico scientifico e Ministero della Salute, chiamata ad esaminare i dati epidemiologici della regione e certificare se ci sono le condizioni per una ‘promozione’ da rossa ad arancione.

Qualora venisse confermato quello che il governo ha scritto nel ricorso e cioè che l’Abruzzo dal 27 novembre ha presentato dati sui contagi più positivi e quindi dopo 14 giorni (scadenza 11 dicembre ) sarebbe tornata arancione, allora il via libera ci sarebbe ma con la operatività che il ministro Roberto Speranza sancirebbe i passaggi con specifiche ordinanze per domenica 13.

Quindi sarebbe da capire cosa accade in Regione: qualora il Tar dovesse decidere domani l’Abruzzo tornerebbe in zona rossa per due giorni, se si dovesse riservare accadrebbe per poche ore o addirittura per nulla se la decisione dovesse arrivare tra domenica sera e lunedì.

Da ricordare che nella diffida il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia aveva parlato di passaggio all’arancione non prima del 9, ieri.

In particolare, nel decreto di convocazione dell’udienza di domani il giudice del Tar abruzzese spiega che “la questione sostanziale, dell’unitaria gestione dell’emergenza da Covid-19 in ricorso, interseca sensibili profili istituzionali che tuttavia devono essere prudentemente delibati nella bilanciata valutazione dell’andamento epidemiologico nella regione in rapporto alle difficoltà economiche e sociali”, e quindi è opportuno sentire le parti tutte insieme.

Quindi “il rinvio a domani della decisione sulla presente istanza interinale di sospensione non appare tale da mettere realmente a rischio la salute pubblica nella Regione in relazione alla circostanza per cui il numero di casi si presenterebbe in leggera continua diminuzione”.

Il Tar auspica che “in conseguenza, onde dare il giusto tempo di riflessione e di eventuale interlocuzione alle parti, può disporsi per la giornata di domani l’audizione da remoto dei Difensori del Ministero e della Regione Abruzzo resistente”.




La questione ha comunque tenuto banco per tutta la giornata di ieri dopo che il caso Abruzzo da giorni è all’attenzione dei media nazionali. Marsilio, dopo aver ascoltato le dichiarazioni dure del ministro delle Regioni Francesco Boccia (“Impugneremo l’ordinanza”) ieri aveva invocato una sorta di clemenza: “Spero che non vogliano esagerare chiedendo al Tribunale di adottare una sospensiva in questi giorni e con effetto immediato, quando fra 48 ore sarà lo stesso governo nella Cabina di regia a decretare la zona arancione per l’Abruzzo.

Quindi semmai dovesse accadere che il Tar dovesse assumere un provvedimento in questi giorni, davvero si scatenerebbe la confusione perché nel giro di 48-72 ore l’Abruzzo cambierebbe tre volte i colori e questo sarebbe assolutamente ingiustificato”.

Marsilio aveva deciso di introdurre la zona rossa il 18 novembre scorso a causa della impennata di contagi che da settimane stava colpendo la regione, soprattutto nelle province dell’Aquila e di Teramo. Secondo la diffida del ministro Boccia, l’Abruzzo sarebbe uscito non prima del 9, cioè ieri, secondo il ricorso del Governo, entro domani.

“L’allentamento delle misure di contenimento del contagio – si legge nel ricorso del governo – rischia di provocare danni irreparabili per la popolazione in termini di rischi per la salute collettiva. Le misure ampliative introdotte dalla Regione Abruzzo, anticipando di fatto gli effetti di eventuali, e al momento non ancora adottati, provvedimenti di riclassificazione, rischiano infatti di portare un’improvvisa impennata della curva del contagio e a gravissime e incalcolabili conseguenze per la salute delle persone”.

Il ricorso ha i criteri di estrema urgenza e “inaudita altera parte” “in base al fondamentale principio di precauzione, considerato che gli ordinari tempi di trattazione dell’istanza potrebbero frustrare in maniera particolarmente significativa se non irreversibile gli interessi pubblici, in particolare il fondamentale diritto alla salute dei cittadini”.

Per il governo “solo il 27 novembre la Cabina di regia ha accertato per la prima volta la riduzione dello scenario epidemico (condizione poi confermata nel monitoraggio del 4 dicembre), pertanto il suddetto periodo di 14 giorni era destinato a perfezionarsi non prima dell’11 dicembre”.

L’atto ricostruisce le tappe principali della vicenda: l’ordinanza adottata dal ministro della Salute Roberto Speranza il 20 novembre scorso, con decorrenza dal 22, all’esito della Cabina di regia settimanale. La nuova ordinanza, quella del 5 dicembre, con cui lo stesso ministro ha stabilito che alla regione dovevano essere applicate le misure della zona rossa fino al 20 dicembre, salvo poi reintrodurre l’arancione per il calo di contagi.

“Eccesso di potere per difetto di istruttoria, carenza dei presupposti in fatto illogicità e violazione del principio di leale collaborazione”: sono queste le altre contestazioni che il governo nazionale ha formulato alla Regione Abruzzo nel ricorso al Tar dell’Aquila contro la ordinanza di Marsilio.

Nel documento presento dall’avvocatura di Stato in cui la Presidenza del Consiglio dei ministri e il Ministero della Salute si contesta anche la violazione costituzionale dei poteri dello Stato essendo la competenza della emergenza sanitaria causata dalla pandemia dello Stato centrale. Il ricorso è stato curato dagli avvocati dello Stato Sergio Fiorentino, Gianna Galluzzo e Carla Colelli.

La questione dei tempi caratterizzato da un balletto sarà nodale per dirimere l’intricata matassa, ma l’Abruzzo rischia davvero di tornare in zona rossa, nonostante gli indicatori tornati meno negativi, per poche ore e poi uscirne di nuovo. Aumentando altre tensioni e confusione.

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