DIECI MORTI, TRA CUI ALTRA OSPITE RSA LANCIANO, 374 CASI ALL'AQUILA, 238 A TERAMO, 168 A CHIETI, 114 A PESCARA. UN ABRUZZESE SU DIECI IN ISOLAMENTO FIDUCIARIO, 5.138 TAMPONI EFFETTUATI; GRIDO ALLARME UNCEM, "CASE RIPOSO ABBANDONATE"

CORONAVIRUS, IN ABRUZZO E’ RECORD DI CONTAGI: IN PROVINCIA L’AQUILA FINITE TERAPIE INTENSIVE

14 Novembre 2020 15:25

L’AQUILA – Nuovo record assoluto di contagi giornalieri registrato in Abruzzo: dall’ultimo bollettino ne risultano altri 939 nuovi casi, di età compresa tra 4 mesi e 100 anni, ma sono 5.138 i tamponi effettuati.

Il bilancio dei pazienti deceduti registra 10 nuovi casi e sale a 671, mentre i guariti sono 5420, 215 in più rispetto a ieri. Si registra la sesta vittima nella rsa Antoniano di Lanciano.

È ancora una volta la provincia dell’Aquila quella con più nuovi casi di coronavirus: sono 374 i contagi accertati nelle ultime 24 ore. Segue Teramo con 238 contagi, Chieti con 168 e Pescara con 115. Quarantaquattro provengono da 44 regione o sono con residenza in fase di verifica.

E dalla provincia dell’Aquila arriva una brutta notizia: sono saturi i posti di terapia intensiva dedicate al covid in provincia dell’Aquila, proprio nel giorno del record di contagi  che fanno del territorio provinciale ancora una volta maglia nera in regione.

Secondo fonti della Asl provinciale, è in atto una corsa contro il tempo per ampliare la disponibilità di posti del G8 dell’Aquila, il piccolo ospedale limitrofo al San Salvatore realizzato dopo l’evento mondiale che si è svolto all’Aquila in occasione del terremoto dell’Aquila del 2009: i 12 posti occupati potrebbero aumentare a moduli di 4, secondo la predisposizione del primario, Franco Marinangeli, fino a 24.

Le problematiche sono legate alla dotazione tecnica (sono stati installati gruppi di continuità) ma soprattutto al recepimento di personale. Intanto, i vertici aziendali stanno lavorando per predisporre l’apertura di sei posti di terapia intensiva covid all’ospedale di Sulmona (L’Aquila).

Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 11.908 (+492 rispetto a ieri).

Sono invece 604 i pazienti ricoverati, di cui 59 in terapia, mentre gli altri 12.018 sono in isolamento domiciliare.

A conferma della gravità della situazione,  in Abruzzo, in media, un cittadino su dieci è in isolamento fiduciario in seguito ad un contatto con un soggetto positivo al Covid-19.

Per ogni malato, infatti – secondo le stime del Dipartimento salute e prevenzione della Regione Abruzzo- vengono tracciati mediamente dieci contatti. Considerato che gli attualmente positivi al virus sono 12.622, sarebbero oltre 120mila, cioè poco meno del 10% del totale dei residenti in regione, le persone sottoposte a quarantena dopo contatti a rischio.

I numeri, in ogni caso, dipendono in gran parte dall’attività di tracciamento dei contatti, che non sempre le Asl, con le cifre record dei nuovi contagi negli ultimi giorni, riescono a portare avanti. Tanti, infatti, i cittadini risultati positivi che segnalano di non aver mai ricevuto chiamate dalle aziende sanitarie per il tracciamento dei contatti. Sono tenuti a rispettare l’isolamento fiduciario, almeno fino all’esito del tampone nel caso in cui si venga sottoposti a test, non solo coloro che hanno avuto contatti con positivi, ma anche quelli chi ha ricevuto la notifica di esposizione a rischio dall’App Immuni.

IN ABRUZZO 4.269 CASI IN UNA SETTIMANA, IL 25 PER CENTO DEL TOTALE

Del totale dei casi di coronavirus registrati in Abruzzo dall’inizio dell’emergenza ad oggi, uno su quattro è stato accertato nell’ultima settimana: nel periodo dal 6 al 13 novembre, infatti, i contagi emersi sono stati 4.269, cioè il 24% dei 17.774 complessivi. I decessi sono stati 77 (totale 661). I ricoveri, negli ultimi sette giorni, sono aumentati del 18% circa, passando dai 510 del 6 novembre ai 624 di oggi. In particolare, in terapia non intensiva ci sono 567 pazienti (+99), mentre in terapia intensiva ce ne sono 57 (+15). Con quelli allestiti negli ultimi giorni, il totale dei posti letto di terapia intensiva disponibili è salito a 146: al momento è utilizzato il 35,61% delle unità disponibili. Tutti gli altri pazienti, 11.284 persone (+3.213) sono in isolamento domiciliare. Gli attualmente positivi al virus, nel periodo dal 6 al 13 novembre, al netto di 865 guarigioni e dei 77 decessi, sono saliti a quota 11.908 (+3.327). A livello territoriale, la crescita più consistente, nell’ultima settimana, si registra nell’Aquilano, con 1.493 nuovi casi. Seguono il Teramano (1.144), il Chietino (872) e il Pescarese (687).

COVID: SESTO DECESSO NELL’ISTITUTO RELIGIOSO PER ANZIANI DI LANCIANO

Sesto decesso all’istituto religioso per anziani Antoniano di Lanciano che finora ha contato 98 contagi da covid, di cui 26 tra infermieri e operatori socio sanitari.

Si tratta di una donna di 90, di Lanciano, risultata anch’essa positiva al covid, la quale era ricoverata all’ospedale clinicizzato di Chieti. La pensionata era già sofferente di insufficienza renale ad altre patologie che sono state aggravate dal contagio del coronavirus.

Dal 6 novembre scorsi, a seguito di complicanze da Covid, sono morti tre donne e 3 uomini ospiti, tra cui un frate francescano del quale si sono svolti i funerali oggi all’Aquila, nel quartiere di Pettino. Le esequie dell’ultima deceduta si terranno invece lunedì, ore 15.30, nella chiesa di Sant’Antonio da Padova, adiacente allo stesso Antoniano.

La struttura continua ad essere in emergenza per la mancanza soprattutto di infermieri, benchè la situazione sanitaria resta stabile e sotto controllo. A inizio settimana saranno ripetuti i tamponi a tutti gli ospiti e al personale, sia che siano risultati positivi che negativi.

CONTAGI IN RSA TRA ANZIANI OSPITI E PERSONALE, GRIDO D’ALLARME UNCEM E SINDACO FONTECCHIO

L’AQUILA – “Più attenzione da parte della Asl e della Regione Abruzzo per Rsa, Ra e strutture che ospitano gli anziani”.

Questa la richiesta che Lorenzo Berardinetti, presidente Unione nazionale comuni comunità enti montani (Uncem) Abruzzo, e Sabrina Ciancone, sindaco di Fontecchio (L’Aquila), hanno rivolto tramite una lettera aperta al presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, all’assessore regionale alla Sanità, Nicolettà Verì, e ai direttori generali della Asl d’Abruzzo, alla luce dei numerosi problemi emersi nelle ultime settimane in tutte quelle strutture residenziali che accolgono persone anziane.

“I sindaci dei comuni di montagna stanno affrontando responsabilità e incertezze con la consueta dedizione e compostezza”, hanno spiegato Berardinetti e Ciancone, “ma c’è, tra le tante emergenze, una per cui chiediamo un intervento immediato e forte che faccia fronte a ciò che noi non possiamo risolvere. Oltre una popolazione anziana residente, molti comuni hanno, nel proprio territorio, strutture sanitarie per anziani. Rsa, ra e case di riposo che stanno vivendo come un incubo queste settimane amplificando il dramma di tutti”.

Il presidente dell’Uncem Abruzzo e il sindaco di Fontecchio hanno evidenziato che “molti operatori e moltissimi anziani sono positivi ai tamponi, non si riesce a sostituire il personale medico, infermieristico e di Ooss che va in quarantena o in malattia, esistono difficoltà a reperire DPI (specie tute) e ossigeno, c’è un ritardo e una carenza di vaccini anti-influenzali, è consigliato alle strutture di trattare gli anziani sintomatici in sede, non in ospedale, i medici di base o delle Usca non riescono a fronteggiare l’assistenza dei degenti sintomatici specie nelle strutture dove la figura del medico responsabile non è obbligatoria. Ma soprattutto non vengono effettuati tempestivamente e non vengono restituiti gli esiti dei tamponi a personale e degenti (a titolo di esempio, in un comune con una Rsa di 80 degenti e 50 operatori e un Ra con 40 degenti e 20 operatori sono stati effettuati i tamponi lunedì 9 e ad oggi (sabato 14) non si conosce ancora l’esito”.

Per questo Berardinetti e Ciancone hanno chiesto al presidente Marsilio, all’assessore Verì e ai manager delle Asl abruzzesi “un canale preferenziale per effettuare e refertare i tamponi, il rafforzamento del personale medico (USCA o Forze dell’ordine), rifornimenti specifici di Dpi e ossigeno. Senza recriminare o polemizzare, evidentemente i processi non sono efficacemente disegnati. Attendiamo, perciò, una risposta concreta e immediata da chi ha il potere di organizzare le soluzioni, assicurando sempre la nostra completa collaborazione”.

L’AQUILA: RIUNIONE PREFETTURA, COMUNE, ASL E USR, NESSUNA IPOTESI CHIUSURA SCUOLE

Il prefetto dell’Aquila, Cinzia Torraco, dando seguito a quanto emerso nella riunione convocata per l’esame complessivo della situazione epidemiologica in atto e aderendo ad una richiesta pervenuta dal sindaco del capoluogo, Pierluigi Biondi, ha presieduto questa mattina in Prefettura una riunione in videoconferenza convocata per l’esame delle criticità relative alle attività scolastiche.

All’incontro hanno preso parte il Direttore dell’Ufficio scolastico provinciale e dirigenti del Servizio Prevenzione della Asl n.1.

Il sindaco ha rappresentato la necessità di adottare un protocollo unico d’intervento da attivare per l’eventuale chiusura dei plessi scolastici a seguito della rilevazione di evidenze scientifiche in ordine alla diffusione del contagio da coronavirus, ritenendo necessaria la ricerca di un punto di equilibrio tra il diritto alla salute pubblica e quello all’istruzione degli studenti.

Dall’Ufficio scolastico provinciale e dal Servizio prevenzione della Asl n.1 si è evidenziato come non appaia fondata, al momento, l’ipotesi di chiusura generalizzata dei plessi scolastici, sulla scorta dei dati al momento disponibili e tenendo altresì in considerazione quanto espresso dal Governo con l’ultimo Dpcm in vigore, relativamente all’importanza del mantenimento, quanto più possibile, della didattica in presenza.

Sono state condivise, dai presenti, valutazioni sull’opportunità di limitazione degli spostamenti degli operatori scolastici non direttamente coinvolti nella didattica, ritenendo necessario l’accesso a forme di lavoro agile che consentano una apprezzabile diminuzione della presenza nei plessi scolastici e negli stessi uffici direzionali.

Il sindaco Biondi ha anche annunciato la diffusione di un vademecum, promosso dal Comune e approvato dal Dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria, contenente indicazioni e informazioni utili per fronteggiare la pandemia da Covid-19.

Il prefetto ha espresso l’auspicio che l’accesso a nuovi ed ulteriori canali dedicati dalla Asl esclusivamente alle comunicazioni con i Sindaci in merito alle segnalazioni di casi di positività di alunni e personale scolastico, possa costituire l’opportunità di poter poi intervenire in maniera più rapida ed efficace per la chiusura, in accordo con l’Ufficio Scolastico, di singole classi o interi plessi ove la situazione lo richiedesse.

Su questo argomento la Asl ha offerto la propria disponibilità, garantendo la realizzazione di questi strumenti che consentiranno di offrire ai primi cittadini della provincia una visione più immediata della situazione per poter valutare in modo più efficace le iniziative di contenimento nell’eventualità di positività emerse nei plessi scolastici di competenza.

Il prefetto ha fornito altresì la propria disponibilità ad aggiornare il tavolo per l’esame di eventuali ulteriori punti di criticità che dovessero emergere.

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