CORONAVIRUS, LA SECONDA ONDATA NELLE RSA: AUMENTANO I FOCOLAI IN ABRUZZO

di Mariangela Speranza e Azzurra Caldi

12 Novembre 2020 07:56

L’AQUILA – Dopo la strage di invisibili che si è consumata tra marzo e aprile scorsi in tutta Italia, l’incubo dei contagi da Coronavirus è tornato a far capolino nelle Rsa abruzzesi, con i focolai che continuano a moltiplicarsi in tutte le province, nonostante il Dpcm del premier Giuseppe Conte e l’ordinanza regionale del governatore Marco Marsilio in materia di igiene e sanità pubblica  contengano delle ulteriori misure per contenere la trasmissione del virus in questi luoghi.

Nella sola provincia dell’Aquila, la più colpita nella seconda ondata, gli ultimi casi riguardano l’ex-Onpi e la casa di riposo di Rocca di Mezzo, ma qualche settimana fa la vicenda dell’istituto “Don Orione” di Avezzano è finita alla ribalta delle cronache nazionali. Il grave focolaio che si è sviluppato nelle scorse settimane ha causato 102 contagi, di cui 85 anziani e 17 tra il personale medico e paramedico.

Il bilancio dei decessi è salito a 20 l’altra notte, quando è morta un’altra anziana che era stata ricoverata per l’aggravarsi delle sue condizioni nell’ospedale di Avezzano. In base agli ultimi aggiornamenti sono 65 gli anziani in cura nel primo piano dello stabile che ospita la Rsa, dove è stato creato un vero e proprio reparto covid e nel quale, prima della seconda ondata, alloggiavano 120 persone.  Nei giorni scorsi, inoltre, l’istituto commissariato dalla Asl in seguito alla richiesta del sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, è stato anche oggetto di un’ispezione da parte dei carabinieri dei Nas, il cui risultato, per ora, non è ancora noto.

È di due giorni fa, invece, la notizia di 11 positivi, 6 ospiti e 5 operatori sanitari, dell’ex-Onpi dell’Aquila: “I tamponi sono stati somministrati ai 39 ospiti della residenza per anziani e ai 19 del personale sanitario in servizio.  Abbiamo richiesto alla società interinale che fornisce gli operatori la loro sostituzione per garantire la continuità del servizio”, hanno spiegato il sindaco, Pierluigi Biondi, e il presidente del Csa, Daniela Bafile.

“Ovviamente anche per i subentranti a lavoro è stato predisposta la somministrazione del tampone e, in caso di negatività, saranno operativi già dalla giornata di domani. – hanno aggiunto – il sindaco Biondi e la presidente Bafile – Sono state attivate tutte le disposizioni previste nel documento di valutazione del rischio del Centro Servizi anziani, che è stato aggiornato nei mesi scorsi proprio alla luce della diffusione della pandemia”.

Ammontano invece a 20 i positivi registrati nella casa di riposo situata nel territorio di Rocca di Mezzo. Già qualche giorno fa, il sindaco Mauro Di Ciccio, aveva comunicato, tramite un apposito avviso pubblicato sulla pagina Facebook dell’ente comunale, le prime positività emerse all’interno della struttura: “Pur non avendo ricevuto comunicazioni ufficiali da parte delle autorità competenti, ho notizia di 5 casi di positività accertati, tra personale e ospiti della struttura. Le autorità sanitarie hanno disposto il tamponamento di tutte le persone attualmente in isolamento all’interno della casa di riposo, dei cui esiti sarà mia cura darvi conto non appena in possesso di informazioni ufficiali e quindi certe”, aveva scritto.

Ieri, la conferma ufficiale secondo cui,  dei 26 ospiti della struttura “20 sono risultati positivi, una persona negativa e per la restante parte si è in attesa dei relativi risultati”. “La direzione ci ha informato che al momento non si rilevano situazioni di particolare criticità e tutti gli anziani si trovano sotto osservazione medica – ha sottolineato Di Ciccio -. Sono in costante raccordo con i vertici sanitari locali e con la massima autorità provinciale per assicurare l’attenzione che merita la nostra problematica. La Asl ci ha anticipato verbalmente che si sta attivando per disporre un presidio sanitario mediante Unità speciali di continuità assistenziale (Usca). Sarà mia cura fornire ulteriori aggiornamenti non appena disponibili”, ha scritto sull’apposito avviso.

Ammontano invece a più di 20, 18 ospiti e 4 operatori, i positivi registrati nella Rsa Villa Sorriso di Scoppito. Questo almeno secondo le ultime notizie rese disponibili dal sindaco di Scoppito, Marco Giusti, sui social: “Purtroppo abbiamo avuto notizia della grave emergenza che si è creata a Villa Sorriso dove era stato accertato un caso le scorse settimane – aveva dichiarato tramite un post sul suo profilo personale – Dai tamponi effettuati sono risultati positivi 18 ospiti su 19 e 4 operatori sanitari. Insieme alla Asl 1 e al Dipartimento di igiene e prevenzione stiamo lavorando gestire la difficile situazione della struttura”.

Ma non ci sono solo le strutture dell’Aquilano nell’infelice lista delle residenze per anziani travolte dalla seconda ondata del virus.

A Lanciano, nella Rsa Antoniano, la settimana scorsa è esploso un focolaio che ha già portato al decesso di 4 “nonni” ospitati nella struttura. In totale, ad oggi, sono risultate positive 95 persone, rispettivamente 71 ospiti e 24 collaboratori.

Nei giorni scorsi la direzione dell’istituto e il direttore sanitario Evandro Tascione hanno inviato un appello all’Ordine dei Medici di Chieti e Pescara per raccogliere la disponibilità immediata di medici e infermieri per dare man forte alla struttura nell’assistenza agli ospiti. Un appello ribadito dal primo cittadino Mario Pupillo: “Servono infermieri. Il dottor Tascione ha informato Asl e ordine degli infermieri di questa urgenza per avere man forte e dare un cambio al personale rimasto e stremato dai turni. Per quanto riguarda i medici, ci sono delle disponibilità che verranno messe subito in campo, grazie all’appello diffuso giorni fa: ora servono infermieri e che il Governo dia una deroga a chi lavora già nelle Asl per aiutare in queste situazioni di eccezionale gravità. Restiamo uniti, è importante stringerci come comunità rimanendo distanti ma non soli in questa battaglia”.

C’è stato poi il caso della Rsa San Vitale a San Salvo, con circa 25 positivi e due anziane decedute e ancora un altro focolaio esploso anche nella provincia di Teramo, nella Rsa Piccola Opera Charitas di Giulianova dove, a seguito dell’accertata positività di circa 90 persone, nei giorni scorsi è stato effettuato un sopralluogo della Asl per verificare che siano state messe in atto tutte le procedure.

Una situazione difficile non solo per i fragili ospiti delle strutture, ma anche per il personale: “Voglio ricordare che tanti colleghi della sanità privata, delle Rsa e tanti colleghi infermieri e oss che lavorano negli ospedali con le cooperative e le agenzie si sono contagiati e hanno contagiato le loro famiglie, i loro figli – le parole di Daniele Leone, coordinatore regionale della Cgil Fp Sanità privata Abruzzo – Non vorrei che il sacrificio, l’impegno, la capacità di tutti gli infermieri, medici, oss, fisioterapisti, tecnici di radiologia e di laboratorio, educatori, assistenti sociali, dietiste, tutti gli operatori sanitari della sanità privata, delle cooperative, delle agenzie, delle Rsa, Ra, Cssa sia stato dimenticato”.

 

 

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